Il conflitto di interesse che agita i no Ponte

ponte.jpg
Vincenzo Mulè

GRANDI OPERE. Alcune delle più importanti associazioni ambientaliste scrivono a Monti: si chiuda per sempre il progetto dello Stretto. Ma il passato di alcuni membri del governo fa paura.

La bocciatura dell’Unione europea, che lo scorso ottobre lo aveva escluso dai progetti prioritari nel quadro delle grandi reti transeuropee sembrava avere decretato la parola fine al simbolo delle grandi opere italiane: il ponte sullo Stretto di Messina, «opera farsa» per gli ambientalisti del Wwf, «opera bandiera» per il governo Berlusconi. Sul progetto, però, ancora non è stata scritta l’ultima parola.

Il Ponte non si farà. E il Governo già litiga

lapresse_06044079.jpg
Vincenzo Mulè

INFRASTRUTTURE. La Camera ieri ha votato una mozione dell’opposizione che chiede di eliminare i finanziamenti statali per l’opera. La maggioranza si è astenuta. Ma Matteoli si ribella.

Ci piace pensare che, forse, lo spettacolo terrificante dei danni al territorio apportati dal maltempo e dalle conseguenze che un simile evento potrebbe avere sull’opera abbia portato i membri della maggioranza a cambiare idea e dire no, in maniera decisa e convinta, alla realizazione del ponte sullo stretto di Messina.

Il Ponte apre i cantieri. Ma già da ora è inutile

ponte-stretto-messina-110729185102_big.jpg
Alessia Candito

INFRASTRUTTURE. Il corridoio Berlino-Palermo non è più una priorità per l’Unione europea. Ma l’ad della società Stretto di Messina ignora la cosa e annuncia l’avvio dei lavori per la prima metà del 2012.

Il corridoio Berlino-Palermo su cui l’Unione Europea puntava a far transitare genti e merci tra le priorità di Bruxelles, non c’è più, ma l’iter del ponte sullo Stretto, che di quella tratta doveva essere uno snodo centrale, accelera. È con una sicurezza disarmante che l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Piero Ciucci, ha annunciato che nella prima metà del 2012 apriranno i principali cantieri del Ponte.

Gli Usa: «Senza strade e ferrovie, il Ponte è inutile»

large_110321-010233_To200311est_0798.jpg
Alessandro De Pascale

WIKILEAKS. Per il console a Napoli Truhn «servono grandi investimenti nelle infrastrutture calabresi e siciliane». Il governatore Lombardo ha rotto col Pdl per «l’assenza di interessi comuni».

«Dato che ospita l’importante base aerea dell’Us Navy di Sigonella (la seconda più trafficata d’Europa), circa 17mila cittadini statunintensi, investimenti di grandi imprese, quali l’Ibm e la Wyeth, giacimenti di gas scoperti solo di recente (Exxon-Mobil), il futuro della Sicilia è chiaramente di grande interesse per gli Stati Uniti». Inizia così un cable “confidenziale”, diffuso da Wikileaks, scritto dal console americano a Napoli, J.

La Cina fa shopping in Italia. Ora spunta nell’affare Ponte

pontemessina.jpg
Alessia Candito

AMBIENTE. Per il ponte sullo stretto di Messina ci sarebbe un forte interesse di China Investment Corporation interessata ad investire nelle infrastrutture del nostro Paese.

Ci potrebbero essere i cinesi nel futuro del Ponte sullo Stretto. Trent’anni dopo la costituzione per decreto della società Stretto di Messina e dopo aver mandato in fumo oltre 400 milioni di euro in progetti, consulenze e pubblicità, è iniziata la questua internazionale per finanziare il Ponte che non c’è. Allo stato, neanche sulla carta.

Ponte sullo Stretto, avanti con gli espropri

ponte.jpg
Alessia Candito

SICILIA. Nonostante la crisi e il declassamento del progetto a livello europeo la società di Pietro Ciucci procede come se nulla fosse. Parte anche la formazione del personale. A spese della Regione.

Non esiste ancora un progetto esecutivo, non si sa se, come e da chi verrà finanziato, visto che l’Europa ha bollato l’opera come “non prioritaria”, ma il Ponte sullo stretto di Messina si farà. E presto. Ne è più che convinta la Stretto di Messina spa, che nel giro di un paio di giorni non solo ha pubblicato il progetto degli espropri dei terreni e dei fabbricati ritenuti d’intralcio o di interesse per la realizzazione dell’opera, ma ha anche iniziato a cercare personale.

«Stop alle grandi opere. Sono inutili e costose»

large_110627-110806_To270611cro_0026.jpg
Rossella Anitori

IL CASO. Per l’Osservatorio nazionale sulle liberalizzazioni nelle infrastrutture e nei trasporti la linea Torino-Lione, il ponte sullo Stretto e il terzo valico Milano-Genova «vanno cancellati».

«Il traforo della Val Susa, il ponte sullo Stretto e il terzo valico Milano-Genova vanno cancellati». A dirlo stavolta non sono gli attivisti che da Nord a Sud del Paese si battono in difesa del territorio, ma l’Osservatorio nazionale sulle liberalizzazioni nelle infrastrutture e nei trasporti (Onlit).

L’Ue mette una croce sul Ponte sullo Stretto

stretto-di-messina.jpg
Giorgio Frasca Polara

IL CASO. A settembre è annunciato il no alla megaopera. Fondi dirottati per collegare Berlino a Bari. Ora si spera che i soldi stanziati dal Cipe siano impiegati per bonificare le zone franose del messinese.

Nelle nostre disgrazie (conti pubblici, manovra, speculazioni sull’euro, e, soprattutto, governo Berlusconi) almeno una buona notizia è arrivata: l’Ue gira le spalle al mitico ponte sullo Stretto, sospende il promesso lauto contributo alla inutile, faraonica opera, e dirotta i fondi su altra meta. La decisione formale è fissata per il 21 settembre a Bruxelles, e immaginatevi quanti lavori, quante pressioni si scateneranno - anzi, si sono già scatenate - perché il governo intervenga sulla Commissione europea perché ci ripensi.

La guerra di Bruxelles alle opere mai partite

ponte.jpg
Alessandro De Pascale

INFRASTRUTTURE. La Commissione europea modifica il proprio Piano d’azione sui trasporti. Le risorse non utilizzate dagli Stati membri serviranno a collegare l’Europa con i Paesi limitrofi.

La Commissione europea modifica il proprio Piano d’azione per i trasporti. Nuove priorità, che indirettamente serviranno a rilanciare anche l’economia dell’Eurozona. L’obiettivo è «rafforzare le connessioni ad est»: con le aree vicine (quali i Balcani, i Paesi del Mediterraneo e dell’ex Unione Sovietica) per le merci da esportare, visto che l’Ue è «il principale partner commerciale», tra Europa ed Asia per quelle da importare.

Messina contro il Ponte

Antonio Mazzeo

MANIFESTAZIONE. Nella città siciliana migliaia di persone chiederanno al governo di «usare i fondi pubblici dell’opera sullo Stretto per mettere in sicurezza il territorio», un anno dopo la tragica alluvione di Giampilieri.

Un anno fa l’alluvione che ha spazzato via il villaggio di Giampilieri e la cittadina di Scaletta (Messina). Una delle tragedie più gravi della storia d’Italia con 37 morti. Per ricordare l’alluvione e le gravi responsabilità di politici ed amministratori, al Corteo nazionale contro il Ponte sullo Stretto, sono attesi oggi a Messina migliaia di partecipanti per «spostare i fondi pubblici destinati a quest’opera inutile e dannosa, alla messa in sicurezza del territorio», spiega la Rete No Ponte che organizza l’iniziativa.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31