Fiat, il modello del ricatto

Antonio De Simone (Terra Napoli)

IDEE. Marchionne annuncia nuovi investimenti della casa torinese. Ma a Pomigliano continua la crisi.

L'uomo col maglioncino blu ha superato a fatica anche l’esame Mirafiori e adesso si aspettano i tanto declamati investimenti; li attendono anche allo stabilimento di Pomigliano dove l’attività continua a singhiozzo, con frequenti ricorsi alla Cassa Integrazione. Si sa, però, che il lavoro, primordiale iattura umana, è ormai un bene che si conquista e gli operai, classe sociale dichiarata estinta dagli intellettuali da loft, non possono sottrarsi alla comune sorte: devono sacrificarsi e meritare il lavoro.

«Grave strappo dalla Fiat. Così vince solo il ricatto»

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Giuliano Rosciarelli

INTERVISTA «Con i contratti di Mirafiori e Pomigliano le relazioni industriali hanno fatto un passo indietro che ci riporta a prima della seconda guerra mondiale». L’allarme del sociologo Gallino

Il futuro della Fiat e, più in generale, delle relazioni sindacali in Italia. Terra ne ha parlato con il sociologo, scrittore e docente di sociologia Luciano Gallino, tra i maggiori esperti italiani di processi economici e delle trasformazioni del mercato del lavoro.

Ora tocca a Pomigliano

Giorgio Mottola

FIAT Stasera potrebbe nascere la Newco che assumerà i 4600 operai dello stabilimento campano alle condizioni decise senza la Fiom a giugno. Intanto il mondo politico si divide su Marchionne

Lavoratori Fiom in assemblea

Giuliano Rosciarelli

FIAT. «Senza diritti siamo solo schiavi». è questo lo striscione che campeggiava all’interno del cinema Gloria di Pomigliano d’Arco dove si è svolta ieri l’assemblea nazionale dei delegati della Fiom-Cgil.

«Senza diritti siamo solo schiavi». è questo lo striscione che campeggiava all’interno del cinema Gloria di Pomigliano d’Arco dove si è svolta ieri l’assemblea nazionale dei delegati della Fiom-Cgil. «Indietro non si torna, la lotta continua» era invece il motivo dominante nelle conversazioni fuori microfono delle centinaia di delegati (1500) che hanno affollato la sala e ribadito nel documento finale approvato all’unanimità.

«Ricatto non riuscito»

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Giuliano Rosciarelli

L'INTERVISTA. Secondo il responsabile auto della Fiom, Enzo Masini, l’esito della consultazione rappresenta sicuramente un successo: «Il messaggio è chiaro: chi ha votato sì, lo ha fatto perché si è sentito costretto».

Dopo l’esito non esaltante del referendum nello stabilimento di Pomigliano per i vertici torinesi è arrivato il momento di decidere cosa fare. I risultati delle urne non hanno dato il risultato sperato e ora Sergio Marchionne dovrà fare i conti con quel 36 per cento di operai contrari all’accordo separato.

Quei cinesi di Pomigliano

Luca Bonaccorsi

IN FONDO. I giorni passano e Pomigliano, invece di sbrogliarsi, si annoda. Ma la “narrazione” della partita Fiat in Campania non è cambiata molto. Anzi “le” narrazioni: uguali e opposte.

I giorni passano e Pomigliano, invece di sbrogliarsi, si annoda. Ma la “narrazione” della partita Fiat in Campania non è cambiata molto. Anzi “le” narrazioni: uguali e opposte. A sinistra Marchionne è un padrone autoritario, anticostituzionale, e i fiommini partigiani. A destra (e al centro) le parti sono invertite e vince la retorica del “terrone fannullone” (e un po’ mariuolo). Chissà a quanti stanno strette queste categorie.

Il giorno del ricatto

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Alessio Postiglione

REPORTAGE. Pomigliano ha votato in un clima surreale. Tra la paura per la perdita del posto e le minacce dell’azienda. Brancato, segretario Fiom di Napoli: «C’è chi ha dovuto fotografare il sì sulla scheda».

Tristezza e rassegnazione e non più rabbia. Neanche fra i “puri e duri” della Fiom. Questa è la cifra che si respira fuori alla grande fabbrica di Pomigliano, paradossale monumento al fordismo in un territorio che è passato dalla pastorizia alla deindustrializzazione, senza mai conoscere, veramente, l’opulenza dell’industria.

Fiom, no al referendum

Alessandro De Pascale

FIAT. Accordo separato per Pomigliano, non firmato dalla Fiom, che sarà votato dai lavoratori il 22 giugno. Per Masini, responsabile auto Cgil, «il piano è irricevibile». La Marcegaglia parla di un no «incredibile».

L'unica modifica apportata all’accordo scritto dalla Fiat, sulla base di quanto richiesto dai sindacati, è l’introduzione di un sedicesimo punto che prevede l’istituzione di una Commissione paritetica sulle sanzioni disciplinari. Sarà composta in egual numero da rappresentanti dei sindacati firmatari dell’accordo e da quelli nominati dall’azienda.

Gli operai alle corde

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Giuliano Rosciarelli

SINDACATO. Come previsto, Fiom non cede e dice no all’accordo con Fiat. Cisl e Uil indicono un referendum tra i lavoratori sul quale pesa il ricatto occupazionale. I metalmeccanici Cgil nell’angolo.

La Fiom non cambia idea, la sua firma su questa intesa non vuole proprio mettercela. Nonostante i numerosi appelli all’unità sindacale, ai quali ieri mattina si è aggiunto anche quello della seconda carica dello Stato, Renato Schifani, le posizioni non sono cambiate.

I pericoli che corre la Fiom

Luca Bonaccorsi

COMMENTO. Quanto è difficile avere dai media una rappresentazione non iperschierata, da un lato o dall’altro sulla questione dell’accordo di Pomigliano.

Quanto è difficile avere dai media una rappresentazione non iperschierata, da un lato o dall’altro sulla questione dell’accordo di Pomigliano. L’informazione di destra racconta la Fiom come un manipolo di operai veterosindacalizzati che cercano di difendere l’indifendibile: assenteismo da malattia fasulla, scioperi fatti col timer, inspiegabili passioni per lo scrutinio elettorale.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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