I grillini tolgono la scena agli Indignati e ai Viola

large_110910-160615_Bast100911pol_0073.jpg
Eloisa Covelli e Dina Galano

PROTESTA. Continua oggi a piazza San Giovanni l’assemblea popolare del movimento che prende spunto dalle manifestazioni madrilene di Puerta del Sol. Presenti disabili, precari, cassaintegrati.

Il boom di partecipazione non c’è stato. Ma loro se l’aspettavano e se ne infischiano. D’altronde il loro motto è: andare piano per andare lontano. Oggi gli Indignati italiani continuano a piazza San Giovanni l’assemblea popolare, iniziata ieri dopo aver passato la notte in tenda. Il corteo, che da piazza della Repubblica è arrivato alla Basilica, ha visto una partecipazione di poche centinaia di persone.

Indignati 2.0: quando la protesta si crea da sé

AP11052118070.jpg
Eloisa Covelli e Dina Galano

MOVIMENTO. Da Madrid a Tel Aviv si moltiplicano le “acampada” sul modello spagnolo. Oggi a Roma iniziano due giorni di discussione su lavoro, educazione, economia, assieme al Popolo Viola.

Bisognerà aspettare il 15 ottobre per capire se il movimento degli Indignati è riuscito a radicarsi quanto meno in Europa. O se è rimasto un fenomeno tipicamente spagnolo. Da Puerta del Sol, dove i manifestanti alla vigilia del voto delle amministrative fecero tremare Zapatero, la protesta si è diffusa ovunque: da Buenos Aires a Bruxelles, da Edimburgo a Bogotà, da Città del Messico a Parigi. Pura imitazione o vero movimento di massa?

Pronte le cento piazze. La Cgil va allo sciopero

camusso040911.jpg
Dina Galano

PROTESTE. Per il sindacato, le ultime correzioni alla manovra che hanno “salvato” feste civili e tredicesima degli statali «sono il primo frutto» della mobilitazione. Cresce l’attesa per il 6 settembre.

Per la Cgil il ritiro delle norme che avrebbero abolito le feste civili e lo stop al rinvio delle tredicesime degli statali stabiliti nella serata di venerdì dal governo sono «il primo frutto» della mobilitazione nazionale del prossimo 6 settembre. La manovra cambia di giorno in giorno, ma il sindacato non molla e «conferma il suo netto giudizio negativo e tutte le ragioni alla base dello sciopero generale».
 

Al via l’anno scolastico. La Gelmini dà i numeri

0MNB_SRequestManager.exe_.jpg
Dina Galano

ISTRUZIONE. Il ministro descrive un sistema virtuoso e rassicura: «Nessun effetto diretto dalla manovra». «Venga a vedere il Paese reale» accusa Giambrone, Idv. Puglisi, Pd: «La solita fiction».

Quasi otto milioni di studenti sono pronti a sedersi ai banchi. Nemmeno un augurio, però, è stato loro rivolto durante la consueta inaugurazione dell’anno a Palazzo Chigi. Ieri, il ministro Mariastella Gelmini è stata impegnata nel rassicurare un avvio senza intoppi. Le cifre del ministero disegnano una macchina di successo: «Abbiamo proceduto a 65mila nuove assunzioni, risparmiato 300 milioni di euro dagli appalti di pulizia. Altre risorse sono stati risparmiate grazie alla digitalizzazione».
 

Indignati e precari anti-Brunetta

NAPOLI.jpg
Francesco Servino (Terra Napoli)

POLEMICHE. I campani umiliati dal ministro comunque in piazza a Ravello, nonostante la sua trovata di spostare le nozze.

Renato, Renato, Renato... Al matrimonio non ci hai invitato!» e «Vieni avanti, Cretino»: questi gli slogan di protesta urlati da precari e “indignati” della provincia di Salerno accorsi a Ravello per contestare le nozze di Brunetta. Gente che ha macinato chilometri per manifestare il proprio sdegno nei confronti di un personaggio che «prima si diverte a ferire la popolazione e poi a sfruculiarla».

Precari alla riscossa: «Bloccheremo il Paese»

MNB_SRequestManager3.exe_.jpg
Rossella Anitori

MOBILITAZIONE. A Roma davanti a Montecitorio studenti e lavoratori prendono la parola: «Daremo vita a una nuova forma di sciopero. Se ci fermiamo noi, tutta l’Italia ci seguirà».

La rivoluzione a cui vogliono dare vita, dicono, partirà dal basso. Prenderà forma a partire dalle piazze gremite di studenti e lavoratori precari. Metterà insieme le idee di una collettività abusata, terrà conto dei bisogni e delle esigenze del Paese reale. A parlare è un’Italia indignata: precari della scuola, cassaintegrati, operatori sociali, ricercatori senza stipendio e giovani promesse senza futuro. Ieri a Roma davanti a Montecitorio la galassia precaria ha fatto la sua dichiarazione di guerra.

L’indignazione precaria conquista la piazza

precari_cnr_imem.jpg
Rossella Anitori

MOBILITAZIONE. Continua il presidio dei lavoratori davanti a Montecitorio a Roma: «Ora basta. Questa classe politica non ci rappresenta. È il tempo del risveglio per questo Paese».

Un giorno ancora. A Roma, davanti a Montecitorio per manifestare la rabbia precaria che anima il Paese. Armati di megafono, striscioni e fischietti i lavoratori dello Stivale reclamano garanzie e diritti. «È il tempo di una presa di parola collettiva» ripetono. «È il tempo della piazza». Il presidio va avanti ormai da cinque giorni. A darsi appuntamento sotto al parlamento sono i tanti volti del precariato italiano.

Bufera contro Brunetta. La rivolta dell’Italia 2.0

Immagine 5.jpg
Diego Carmignani

POLEMICHE. Gli insulti ai precari del ministro scatenano centro-sinistra, sindacati, web e alcuni esponenti della maggioranza. Tutti contro il fautore di un’innovazione che ancora non arriva.

Le batoste elettorali non sono forse bastate a far capire la distanza abissale tra cittadini italiani e governo. Il “fattaccio” di martedì durante il Convegno dell’innovazione è la riprova eclatante di questa spaccatura, con il ministro Brunetta da una parte e i lavoratori precari dall’altra.

I precari del call center ora chiamano Bersani

iStock_000006325804Medium.jpg
Sara Dellabella

IL CASO. Festa srl, società del gruppo Snai, ha proposto un accordo per stabilizzare i lavoratori. Alcuni operatori hanno scritto sotto dettatura la lettera di dimissioni dal precedente contratto.

La stabilizzazione del precariato in alcuni casi rischia di diventare lo specchio per le allodole di tanti piccoli imprenditori. Succede a Roma, dove Festa Srl controllata dal gruppo Snai, leader nel settore delle scommesse ha proposto un cambio del pacco. Un accordo volto a stabilizzare i precari assunti con co.co.pro, ma che prevede un ribasso degli stipendi fissi e un aumento della variabile.

Draghi, l’ultima predica

Mario-Draghi.jpg
Luca Bonaccorsi

BANKITALIA. Nelle “considerazioni finali” prima della nomina alla guida della Bce il governatore boccia i governi (di destra e sinistra), invoca l’austerità, ma incita il Paese alla crescita.

«Quale paese lasceremo ai nostri figli? Tante volte abbiamo indicato obiettivi, linee di azione, aree di intervento. A distanza di cinque anni, quando si guarda a quanto poco di tutto ciò si sia tradotto in realtà, viene in mente “l’inutilità delle prediche” di un mio ben più illustre predecessore». È con una sconsolata citazione einaudiana che il governatore Draghi saluta l’Italia e si prepara alla sua avventura alla guida della Bce.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31
OpinioneIl precariato nella tragedia della Concordia
da pietro ancona
 - 15/01/2012 - 12:29