MEMORIA. 23 dicembre 1984, una bomba sul rapido 904 Napoli-Milano esplode facendo una carneficina: 15 i morti e oltre 300 i feriti. Si toglie la vita anche un poliziotto accorso per prestare aiuto: i corpi martoriati sono per lui una visione inaccettabile. A colloquio con Antonio Celardo, presidente dell’Associazione che tutela la memoria di un episodio di terrorismo nero sul quale non si conosce tutta la verità relativa a mandanti ed esecutori.
Nel giorno del quarantesimo anniversario della strage di piazza Fontana a Milano del 12 dicembre 1969, a Napoli l’Associazione che ricorda invece la strage del treno rapido 904 avvenuta il 23 dicembre 1984 riceve dal Comune una sede: un appartamento confiscato al clan camorristico dei Contini. Incontriamo Antonio Celardo, il terzo presidente in ordine di tempo dell’Associazione che raccoglie i sopravvissuti della strage, i parenti delle vittime e quanti chiedono giustizia.