Hollande sfiderà Sarkò. Ma le alleanze restano da fare

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Emanuele Giordana

SOCIALISTI FRANCESI. I Verdi d’Oltralpe guardavano all’Aubry con cui avevano intessuto un’ottima relazione. Per loro, la vittoria del candidato alle presidenziali non è una buona notizia.

Non è un segreto – ha scritto ieri il quotidiano francese Le Monde commentando la vittoria alle primarie socialiste di François Hollande – il fatto che gli ecologisti avevano intessuto relazioni cordiali con Martine Aubry e la sua equipe».

L’atomo della discordia nelle primarie socialiste

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Susan Dabbous

FRANCIA. I candidati del Ps che si sfideranno domenica per le presidenziali 2012, rimettono in discussione le centrali. Ma senza convinzione. I no nuke voteranno per madame Joly di Europe écologie.

Sei candidati in gioco per le primarie socialiste francesi e un solo favorito: Francois Hollande con il 47 per cento delle preferenze. Cinquattotto anni, convinto nuclearista e già segretario del Ps, dalle nostre parti è meglio noto come compagno storico di Ségolène Royal. La donna che sfidò Sarkozy nel 2007. Finita la loro relazione trentennale, domenica prossima i due affronteranno il giudizio degli elettori che per la prima volta potranno scegliere il loro candidato in corsa per le presidenziali del 2012.

Verso le presidenziali. Obama sceglie l’Iowa

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Emanuele Bompan

STATI UNITI. Parte la “fase due” della campagna elettorale e si cercano candidati per il 2012. I repubblicani indecisi tra il sostegno a Bachmann e l’appoggio a Palin, vera leader del Tea party.

Obama martedì scorso si è recato presso il maxi stabilimento dell’Alcoa di Davenport, Iowa, per parlare di lavoro e manifattura, ma soprattutto per dare inizio alla nuova fase della campagna presidenziale che si concluderà nel novembe 2012. Oggi infatti si chiude il primo quadrimestre di raccolta finanziamenti. Da qua in avanti, dunque, si fa sul serio. Nei giorni scorsi le caselle di posta di milioni di americani sono state inodate di mail dal quartiere generale della campgna elettorale del presidente.

Perù, Fujimori junior si butta nella mischia

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Gabriella Saba

MONDO. Si candida nelle elezioni presidenziali del prossimo 10 aprile Keiko Sofia Fujimori, figlia dell’ex presidente Alberto, condannato per violazione dei diritti umani, peculato doloso, appropriazione di fondi e falsità ideologica a danno dello Stato. Ritratto di una donna molto popolare malgrado le malefatte paterne.

Keiko Sofia Fujimori non è brillante né carismatica, ma ha un cognome importante. Il padre, Alberto, ha governato il Perù dal 1990 al 2000. Molti peruviani lo ammirano, lo rimpiangono e lo eleggerebbero ancora, poco importa che stia scontando una condanna a venticinque anni per violazioni dei diritti umani nel suo Paese. O, in vece sua, eleggerebbero la figlia, che ha lanciato poco più di un anno fa il suo nuovo partito, Fuerza 2011, nato dopo ventidue mesi di gestazione dai vivacissimi scampoli del fujimirismo.
 

Un nazionalista atipico alla conquista del Perù

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Gabriella Saba

MONDO. Ritratto di Ollanta Humala, tra i candidati alle presidenziali del 2011. Ex colonnello ultranazionalista
con mamma dalle lontane origini italiane e papà fondatore di un movimento xenofobo. è appoggiato dalla coalizione progressista anche se lui precisa: «Non sono né di destra né di sinistra».

Il vero problema di Ollanta Humala, 47 anni, probabilmente il candidato più interessante alle presidenziali peruviane del 2011 (ha corso per la stessa carica nel 2006 perdendo di poco) è quello di provenire da una famiglia impresentabile. Imbarazzante politicamente, quella di Humala è infatti una famiglia da “realismo magico”, poco indicata per un futuro presidente.
 

Madame anticorruzione. Un’ecologista all’Eliseo

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Susan Dabbous

INTERVISTA. Eva Joly risponde al desiderio di trasparenza dei francesi. È la candidata di Europe écologie alle presidenziali del 2012. Le sue priorità: fiscalità verde, banca etica e stop al nucleare.

«Ho accettato di candidarmi alle presidenziali ma faremo le primarie». Compie 67 anni oggi e ne dimostra 10 di meno, è di origine norvegese e ha un passato da magistrato di ferro. Eva Joly è l’europarlamentare di Europe écologie che risponde «al bisogno di una politica più etica», parola del leader Daniel Cohn Bendit che a Terra spiega: «È come il vostro Di Pietro. Madame anticorruzione».

L’onda verde di Marina Silva irrompe nelle presidenziali

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Filippo Pala

BRASILE. L’ex ministra del Partito dei lavoratori, è oggi la candidata ecologista alle elezioni di domenica per la successione di Lula. I sondaggi la danno in forte crescita, con il 15% dei consensi, e in caso di ballottaggio...

Forse la candidata verde Marina Silva non vincerà le elezioni presidenziali brasiliane del prossimo 3 ottobre, ma sicuramente è riuscita già ad ottenere un grande risultato, portando al centro della campagna elettorale le tematiche ambientali.

Sull’onda della marea nera si corre per le presidenziali

Emanuele Bompan

STATI UNITI. È battaglia tra Obama e il governatore della Louisiana Jindall. Chi fermerà la fuoriuscita di petrolio, che avanza al ritmo di 40 barili al giorno, merita bene lo Studio ovale. Lo rivela a Terra una fonte attendibile.

«Sicuramente c’è gran confusione e poca organizzazione. Ma soprattutto c’è forte antagonismo tra Obama e il governatore repubblicano della Louisiana Bobby Jindal» .

Voto a effetto Smolensk

Irene Soave e Micol Sarfatti

POLONIA. Urne aperte per le Presidenziali. I candidati sono il fratello del defunto Lech Kaczynski, Jaroslaw, e il rivale moderato Bronislaw Komorowski. Sui temi caldi (euro, salute, energia) può prevalere la commozione.

Un tappeto di lumini, mazzi di fiori, persone che fanno foto, lasciano candele e pregano. Davanti al palazzo presidenziale della capitale si onora la memoria di Lech Kaczynski, l’ex capo dello stato morto il 10 aprile nell’incidente aereo che ha falcidiato l’establishment del paese, facendo 95 morti tra membri del governo, banchieri e alti prelati. L’altro ieri avrebbe compiuto 61 anni. Oggi si vota.

Cile, ballottaggio presidenziali Pinera è in vantaggio su Frei

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Paolo Hutter

AMERICA LATINA. Domenica il Paese va alle urne per scegliere il nuovo capo di Stato. Dopo vent’anni di governi di centrosinistra, la destra cilena riassapora la possibilità di tornare al potere. Ma non sono escluse sorpresa dell’ultima ora

Eccomi di nuovo in Cile, questa volta accolto dalla suspense del ballottaggio presidenziale di domenica prossima, un confronto dal risultato incerto. All’ultimo momento il terzo grande escluso, Marco Enriquez Ominami, ha deciso di appoggiare contro la destra il candidato ufficiale della Concertacion Eduardo Frei. Il quale, dal canto suo, poggiando su un nuovo gruppo dirigente di quarantenni ha fatto una campagna di ballottaggio molto più vivace e aperta a sinistra rispetto al primo turno.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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