Il Kazakistan va alle urne Nazarbaev verso la riconferma

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Paolo Bergamaschi

REPORTAGE. Elezioni presidenziali domani nell’ex repubblica dell’Unione sovietica.
Un Paese che dal 1991, anno dell’indipendenza, è governato dallo stesso padre-padrone.

Quello di non verificare prima di partire le condizioni climatiche del luogo di arrivo è stato un imperdonabile errore, inammissibile per un viaggiatore esperto e navigato come il sottoscritto incaricato di preparare la prima missione nelle repubbliche dell’Asia Centrale per la nuova relatrice della Commissione Esteri, l’eurodeputata francese Nicole Kiil-Nielsen.

Un Lodo tutto per lui

Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. II presidente della Commissione Giustizia del Senato Berselli: «Bisogna uniformare il trattamento riservato al presidente della Repubblica anche al premier e ai ministri». L’Udc: il troppo stroppia.

All’inizio, mercoledì, sembrava una boutade di fine giornata politica. Poi, con il passare delle ore, si è passati dalle indiscrezioni alla vera e propria notizia: la maggioranza ha deciso di ritoccare il testo del cosiddetto Lodo Alfano per stabilire la non processabilità del presidente del Consiglio e dei ministri anche in eventuali processi iniziati prima dell’assunzione delle rispettive cariche istituzionali.

Urne aperte per le presidenziali L’ago della bilancia è tamil

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Paolo Tosatti

SRI LANKA. Paese al voto per scegliere il nuovo presidente. All’uscente Mahinda Rajapaksa si contrappone l’ex generale Sarath Fonseka. Davanti a una maggioranza cingalese divisa, il risultato è nelle mani dell’etnia di minoranza.

Ventidue candidati ma solo due possibili vincitori. Chiamato alle urne per le prime elezioni presidenziali successive alla conclusione della guerra civile, il popolo dello Sri Lanka è spaccato a metà tra l’appoggio all’attuale presidente Mahinda Rajapaksa e il sostegno all’ex Capo di Stato maggiore Sarath Fonseka.

Terra chiama Napolitano

Terra

L'APPELLO. Immaginiamo se il presidente Napolitano si recasse in uno qualsiasi dei luoghi in cui concediamo ai migranti di vivere. Nelle tante bidonville del Belpaese. E se portasse con sé uno qualsiasi di quegli uomini sfruttati, fino sul Colle. Immaginiamo se il presidente della Repubblica italiana conferisse nelle sale dorate del Quirinale l’onoreficienza di Cavaliere del lavoro a Samir, Ahmed o Mbede

Caro Presidente,
ci sono momenti nella vita di una comunità umana in cui un gesto, un discorso, possono cambiare il corso delle cose. La storia è piena di battiti d’ala di farfalla che hanno prodotto grandi cambiamenti. Nel bene e nel male. Nel nostro Paese è ormai chiaro a tutti che le condizioni di vita dei migranti, la loro integrazione nella società italiana, o piuttosto il fallimento di essa, che ha condotto a un vasto e crescente sentimento razzista, rappresentino una ferita giunta a suppurazione.
 

Uruguay, Mujica presidente. Appello all’unità nazionale

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Paolo Tosatti

AMERICA LATINA. L’ex guerrigliero del movimento di sinistra radicale Tupamaro ha vinto le elezioni. Entrerà in carica a marzo. I detrattori temono che possa avvicinarsi alle posizioni estremiste di Chavez. Ma il neoeletto punta alla moderazione.

E’ stato un dirigente del movimento di guerriglia urbana di estrema sinistra Tupamaro. Durante la dittatura militare ha trascorso in carcere quasi 14 anni, di cui 9 in isolamento. Ha conosciuto la lotta armata e sperimentato sulla propria pelle la repressione e le torture di un regime illiberale. Ora José Mujica, conosciuto con il nome di Pepe, è diventato il nuovo presidente dell’Uruguay.

Botswana, la crisi economica arriva al cuore delle elezioni

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Paola Mirenda

AFRICA. Verranno resi noti martedì i risultati delle legislative, da cui uscirà un nuovo Parlamento e forse un nuovo presidente. Favorito il partito conservatore al potere, che da oltre quarant’anni domina il Paese senza il pugno di ferro.

Urne chiuse e inizio immediato delle spoglio dei voti. In Botswana da questa mattina la commissione elettorale è già all’opera per scrutinare le schede da cui uscirà il nuovo Parlamento, anche se le previsioni danno come acquisita la vittoria del Partito democratico del Botswana (Bdp), al potere dal 1966.

Costituente ecologista. Ora o mai più

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a cura di V. Ceva Grimaldi

FORUM. I Verdi si avviano verso la Costituente ecologista. Coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, dialogo con grillini, Radicali e Sl. Attenzione alle realtà territoriali. Ma la minoranza promette battaglia. «Ora decidano cosa fare, serve chiarezza».

Angelo Bonelli, 47 anni, romano, è il nuovo presidente dei Verdi. Un lungo cursus honorum di ambientalista, nella scorsa legislatura è stato capogruppo dei Verdi alla Camera. La sua mozione Il coraggio di osare contiene un brusco stop all’esperienza dei Verdi in Sinistra e libertà, per virare decisamente sulla prospettiva di una nuova Costituente ecologista.

Verdi, a sorpresa vince Bonelli

Angelo Bonelli, foto di Assunta Gammardella
Valerio Ceva Grimaldi

VERDI Alla fine di una giornata convulsa, l'ex capogruppo alla Camera prevale sulla favorita Loredana De Petris.

In casa verde torna l’orgoglio per il “Sole che ride” e a sorpresa vince Angelo Bonelli.
Nonostante tutte le previsioni dessero Loredana De Petris in vantaggio, con il voto segreto l’ex capogruppo alla Camera ha prevalso. Bonelli, romano, 47 anni, succede a Grazia Francescato, portavoce del partito nell’ultimo anno. La sorprendente vittoria avrà ripercussioni su tutto il centrosinistra. Intanto perché l’elezione di Angelo Bonelli rappresenta la pietra tombale del progetto politico di Sinistra e Libertà.

Settantadue ore per la democrazia

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Gloria Ravidà

HONDURAS
— Dopo la condanna internazionale, arriva anche l’ultimatum dell’Organizzazione degli Stati americani. Entro sabato i golpisti devono restituire i poteri al presidente. —

Settantadue ore per restituire a Manuel Zelaya i suoi poteri. È l’ultimatum che l’Osa, l’Organizzazione degli Stati Americani, ha rivolto al nuovo governo honduregno che nel fine settimana con un colpo di Stato ha deposto il presidente.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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