Italiani più poveri. Le risorse mal spese

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Dina Galano

DOSSIER. Secondo Caritas-Zancan sono 8,3 milioni i cittadini in povertà. «Logica emergenziale e contributi una tantum cronicizzano il problema».

Casa e lavoro non bastano più. Al 2010 8,3 milioni di italiani risultavano in povertà, il 13,8 per cento della popolazione.

Quella del Cile è una guerra di povertà

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Marco De Vidi

AMERICA LATINA. L’Economist analizza le cause del conflitto sociale di questi mesi. Nelle ultime ore i primi tentativi di dialogo tra i manifestanti e un governo sempre più debole.

Anche l’Economist analizza il conflitto in corso in Cile, parlando di una vera e propria “prova di forza tra gli studenti e il governo”. L’autorevole settimanale britannico cita i risultati dei test Pisa, che comparano i sistemi scolastici di diversi paesi. La scuola cilena risulta la meno scadente tra gli stati dell’America Latina, ma i buoni risultati complessivi nascondono in realtà forti disparità.

A Genova ancora per dire: avevamo ragione

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Gianfranco Bettin

L'ANALISI. Il movimento aveva intuito i temi del nostro tempo: il clima, l’ambiente, la povertà, le migrazioni, le risorse, l’energia, le diseguaglianze, i beni comuni, la democrazia e la libertà.

Chi era a Genova in quei giorni straordinari e tragici di dieci anni fa, chi comunque li ha seguiti con speranza, trepidazione e rabbia, si porterà sempre “Genova dentro” (come recita il titolo di un libro bello e non ovvio, molto personale e molto politico, di Luca Casarini, appena edito da Editori Riuniti Internazionali). Il tempo trascorso da allora ha però anche mostrato come, in realtà, fosse proprio quella Genova a portarsi “dentro” gli anni che sarebbero seguiti.

Italia stagnante, uno su quattro a rischio povertà

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Dina Galano

ISTAT. Pil fermo, ritmi di crescita inferiori alla media Ue, disoccupazione record per donne e giovani. La fotografia resa dall’ente statistico disegna un Paese «vulnerabile» che stenta a uscire dalla crisi.

La peggior performance in Europa nell’ultimo decennio, sempre più lontana dagli obiettivi di sviluppo della Strategia Ue 2020. Nel nostro Paese la recessione, finita, non si è accompagnata dalla ripresa economica al punto che un italiano ogni quattro «sperimenta il rischio di povertà o esclusione sociale», un valore del 23,1 per cento superiore alla media Ue.

Aiuti allo sviluppo. Così l’Ue gonfia i dati

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Dina Galano

COOPERAZIONE. Oltre 5 miliardi spesi per obiettivi di sicurezza interna e di convenienza economica, mascherati dietro la lotta alla povertà. “Sfida all’aiuto-egoista”, il rapporto di Aidwatch.

Aiuti gonfiati e obiettivi traditi. Nonostante l’Europa sia il maggior donatore al mondo, gli aiuti internazionali allo sviluppo complessivamente forniti dai Paesi membri nel corso del 2010 hanno segnato un’ulteriore riduzione in quantità e qualità. La denuncia arriva dal rapporto di Aidwatch “Sfida all’aiuto-egoista”, che è curato dalle rete europea delle Ong di sviluppo ed emergenza Concord e che ieri è stato presentato in contemporanea a Bruxelles e a Roma.

Tunisia, ancora scontri tra polizia e manifestanti

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Annalena Di Giovanni

CRISI ALIMENTARE. Nuove violenze a Kasserine dopo l’annuncio della morte di un membro dell’Unione dei lavoratori, ricoverato in ospedale per i colpi di arma da fuoco della forze di sicurezza.

E' cominciata a Sidibouzid per un carretto della frutta requisito. È andata avanti nelle campagne tunisine con i ragazzi che si suicidavano contro la disoccupazione. E adesso ad Algeri si urla «Viva lo zucchero». Nessuno riesce più a tenere il contro dei morti per le proteste in Maghreb - chi dice venti, chi cinquanta - mentre i regimi locali criminalizzano la lotta contro la fame e la stampa si autocensura.

La guerra del pane nelle strade di Algeri

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Susan Dabbous

RINCARI. Il governo ammette il vero bilancio degli scontri: 2 morti e 300 feriti. Dopo aver ignorato la serrata dei panettieri a settembre ora il presidente Bouteflica dovrà calmierare i prezzi alimentari.

Di fronte al malcontento popolare sfociato due giorni fa in diverse città algerine, il presidente Bouteflica, al suo terzo mandato, non ha esitato a reprimere brutalmente le manifestazioni. Così ieri è arrivata l’ammissione del bilancio del venerdì di sangue: due morti, un diciottenne e un trentaduenne e ben 300 feriti tra la polizia, che era in assetto antisommossa.

Malattie rare, una vera emergenza sociale

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Federico Tulli

SANITA'. Il 35 per cento delle famiglie di persone affette da particolari patologie è a rischio o sotto la soglia di povertà. Lo rivela uno studio pilota presentato ieri a Roma dall’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori.

Assistere una persona affetta da malattia rara cambia radicalmente la vita di tutta la sua famiglia esponendola notevolmente al rischio di povertà.

La salute rende poveri

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Federico Tulli

IL CASO. L’allarme dell’Organizzazione mondiale della sanità. Tra crisi economica, invecchiamento delle popolazioni e sprechi, ogni anno 100 milioni di nuovi indigenti a causa dei costi insostenibili per curarsi.

Nel mondo un miliardo di persone non può permettersi cure mediche e ogni anno 100 milioni sono trascinati sotto la soglia di povertà dalle spese sanitarie. Tra crisi economica, invecchiamento della popolazione e globalizzazione delle malattie la necessità di un’assistenza sanitaria universale «non è mai stata così pressante». È l’allarme lanciato a Londra dai vertici dell’Organizzazione mondiale della sanità alla presentazione del Rapporto mondiale sulla salute 2010.

L’Italia tra stenti e polemiche

Diego Carmignani

ALLARME. La Caritas contro l’Istat: «Mezzo milione di poveri in più». Il governo non fronteggia l’emergenza in casa e lesina sugli aiuti umanitari internazionali. Oggi protesta del Coopi a Montecitorio.

Poveri  in Italia sono 8.370.000 e non 7.810.000. Così la Caritas, nel decimo rapporto sull’argomento, risponde ai dati ufficiali pubblicati dall’Istat nel luglio scorso. Oltre mezzo milione in più che rappresenta un sostanzioso 37 per cento di differenza.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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