Il Cairo resta in piazza. E chiede maggiori diritti

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Annalena Di Giovanni

EGITTO. Il Paese si è svegliato senza una Costituzione. Una delegazione dei manifestanti incontra i generali dell’Esercito che assicurano di non voler restare al potere. Ma non tutti ne sono convinti.

«Non ce ne andremo, è il ministro degli Interni che deve andare via», gridavano ieri, a migliaia, a piazza Tahrir. Non erano studenti, né attivisti politici, ma forze di polizia al loro secondo giorno di agitazione. Nell’altro Egitto, quello libero, anche i vecchi nemici di Mubarak vogliono voltare pagina. Girano per le strade chiedendo aumenti di salario e mostrando le foto degli agenti caduti durante gli scontri. «Anche loro sono vittime del regime», gridano.

Altro che Putin "dono di Dio". Quanti intrecci tra politica, poteri e affari

Erasmo Venosi*

COMMENTI. Il Vladimir Putin, “dono di Dio” secondo il nostro presidente del Consiglio, non sembra proprio un campione di democrazia.

Il Vladimir Putin, “dono di Dio” secondo il nostro presidente del Consiglio, non sembra proprio un campione di democrazia. Le determinazioni, assunte sin dall’inizio della sua presidenza, appaiono scelte strategiche per condizionare l’Europa e sancire un tenace presidenzialismo di apparato.

La proliferazione nucleare e la bancarotta della ragione umana

Erasmo Venosi

COMMENTI. La questione dell’arricchimento dell’uranio nella centrale iraniana e la reazione dell’occidente mostrano tutta l’ipocrisia delle leadership nella gestione dei rapporti di potere tra Stati.

La questione dell’arricchimento dell’uranio nella centrale iraniana e la reazione dell’occidente mostrano tutta l’ipocrisia delle leadership nella gestione dei rapporti di potere tra Stati. Tremila satelliti militari di nazionalità russa e statunitense sono in orbita militarizzando lo spazio anche se i trattati internazionali lo vietano. Nell’era della globalizzazione il dominio dello spazio extratmosferico e del cyberspazio determinano la moltiplicazione della potenza politica e militare.
 

Il potere è immobile

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Vincenzo Mulè

POLEMICHE. La vicenda dell’appartamento di Fini a Montecarlo è solo l’ultimo di una lunga serie di gialli legati alle proprietà immobiliari. Un filone inaugurato negli anni Settanta da Berlusconi con Arcore.

Hanno perso la testa.

Se il Cavaliere governa senza alcun contrappeso

Alessio Postiglione

COMMENTI. L’ultimo attacco alla nostra legge suprema da parte del premier Berlusconi rende chiaro come i problemi che ha sollevato il ddl Alfano vadano letti in una cornice più ampia della già preziosissima libertà d’espressione.

«E' un inferno governare con le regole della Costituzione». L’ultimo attacco alla nostra legge suprema da parte del premier Berlusconi rende chiaro come i problemi che ha sollevato il ddl Alfano vadano letti in una cornice più ampia della già preziosissima libertà d’espressione.

Commissione d’inchiesta sul Palazzo

Mario Staderini (Segretario di Radicali italiani)

DIBATTITO Nell’ultimo decennio il solo Parlamento ha aumentato del 600% i suoi possedimenti, arrivando ad oltre quaranta palazzi, e lo stesso hanno fatto Ministeri e Presidenza del Consiglio.

Da consigliere municipale ho combattuto contro l’inarrestabile espansione della “Città politica”, ovvero quella smisurata parte del centro storico di Roma occupata dalle istituzioni pubbliche. Nell’ultimo decennio, infatti, il solo Parlamento ha aumentato del 600% i suoi possedimenti, arrivando ad oltre quaranta palazzi, e lo stesso hanno fatto Ministeri e Presidenza del Consiglio.  

La Lega nord all’assalto delle banche

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Alessio Postiglione

POTERE. Dopo il disgraziato esordio con Credieuronord, l’istituto bancario fallito e “seppellito” dal duo Fiorani-Fazio ai tempi dei furbetti, le camicie verdi ci riprovano. Ma stavolta mirano in alto: Intesa e Unicredit.

Quello che non poté Tremonti, con il suo tentativo di riforma delle Fondazioni, bocciato dalla Consulta nel 2003, potrà l’importante affermazione elettorale della Lega. è stato Bossi stesso a cancellare i dubbi residui: «è chiaro che le banche più grosse del Nord avranno uomini nostri a ogni livello. La gente ci dice “prendete le banche” e noi lo faremo».

Piccole province crescono

Gianpaolo Silvestri

BUROCRAZIA. Stando ai proclami del presidente del Consiglio e al viscerale umore “anticasta” presente nel Paese, dovevano già essere soppresse. Ma è d’uopo prendere atto che qualsiasi progetto di riforma non riesce a scalfire quei 110 centri di potere che sono le Province italiane.

Stando ai proclami del Presidente del Consiglio e al viscerale umore “anticasta” presente nel Paese, dovevano già essere soppresse. Ma è d’uopo prendere atto che qualsiasi progetto di riforma non riesce a scalfire quei 110 centri di potere che sono le Province italiane. In realtà di quelle promesse elettorali di Berlusconi - due anni dopo - non vi è più traccia. In compenso sono stati istituiti nuovi enti provinciali anche negli ultimi anni: ben sette.
 

Il federalismo quando serve

Alessio Liberati (magistrato Tar Toscana)

L'ANALISI. La riforma “federalista” del titolo V della Costituzione italiana è stata fortemente voluta dai partiti politici. Il suo inevitabile corollario è che la maggior parte delle materie sono attribuite alla legislazione delle singole Regioni. Tra queste vi è la materia elettorale.

La riforma “federalista” del titolo V della Costituzione italiana è stata fortemente voluta e accolta con favore dai partiti politici. Il suo inevitabile corollario è che la maggior parte delle materie sono attribuite alla legislazione delle singole Regioni, altre alla legislazione concorrente, altre ancora (ma sono eccezioni) allo Stato. Tra quelle riservate alle Regioni vi è la materia elettorale.

Progresso scientifico e potere

Luca Tornatore

DOSSIER. Cessa ogni neutralità e assume tratti biopolitici nel momento in cui la scienza è platealmente commissionata ed utilizzata da strutture di potere che la agiscono come strumento di potere.

Che il progresso scientifico e la sua traduzione tecnologica partecipino alla determinazione delle strutture di potere e dei nessi produttivi, e ne siano, a loro volta e in larga misura, determinati, rimane – soprattutto in quest’ultima parte – un’affermazione scandalosa all’interno della comunità degli scienziati.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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