Gheddafi, rimpasto e processi

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Aldo Garzia

ITALIA. Berlusconi è alle prese con una serie di problemi che messi insieme assomigliano a una via crucis. Dall’intervento militare in Libia alle turbolenze nella maggioranza delle componenti che vorrebbero posti di ministro e sottosegretario come contropartita al sostegno al governo per evitare le elezioni anticipate.

Governare è mestiere più difficile di quello dell’imprenditore. Ormai deve averlo imparato Silvio Berlusconi che da quasi un ventennio, a fasi alterne, è insediato a Palazzo Chigi. Questa legislatura inaugurata nel 2008 doveva essere una passeggiata, dopo l’ennesimo flop del centrosinistra che aveva fatto implodere pressoché da solo il secondo governo Prodi e dopo il risultato elettorale che aveva dato ampie maggioranze a Pdl e Lega alla Camera e al Senato. Ma governare è più difficile che fare buoni affari.
 

Lo sprint di Alfano e «il Titanic che affonda»

Dina Galano

GIUSTIZIA. Nella sua terza relazione al Parlamento, il Guardasigilli elogia informatizzazione e rapidità dei processi. Risicata la maggioranza alla Camera, con il voto contrario di Terzo polo, Pd e Idv.

Malatempora currunt. Ciononostante, il ministro Angelino Alfano ieri ha ottenuto il voto favorevole di Camera e Senato sulla relazione sullo stato della giustizia. La terza da inizio mandato in cui il Guardasigilli ha riassunto così il proprio operato: «Mi si può chiedere: “avete fatto tutto?”», ha iniziato retoricamente, «No, non abbiamo fatto tutto, ma abbiamo fatto tanto. Mi si può dire: “avete finito?” No, ma abbiamo avviato bene.

Lodo Alfano, si punta all’immunità

Dina Galano

GIUSTIZIA. Con il voto favorevole di tredici senatori del Pdl e Lega più il licet del membro finiano Maurizio Saia e del senatore dell’Mpa, è passato l’ultimo emendamento al progetto di legge ormai noto come Lodo Alfano.

Si preannunciava tranquilla la seduta di ieri della commissione Affari costituzionali, atta soltanto a rinsaldare le fragili sinergie interne alla maggioranza sotto l’egida del Guardasigilli Alfano. Si è trasformata, in breve, nell’ennesimo colpo di mano per sottrarre il premier alle maglie dei processi in cui è coinvolto.
 

Banche alla sbarra

Luca Bonaccorsi

IN FONDO. E' davvero impossibile non commentare lo storico rinvio a giudizio che il Tribunale di Milano ha ottenuto nei confronti di alcuni banchieri e funzionari del comune di Milano. Un caso che potrebbe aprire una nuova serie di sequestri e processi in tutta Italia.

A parlar male dei magistrati, di questi tempi, c’è da aver paura. Ma è davvero impossibile non commentare lo storico rinvio a giudizio che il tribunale di Milano ha ottenuto nei confronti di alcuni banchieri e funzionari del comune di Milano. Un caso che potrebbe aprire una nuova serie di sequestri e processi in tutta Italia.

La mafia e Milano 2

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Vincenzo Mulè

RIVELAZIONI. Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo, racconta - nel corso della sua deposizione al processo a carico del generale Mori - come suo padre negli anni 70 decise di investire denaro nel complesso residenziale.

E' uno Stato malato, condizionato dalla criminalità organizzata, sostanzialmente debole quello che ha raccontato ieri Massimo Ciancimino nel corso delll’udienza del processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano. Uno Stato che scendeva a compromessi, che chiedeva aiuto alla mafia e, soprattutto, non era in grado di proteggere i suoi uomini. Che diventavano eroi da morti.
 

Processo breve, guai lunghi

Augusto Romano

GIUSTIZIA. Arriva in Aula al Senato il provvedimento per salvare il premier dai suoi guai giudiziari. E subito scoppia la bufera.

L’imperativo categorico per governo e maggioranza (con qualche distinguo dei finiani) è uno solo: salvare Berlusconi dai processi. Almeno da qui alle regionali. Tre le ipotesi: emendamenti alle leggi sul processo breve e sul legittimo impedimento o decreto ad hoc. Come ampiamente annunciato, dunque, accelerazione sulle norme salva-processi o meglio, secondo le opposizioni, salva-premier. Secondo il senatore Pdl Giuseppe Valentino, relatore della legge sul processo breve, è diritto di tutti avere un processo veloce e giusto entro i termini stabiliti.

Anno nuovo, premier vecchio

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Aldo Garzia

POLITICA. Dopo la convalescenza seguita all’aggressione a colpi di statuetta del Duomo di Milano, Berlusconi è tornato a Roma più convinto di prima che la riforma sulla giustizia va approvata al più presto.

Pd, Udc. Idv e ciò che resta dell’opposizione in Parlamento sono avvertiti. Berlusconi, dopo la convalescenza seguita all’aggressione a colpi di statuetta del Duomo di Milano, è tornato ieri a Roma più convinto di prima che la riforma sulla giustizia va approvata al più presto. Summit a colazione con lo stato maggiore del Pdl presso la sua residenza di Palazzo Grazioli, nel pomeriggio - sempre a casa sua - vertice di maggioranza allargato alla Lega, in serata un colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica.

Sospeso il 41bis a Giuseppe Graviano. E che trattativa sia

Pietro Orsatti

GIUSTIZIA. Esce dall’isolamento il boss responsabile delle stragi di mafia di Palermo, Roma, Milano e Firenze.
La decisione dei magistrati è parsa, a molti osservatori, un premio per aver taciuto durante il processo Dell’Utri

Strano regalo di Natale al boss di Brancaccio Giuseppe Graviano. Nonostante sia sottoposto al regime di 41bis nel carcere di Opera in Lombardia, gli è stato sospeso “l’isolamento diurno” consentendogli così di poter “socializzare” anche con altri detenuti.

In aula il prologo del No B-Day

Pietro Orsatti

PROCESSI. Il 4 a Torino Spatuzza parlerà al processo Dell’Utri e a Milano il processo Berlusconi su Mills.

Si gioca sul filo delle date e della definizione l’uso che verrà fatto delle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza.

Processi al macero

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Dina Galano

GIUSTIZIA. Il ministro Alfano: «L’impatto del ddl non sarà traumatico». Soltanto l’1 per cento dei procedimenti pendenti andrà in prescrizione breve. Dossier dei Verdi: crimini ambientali e danni alla salute le sue prime vittime.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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