Cav e dimissioni, è giallo. Maggioranza sul filo

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Monica Cataldo

POLITICA. Dal sito del Foglio Giuliano Ferrara ha preannunciato il passo indietro del presidente del Consiglio. Poi la smentita dello stesso Berlusconi. E ora c’è attesa per il voto sul rendiconto in Aula.

«Voglio vedere in faccia i traditori. Porrò la fiducia sulla lettera all’Ue». Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, smentisce così le dichiarazioni di chi, da ieri mattina, dà per certe le sue dimissioni. Una lenta agonia quella del governo Berlusconi quater che, a detta dello stesso ministro Roberto Maroni «non ha più la maggioranza». Continua, infatti, la fuga dal Pdl con la fedelissima Gabriella Carlucci approdata da ieri nell’Udc di Pierferdinando Casini.

Il premier incassa 316 sì. Tutti contro i Radicali

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Monica Cataldo

POLITICA. Il Governo regge ancora. Per la 53esima volta l’esecutivo ha dovuto fare ricorso alla conta dei sostenitori. Opposizione assente. I Verdi: come al mercato si tratta il prezzo su ogni voto.

Il Governo Berlusconi, oggi alla sua 53esima fiducia, incassa ancora un sì dalla Camera dei deputati, con 316 voti a favore e 301 contrari. Una mattinata ricca di tensioni, fatta di alti e bassi, sul filo del rasoio fino all’ultimo momento per l’Esecutivo.

Avanti!, storia triste di un giornale storico

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Aldo Garzia (Inserto Domenicale)

POLITICA. Nell’inchiesta giudiziaria che ha per protagonisti escort, faccendieri e premier, spunta anche la vicenda dell’ex organo del Partito socialista, fondato nel 1891 e chiuso nel 1993. Poi riapparso con il trucco di un maquillage nel 1996.

Chi ha ascoltato l’intercettazione della telefonata tra Silvio Berlusconi e Valter Lavitola datata ottobre 2009, diffusa venerdì scorso sul sito internet di Repubblica, non può che essere rimasto colpito da come il secondo dà consigli al premier su Lodo Alfano, vertici della Guardia di finanza e finanche su cosa occorre fare in materia di legge dell’editoria.

Il voto a metà settembre. Nel Pdl crescono i no-tax

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Eloisa Covelli

MANOVRA. E' stato presentato ieri al Senato il ddl di conversione del decreto. Tra i “frondisti” più duri c’è l’ex ministro Martino che suggerisce al premier una ritirata strategica alla De Gaulle.

I “frondisti” incontreranno Angelino Alfano la prossima settimana. I parlamentari Pdl malpancisti porteranno un documento unitario al segretario del partito in vista dell’inizio della discussione della manovra nelle commissioni del Senato. Il ddl di conversione è stato incardinato ieri. L’Aula ne discuterà dal 5 settembre, mentre il voto è previsto a metà mese.

Cameron va all’attacco. Murdoch testa la difesa

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Pierpaolo De Lauro

GRAN BRETAGNA. Il premier alla Camera dei Comuni ammette gli errori e annuncia una commissione d’inchiesta sullo scandalo. Per il magnate aumentano le ombre sulle attività di News Corporation.

«Ho sbagliato ad assumere Coulson». David Cameron non usa giri di parole nel suo discorso al Parlamento. La collaborazione dell’ex direttore di News of the world come portavoce è stata un passo falso che poteva costare caro, e il premier prova a chiudere la vicenda definendola «un errore». Quella di ieri è stata l’ennesima giornata di fuoco per lo scandalo intercettazioni.

Una finanziaria lampo con un occhio alla P4

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Sabato forse definitivo il via libera alla manovra più veloce della storia repubblicana. Compiaciuto Napolitano. L’opposizione chiede modifiche e le dimissioni del premier.

Alla Camera, dove si votava una pessima legge  sul testamento biologico oscurata dalla crisi economica, si sono susseguite per tutta la mattina indiscrezioni sui tempi di approvazione della manovra. Poi arriva la conferma. I capigruppo del Senato, per evitare ulteriori speculazioni sui mercati internazionali contro l’Italia, hanno deciso che la manovra venga votata domani. Venerdì toccherà alla Camera, dove il sì definitivo è previsto - al massimo - entro sabato.

Berlusconi agli alleati: «Bisogna correggere Giulio»

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Il premier teme un calo di consensi dopo la manovra di Tremonti.

Settimana di intensa attività per la maggioranza. Oggi è in calendario il vertice tra gli stati maggiori di Pdl e Lega in vista del Consiglio dei ministri di giovedì che ha all’ordine del giorno manovra finanziaria e decreto legge per affrontare l’emergenza rifiuti a Napoli. Venerdì si terrà il Consiglio nazionale del Pdl per ufficializzare la candidatura di Angelino Alfano a segretario del partito. Silvio Berlusconi ostenta sicurezza fino al punto da invitare a più miti consigli l’opposizione.

Le promesse di Silvio e gli sbadigli di Bossi

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Giorgio Frasca Polara

DAL TRANSATLANTICO. Il premier alla Camera: «Non c’è una maggioranza alternativa a questa». Il Senatur: «Bel discorso, aspettiamo i fatti». La tensione resta alta su Libia, P4 e riforma fiscale.

Il nodo-Libia ha fatto ancora danni nel centrodestra dove ognuno va per la sua strada alla faccia dell’ottimismo berlusconiano. Mentre infatti, per compiacere la Lega, il Cavaliere aveva rinviato la palla – ieri a Montecitorio, come martedì al Senato – della missione militare alla riunione di luglio del Consiglio supremo di difesa, il ministro La Russa diceva chiaro e tondo che «non si esce a settembre, né verrà votato» il rifinanziamento.

Berlusconi tira dritto. Ma alla Camera va sotto

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Giorgio Frasca Polara

POLITICA. Mentre al Senato il Premier illustra le magnifiche sorti e progressive del governo, i deputati affossano la mozione per il trasferimento dei ministeri al Nord cara a Umberto Bossi.

Proprio mentre al Senato – in sede di comunicazioni imposte dal Quirinale dopo il mutamento di maggioranza ed esecutivo con l’ingresso dei “responsabili” – il Cavaliere vantava “compattezza e unità” dell’alleanza tra Pdl-Lega, alla Camera governo e cosiddetta maggioranza letteralmente si spappolavano sul delicatissimo problema politico del trasferimento al Nord di ministeri o anche di semplici loro dépendances.

Tra Pdl e Lega è scattata l’ora della resa dei conti

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Giorgio Frasca Polara

DAL TRANSATLANTICO. Il centrodestra perde quasi ovunque ed è scaricabarile tra lumbard e berlusconiani. Cicchitto: «Abbiamo perso». I Verdi: «Il premier tragga le conseguenze».

Il ciclone elettorale ha costretto il Pdl a sbarrare le porte della sede nazionale, nella romana via dell’Umiltà. L’annunciata conferenza stampa? Annullata. «Commenteremo a livello locale», vien detto con auto-incredulità per cercare di allontanare il più possibile da Palazzo Grazioli e dintorni lo spettro di questa débacle. Ben strano per una campagna sin dall’inizio dichiarata dallo stesso Berlusconi come di grande valenza politica nazionale.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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