Bombe in Libia, morte in Yemen, gioia in Egitto

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Annalena Di Giovanni

RIVOLUZIONI. Piccoli scontri a Tripoli mentre prosegue la battaglia per gli arsenali. Folle in piazza pure in Iraq: cittadini esasperati dalle disuguaglianze chiedono la testa di Al Maliki.

Sono scesi almeno in mille ieri a Tripoli, urlando «Gheddafi è nemico di Dio», per protestare contro il regime del Colonnello Muammar. Nonostante gli spari sentiti nel distretto di Tajoura, i corrispondenti di al Jazeera da Tripoli hanno confermato che gli scontri si sono limitati a cinque lanci di lacrimogeni e qualche copertone bruciato, decisamente niente a che vedere con la violenta repressione delle scorse settimane. Ma la vera battaglia ormai, fra Gheddafi e insorti, è lontana dalle strade e dalle proteste e si combatte con le armi.
 

Gli aborigeni del “fiume nero” rivendicano spazi d’autonomia

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Bruno Picozzi da Taiwan

TAIWAN. La sopravvivenza dei bunun dipende dalle decisioni di Tapei, che sta limitando i loro diritti di autogoverno. Dispersi in diverse contee, tentano di difendere la propria cultura e tradizioni.

L'antico villaggio bunun, completamente in rovina, guarda dall’alto le valli centrali di Taiwan. Una quindicina di case, camminamenti e spazi comuni creati montando sapientemente muri a secco con le rocce piatte che la pioggia porta verso la valle. Un tesoro archeologico strappato alla foresta con fatica dal lavoro di Sai Taisnunan e della sua Associazione per la rinascita del villaggio aborigeno di Tamazuan.

Gli aborigeni del “fiume nero” rivendicano spazi d’autonomia

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Bruno Picozzi da Taiwan

TAIWAN. La sopravvivenza dei bunun dipende dalle decisioni di Tapei, che sta limitando i loro diritti di autogoverno. Dispersi in diverse contee, tentano di difendere la propria cultura e tradizioni.

L'antico villaggio bunun, completamente in rovina, guarda dall’alto le valli centrali di Taiwan. Una quindicina di case, camminamenti e spazi comuni creati montando sapientemente muri a secco con le rocce piatte che la pioggia porta verso la valle. Un tesoro archeologico strappato alla foresta con fatica dal lavoro di Sai Taisnunan e della sua Associazione per la rinascita del villaggio aborigeno di Tamazuan.

Consumismo e cemento, così scompaiono gli ultimi bunun

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Bruno Picozzi da Taiwan

TAIWAN. Le antichissime tradizioni di una tribù dell’entroterra rischiano di sparire a causa della progressiva avanzata della società moderna. Ecco come si sta tentando di salvarle.

Non sono ancora le 7 del mattino quando uno straordinario coro polifonico riempie l’aria fredda di febbraio, una voce di angeli che si fa strada tra le palme di betel insieme alla bruma che sale abbondante dal fondo della valle. Dura mezzora e poi si cheta, lasciando spazio di nuovo agli strani rumori della foresta e alle rare automobili di passaggio. Accade qui, sulle montagne intorno a Suili, nell’entroterra taiwanese, tra conche e precipizi rigogliosi di vita che si elevano fin oltre i mille metri.

Dalla Libia all’Oman le rivolte non si placano

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Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Gheddafi ostenta sicurezza mentre cresce la tentazione dell’intervento militare. Nessuna pace ancora in Egitto.

«Possiamo farcela da soli, no all’intervento straniero»; è la scritta che campeggia in Libia sugli striscioni delle città in mano agli oppositori del regime di Muammar Gheddafi, in quella che sembra sempre di più una lotta contro il tempo fra libici e libici – pro e contro status quo – prima che le navi Usa si avvicinino troppo alla costa tripolitana, o che la Nato decida di interferire sul destino dei pozzi petroliferi al momento in mano, quasi tutti, all’opposizione.

I tanti colori della Terra

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Assunta Gammardella

EVENTI. A Chiuduno, in provincia di Bergamo, torna il tradizionale appuntamento con "Lo spirito del Pianeta". Incontri, suoni e balli per conoscere le culture a rischio del nostro mondo.

Percussioni che vibrano, antichi canti gutturali, danze che enfatizzano il linguaggio del corpo e sonorità arcaiche realizzate attraverso strumenti a fiato come la cornamusa. Tutto questo rende il festival Lo spirito del Pianeta un evento unico per conoscere culture, tradizioni, usanze e costumi di popoli che vivono in terre lontane, custodi delle risorse della nostra madre Terra.
 

Alla fine scoppia la pace. Il clima unisce Evo e il papa

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Susan Dabbous

DIPLOMAZIA. Benedetto XVI riceve Morales. Il presidente socialista consegna al pontefice l’accordo dei popoli siglato a Cochabamba. E suggerisce di democratizzare il clero con donne sacerdoti e l’abolizione del celibato.

Bolivia e Santa Sede insieme per il clima. L’insolita alleanza si è suggellata ieri a Roma non senza contraddizioni. Il presidente Evo Morales è stato ricevuto alle 11 del mattino in Vaticano da papa Benedetto XVI, il colloquio privato è durato 25 minuti.

Palestina, il ruolo dell’Europa nel difficile cammino verso la pace

Ilaria De Bonis da Gerusalemme

MEDIO ORIENTE. In occasione della marcia di 400 italiani per la ripresa del dialogo, da Gerusalemme si rilancia l’idea di uno Stato, due popoli e tre religioni. I partecipanti: «È necessario fare pressioni sulla parte più forte, ossia su Israele».

«Se volete veramente aiutare palestinesi e israeliani a raggiungere la pace, è necessario che facciate pressione sul più forte, ossia su Israele, senza temere accuse di antisemitismo, usando le armi del diritto e se serve anche quelle del boicottaggio». A parlare, sintetizzando il pensiero di molti dei partecipanti alla marcia della Pace dei 400 a Gerusalemme, è il Patriarca latino della Città Santa, Michel Sabbah, intervenuto alla conferenza sulle responsabilità dell’Europa in Medio Oriente.

Vogliamo il pane ma anche le rose

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Bruno Picozzi

POPOLI
— Tutti devono accedere ai beni materiali necessari per la sopravvivenza ma nessuno dovrebbe essere costretto a sacrificare identità e dignità per ottenerli. Dal Niger a Chiaiano. —

Fu stroncato dalla critica il film “Bread and roses” di Ken Loach, affresco semidrammatico sulle condizioni di lavoro degli emigranti messicani negli Usa. «Una lezione ideologica in cui la ragione e il torto sono chiaramente espressi, negando allo spettatore la possibilità di farsi un’idea che non sia viziata dallo slogan politico», così nelle parole di Luca Baroncini, critico cinematografico.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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