La resa della ministra: «Fallita la prevenzione»

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Vincenzo Mulè

MALTEMPO. «Il piano straordinario per il dissesto è fermo al palo». In commissione Ambiente la Prestigiacomo svela il bluff del governo.

Meglio tardi che mai, verrebbe voglia da dire. Se non fosse che in gioco c’è l’incolumità di migliaia di persone. Sta di fatto che ieri, nel corso dell’audizione in Commissione ambiente del Senato, il ministro Prestigiacomo ha di fatto certificato il fallimento della politica ambientale dell’attuale esecutivo: «Di fatto il Piano straordinario per il dissesto in molte regioni è ancora fermo al palo. Ad oggi - aggiunge il ministro - al ministero dell’Ambiente non è stata assegnata alcuna risorsa».

La seconda vita del Sistri. Ora tutti lo rimpiangono

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Giorgio Mottola

RIFIUTI. La Prestigiacomo promette battaglia per il ripristino del sistema di tracciabilità. Mai partito per problemi tecnici e al centro dell’inchiesta P4, viene difeso da ambientalisti e opposizone.

La Prestigiacomo si prepara alla guerra. Tremonti, con uno stringatissimo comma del decreto anti crisi, ha cancellato la creatura di cui la ministra andava più orgogliosa: il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Ma la responsabile dell’Ambiente non ci sta, alza la voce. «Un atto di miopia politica», è l’attacco che ieri ha rivolto ai colleghi del governo con una nota ufficiale, «va corretto nel corso dell’esame in aula del provvedimento».

Palermo al collasso. L’Amia rischia il crac

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Giorgio Mottola

EMERGENZE. Il centro storico del capoluogo palermitano è invaso dai rifiuti. La dirigenza della municipalizzata chiedono al Comune 20 milioni di euro. E i lavoratori proseguono lo sciopero.

L'Amia, la società palermitana che si occupa della raccolta rifiuti, è sull’orlo del fallimento. I tre commissari che guidano l’azienda comunale chiedono alla giunta di Palermo 20 milioni di euro per ripianare i debiti. Anche i lavoratori avanzano richieste: vogliono un aumento del 30 per cento contratto di servizio; perciò da diverse settimane incrociano le braccia.

Rifiuti, la delusione di una città

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Francesco Servino (Terra Napoli)

REAZIONI. De Magistris boccia il decreto varato dal Consiglio dei ministri: zero risorse e si rimanda tutto ad accordi tra Regioni.

Un decreto sui rifiuti deludente e pilatesco: così lo definisce de Magistris, che si aspettava dal governo le risorse necessarie ad attuare il ciclo di gestione virtuoso che ha in mente. I tre articoli approvati dal Consiglio dei Ministri, su proposta del presidente Berlusconi e del ministro Prestigiacomo, prevedono lo smaltimento fuori dalla Campania dei rifiuti tritovagliati, prioritariamente nelle regioni limitrofe, in attuazione del principio comunitario della prossimità e con il nulla osta della Regione di destinazione.

Sistri: flop al click day. Il sistema è già in tilt

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Giorgio Mottola

IL CASO. Il click day del 11 maggio si è rivelato un disastro. Soltanto un imprenditore su tre è riuscito a iscriversi al sistema di tracciabilità dei rifiuti. Le aziende. «Va sospeso e revisionato».

Otto mesi di ritardo e due proroghe non sono bastati a mettere a punto il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Il click day dell’11 maggio si è rivelato un vero e proprio disastro: soltanto un utente su tre è riuscito a registrarsi. E se per il ministero dell’Ambiente è comunque un successo, Confindustria e piccole imprese bocciano il sistema: «non va semplicemente sospeso, deve essere revisionato per intero», dichiarano in una nota.
 

Trivellate e svendute. Assalto alle coste italiane

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Diego Carmignani

AMBIENTE. L’Ue chiede chiarimenti all’Italia sul provvedimento che consegna le spiagge ai privati. Oggi a Termoli manifestazione contro la ricerca di idrocarburi a largo delle isole Tremiti.

Per quanta acqua sul fuoco il ragioniere Tremonti potesse gettare, il “Piano spiagge” ieri approvato nel Dl sviluppo non poteva passare inosservato. Davanti agli occhi degli ambientalisti in prima battuta, e a quelli dell’Europa in seconda. Ieri, infatti, l’Ue ha espresso stupore per la decisione di affidare gli arenili in concessione per ben novant’anni ai privati.

Conto energia, l’accordo che scontenta tutti

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Giuliano Rosciarelli

RINNOVABILI. Dopo le polemiche tra i ministri Romani e Prestigiacomo, varata oggi nel corso del Consiglio dei ministri la normativa sugli incentivi. Le imprese: subito azioni di risarcimento.

Il quarto Conto energia dovrebbe finalmente prendere forma oggi in Consiglio dei ministri. L’accordo tra i dicasteri dello Sviluppo economico e l’Ambiente è stato trovato e la firma sul decreto attuativo (la scadenza era per il 30 aprile) che riforma il sistema degli incentivi per il fotovoltaico dovrebbe essere cosa fatta. Rassicurazioni in questo senso sono arrivate direttamente dalla ministra Stefania Prestigiacomo e dal ministro Paolo Romani ma il condizionale resta d’obbligo,  visti i precedenti.

Decreto rinnovabili, è ancora bocciatura

Rossella Anitori

INCENTIVI. Dopo lo scontro Romani-Prestigiacomo, il quarto Conto energia arriva in Consiglio dei ministri. Realacci (Pd):  «Il testo non rispetta le indicazioni del Parlamento e delle Regioni».

A mettere fine al contenzioso tra il ministro dell’Ambiente e il titolare dello Sviluppo Economico sul decreto che disciplina gli incentivi alle rinnovabili sarà oggi il Consiglio dei ministri. La firma del provvedimento, inizialmente prevista per il 29 di aprile, è infatti saltata a causa di una divergenza di opinioni interna all’esecutivo. L’alleanza tra Romani e Prestigiacomo che nonostante il parere negativo della Conferenza Stato-Regioni avevano deciso di firmare ugualmente il  provvedimento, è venuta meno.

Un governo ipnotizzato dalla lobby nucleare

Angelo Bonelli, presidente dei Verdi

IN FONDO. Un'altra politica energetica è possibile.

 

La "Polveriera Italia" che il Governo finge di non vedere

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Giorgio Mottola

INQUINAMENTO. In Italia sono 1096 i siti «ad alto rischio di incidente rilevante». Si tratta di industrie, raffinerie e petrolchimici che, senza controlli, rischiano di trasformare l’Italia in una polveriera
 

Per la Prestigiacomo le centrali nucleari italiane «saranno cento volte più sicure di quelle giapponesi». Il governo italiano, però, non è ancora in grado di fronteggiare il problema della sicurezza dell’industria chimica e petrolchimica presente sul territorio nazionale. Secondo l’ultimo censimento del ministero dell’Ambiente, datato ottobre 2010, in Italia ci sono ben 1096 siti «a rischio di incidente rilevante».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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