Etiopia: tutti contro lo scempio della diga

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Maurizio Torretti

INFRASTRUTTURE. Sono oltre 400 le organizzazioni che si battono per impedire la realizzazione dell’invaso Gibe III. Un progetto che minaccerebbe l’ambiente e le popolazioni indigene.

Oltre 400 organizzazioni, tra le quali Survival International, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, International Rivers e Friends of Lake Turkana hanno unito le loro forze per promuovere una petizione contro la costruzione della diga Gibe III la più imponente dell’Africa. Il documento verrà consegnato oggi, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, alle ambasciate etiopi di Europa e Stati Uniti.

Quegli antichi turisti del sito di Stonehenge

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Piero Capponi

ARCHEOLOGIA. Le analisi chimiche condotte dai ricercatori del British Geological Survey su una sepoltura scoperta nei pressi del luogo megalitico, suggeriscono una grande eterogeneità dei gruppi umani che visitarono l’area nell’Età del Bronzo.

E' noto in archeologia come il “ragazzo con la collana di ambra”, e continua a regalare informazioni su uno dei siti archeologici più importanti del panorama mondiale: Stonehenge. Si tratta di una sepoltura di circa 3500 anni fa, rinvenuta nel 2005 a pochi km a sud-est del famoso sito megalitico, nella località di Boscombe Down, subito balzata agli onori della cronaca. L’individuo sepolto è un adolescente ornato dalla presenza di una splendida collana di ambra.

Etiopia, Survival international contro la diga sul fiume Omo

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Paolo Tosatti

CAMPAGNE. L’organizzazione si mobilita per chiedere al governo di Addis Abeba di bloccare i lavori, già ultimati per un terzo. La chiusa, alta 240 metri, distruggerà l’intero ecosistema della zona, da cui dipende la vita di oltre 500mila persone.

Una campagna internazionale per chiedere al governo di Addis Abeba di bloccare il progetto Gibe III, che prevede la costruzione di un’enorme diga nella bassa Valle dell’Omo, in Etiopia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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