La svolta di Quirra. Poligono sequestrato

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Diego Carmignani

URANIO IMPOVERITO. Il tribunale di Lanusei ha interdetto l’attività agropastorale nell’intera area per il rischio di contaminazione. Sigilli anche per sorgenti, canali, pozzi e condutture dell’acquedotto.

Manifestazioni, audizioni, indagini, scoperte, insabbiamenti. Dopo anni e anni di capitoli aperti e chiusi sul poligono militare di Salto di Quirra in Sardegna, il più grande d’Europa, che si estende per 12mila ettari fra le province di Cagliari e Ogliastra, ieri è arrivato un passo forse devisivo, compiuto dalla Procura della Repubblica di Lanusei, che aveva aperto un’inchiesta sulla presenza di uranio impoverito nel sito usato per le esercitazioni, dopo le morti di alcuni allevatori della zona e le malformazioni riscontrate in diversi animali.

Prime inquietanti luci sulla sindrome di Quirra

Diego Carmignani

IL CASO. Le analisi delle Asl confermerebbero ciò che ambientalisti e attivisti denunciano da anni: intorno al poligono militare sardo altissime percentuali di leucemie e animali deformati.

Non c’è da preoccuparsi, secondo Bruno Pilia, presidente della Provincia dell’Ogliastra. Lui, oltre che politico, è anche medico, primario di radiologia all’ospedale di Lanusei, e non ha riscontrato un’incidenza sopra la norma di leucemie e linfomi rispetto al resto del territorio.

Le bugie al centro dei poligoni

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Adele Parrillo

URANIO IMPOVERITO – IL VELENO INVISIBILE. Secondo Falco Accame è necessario svelare tutta la verità sulle sperimentazioni delle armi nei poligoni, comprese quelle all’uranio impoverito, in quanto legate problema dell’inquinamento del terreno e delle zone di mare interessate.

Uranio, il nemico è ovunque

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Adele Parrillo

URANIO IMPOVERITO – IL NEMICO INVISIBILE. L’uranio impoverito non uccide solo soldati in missione. A rischio anche chi vive vicino alle basi militari. E alle discariche abusive affondate dagli speculatori.

Se qualcuno di voi, leggendo storie sull’uranio impoverito, che riguardino luoghi e scenari di guerra lontano dalla nostra penisola, si fosse sentito al sicuro, è in grave errore. Problemi a causa dell’uranio ce ne sono un po’ ovunque. Che sia sotto casa, se viviamo nelle vicinanze di un poligono di tiro, o si tratti di cibo pescato in un mare sorvolato da aerei da guerra, poco cambia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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