Polveri sottili killer la strage avviene in città

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Federico Tulli

INQUINAMENTO. Uno studio su larga scala dell’Organizzazione mondiale della sanità ha rilevato in alcune aree urbane la presenza di pm10 fino a quindici volte la soglia tollerabile dall’uomo.

Che lo smog uccida non è una novità, ma leggendo i numeri che riassumono la dimensione del problema a livello planetario non si può rimanere indifferenti. Ogni anno oltre due milioni di persone muoiono per l’inalazione di particelle fini che inquinano l’aria che respiriamo. La maggioranza, secondo le ultime stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nelle zone urbane dove il numero di decessi prematuri da attribuire all’inquinamento è stimato intorno a 1,34 milioni.

Gli effetti degli aerosol sul riscaldamento globale

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Alessio Nannini

AMBIENTE. Le conseguenze sul clima della lotta alle polveri sottili sono state al centro del progetto Eucaari, che ha coinvolto scienziati di 24 Paesi e di 48 enti di ricerca. Con un risultato: l’inquinamento dell’aria maschera l’effetto serra.

Si chiama Eucaari, ed è un progetto che ha tenuto impegnati per tre anni (e per quindici milioni di euro di finanziamenti) gli scienziati di ventiquattro paesi e di quarantotto istituzioni di ricerca, compreso il nostro CNR. Lo scopo era quello di esaminare gli effetti dell’aerosol atmosferico, o polveri sottili. Con un risultato un poco sorprendente almeno per chi non mastica la materia: queste particelle inquinanti agiscono da freno all’effetto serra.

Franosa e desertificata. Benvenuti in Italia

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Diego Carmignani

TERRITORIO. L’Ispra presenta l’annuario dei dati ambientali del nostro Paese. Diminuiscono gas serra e incendi, ma aumentano polveri sottili, gradi centigradi e dissesto idrogeologico.

Qual è lo stato di salute del nostro territorio? Una bella domanda, alla luce di numerose minacce di oggi, dal nucleare alle trivellazioni petrolifere, alla cementificazione delle coste, che trova mille e più risposte nell’Annuario dei dati ambientali redatto dall’Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale e presentato ieri a Roma.

Mal’aria industriale

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Rossella Anitori

AMBIENTE. L’inquinamento atmosferico prodotto da fonti industriali è in aumento. È quanto emerge dal rapporto annuale sul fenomeno elaborato da Legambiente. «Non è stato fatto abbastanza per tutelare la salute dei cittadini».

Cementifici, acciaierie, centrali a carbone, raffinerie, inceneritori, gassificatori e rigassificatori. L’industria continua a contaminare l’aria che respiriamo. Su 191 impianti in funzione sul territorio nazionale, 150 operano in assenza di autorizzazione ambientale. E in Italia è boom di inquinamento atmosferico prodotto da fonti industriali. Micro e macro polveri sono in aumento. A dare l’allarme è Legambiente, che ha presentato ieri  Mal’Aria industriale 2010, il rapporto annuale sul fenomeno.

Brutta aria per i bambini

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Diego Carmignani

RICERCHE. Dal summit europeo su ambiente e salute di Parma, l’allarme dell’Oms. Ogni anno nel continente 13mila minori muoiono per le emergenze climatiche, che provocano il 33 per cento delle malattie nei soggetti sotto i 5 anni.

A Parma, fino al 12 marzo, è in programma la quinta Conferenza interministeriale su ambiente e salute. Radunati rappresentanti dei 53 paesi della regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità, ministri della Salute e dell’Ambiente, membri della Commissione europea, partner intergovernativi e della società civile, esperti della comunità scientifica e giovani delegati.

Mal d’aria, la vera emergenza nel disinteresse della politica

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Elisa Andreoli (Terra Nordest)

AMBIENTE. Gli studi scientifici e le indagini epidemiologiche sugli effetti dell’inquinamento da polveri sottili sulla salute sono ormai molti e tutti concordi: per molti studiosi siamo già in una situazione di emergenza sanitaria.

Sindaci assassini

Manuela Caserta

MAL'ARIA. L'inquinamento costa, annualmente, in Italia circa 4,5 miliardi di euro. È questo l’allarme economico e sociale lanciato dai Verdi che, con Mario Tozzi e il senatore del Pd Roberto Della Seta, hanno presentato ieri un dossier dal titolo “Le polveri assassine”.

L'iquinamento costa, annualmente, in Italia circa 4,5 miliardi di euro. E, prendendo in considerazione solo le 8 maggiori città (Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, e Palermo), il controvalore delle giornate lavorative perse (pari a 2.800.000) è di 2 miliardi di euro all’anno per cause attribuibili all’inquinamento atmosferico e, soprattutto, alla concentrazione di pm10 (polveri sottili). Mentre i costi sanitari pesano per circa 2,5-3 miliardi di euro l’anno sul Sistema sanitario nazionale.
 

La mal’aria delle città

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Alessio Nannini

SMOG. Le polveri sottili insidiano gravemente la salute dei cittadini. La denuncia nel rapporto di Legambiente: 57 città su 88 monitorate superano il limite previsto dalla legge. Il problema esiste soprattutto a Napoli, Torino e Ancona.

 

La protesta dei manichini

Giorgio Mottola

INIZIATIVA. Contro l’aumento delle polveri sottili Legambiente lancia le “Vetrine antismog”.

Per protestare contro l’aumento delle pm10, scendono in campo anche i manichini delle vetrine italiane. Non è la trama di un nuovo film fanta-catastrofista, ma l’iniziativa di Legambiente, “Mal’Aria. Vetrine antismog”. Per il 16 gennaio, l’associazione ambientalista ha organizzato blitz pacifici nelle vie dello shopping delle principali città.

Poche idee ma confuse Il ministro Matteoli tra gas serra e polveri sottili

Paolo Hutter

IL CASO. Nei giorni di Copenaghen, la clamorosa gaffe dell’esponente di governo, ex titolare dell’Ambiente.

Nel bel mezzo della Conferenza di Copenaghen, uno dei più importanti ministri di uno dei più importanti paesi del mondo depone come ex titolare dell’Ambiente al processo contro il sindaco di una grande città per la cattiva qualità dell’aria. La tesi del ministro è che il sindaco non è colpevole perché non ha strumenti per risolvere il problema dello smog su scala cittadina. E fin qui ci siamo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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