L'APPELLO. Immaginiamo se il presidente Napolitano si recasse in uno qualsiasi dei luoghi in cui concediamo ai migranti di vivere. Nelle tante bidonville del Belpaese. E se portasse con sé uno qualsiasi di quegli uomini sfruttati, fino sul Colle. Immaginiamo se il presidente della Repubblica italiana conferisse nelle sale dorate del Quirinale l’onoreficienza di Cavaliere del lavoro a Samir, Ahmed o Mbede
Caro Presidente,
ci sono momenti nella vita di una comunità umana in cui un gesto, un discorso, possono cambiare il corso delle cose. La storia è piena di battiti d’ala di farfalla che hanno prodotto grandi cambiamenti. Nel bene e nel male. Nel nostro Paese è ormai chiaro a tutti che le condizioni di vita dei migranti, la loro integrazione nella società italiana, o piuttosto il fallimento di essa, che ha condotto a un vasto e crescente sentimento razzista, rappresentino una ferita giunta a suppurazione.