'Ndrangheta, alla sbarra l’uomo dei Servizi

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Alessia Candito

GIUSTIZIA. Ieri a Reggio Calabria la prima udienza del processo a carico di Giovanni Zumbo, ritenuto responsabile di avere passato notizie riservate al boss delle ‘ndrine Giuseppe Pelle.

Con una prima udienza tecnica si è inaugurato ieri il processo a carico dell’ex collaboratore dei servizi segreti Giovanni Zumbo, pizzicato dalla Procura di Reggio Calabria a passare informazioni sulle indagini in corso al boss della ‘ndrangheta Giuseppe Pelle.

Aperto a Gaza il processo sulla morte di Vik Arrigoni

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Lettera22

GIUSTIZIA. Tutti ex agenti i responsabili dell’omicidio dell’attivista italiano. Che sostengono di aver ucciso solo per errore. Rischiano la pena capitale. Prossima udienza il 22 settembre.

Il processo contro i presunti responsabili del sequestro e dellassassinio di Vittorio Arrigoni si è aperto ieri in una corte militare di Gaza City. Il giudice Abu Omar Atallah ha esaminato la costituzione delle parti e alcuni elementi di prova, poi ha rinviato tutto al 22 settembre. Il giudice ha escluso dalle parti lavvocato Eyal al-Alami, responsabile dellufficio legale del Palestinian centre for human rights, che avrebbe dovuto rappresentare la famiglia Arrigoni, dopo che l’avvocato Gilberto Pagani è rimasto bloccato al valico di Rafah, quello con l’Egitto.

Mubarak, al via il processo. L’ex rais rischia la pena capitale

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Susan Dabbous

EGITTO. Il “faraone” compare davanti ai giudici per rispondere, con i figli, delle accuse di corruzione e della sanguinosa repressione dello scorso inverno. In piazza Tahrir i cittadini hanno seguito l’evento epocale su un megaschermo.

Come il suo defunto collega iracheno Saddam Hussein, rischia la pena capitale. In questo caso, però, le sue precarie condizioni di salute potrebbero indurre il tribunale a una condanna diversa. Sei mesi dopo la rivolta che lo ha obbligato alle dimissioni, l’ex presidente egiziano Hosni Mubarak si è presentato al suo processo che ha preso il via al Cairo.

Processo Eternit. L’accusa chiede 20 anni

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Rossella Anitori

AMIANTO. Il pm Guariniello ha chiesto la pena massima per i dirigenti della multinazionale. «Gli imputati non si sono limitati a calcolare il rischio del disastro, ma lo hanno accettato».

Vent’anni di reclusione. È la condanna chiesta dal pubblico ministero Raffaele Guariniello per i top manager della multinazionale elvetica Eternit Spa, il miliardario svizzero Stephen Schmideiny e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne, nel corso del maxi-processo che si celebrato ieri a Torino. I due sono accusati di disastro ambientale doloso e omissione volontaria di cautele nei luoghi di lavoro. Stando alle indagini, le vittime, tra lavoratori e cittadini deceduti o ammalati, sarebbero oltre 3mila.

Discariche e bonifiche, il gioco delle tre carte

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Anna Fava

PROCESSO IMPREGILO. Ai pm l’ex commissario de Biasio dice di aver rilasciato autorizzazioni per rifiuti non a norma da stoccare. Ma nel 2004 il progetto fu presentato come «recupero morfologico».

Il punto d’incontro tra emergenze passate e presenti è a Napoli, nell’aula bunker di Poggioreale dove si celebra il processo Romiti-Impregilo, in cui i vertici della multinazionale e dell’ex Commissariato per l’emergenza rifiuti devono rispondere di truffa ai danni dello Stato, frode in pubbliche forniture, falso e abuso d’ufficio.

Così il sub commissario stoccava le finte ecoballe

Anna Fava

PROCESSO IMPREGILO. L’ex funzionario Mogavero rivela come il materiale non a norma veniva riclassificato e avviato alla termovalorizzazione. Cambiando i codici e sprecando fondi pubblici.

Bruno Mogavero, ex funzionario del ministero delle Infrastrutture di Salerno, è un uomo straordinariamente generoso. Quando nel 2005 l’ex commissario di governo per l’emergenza rifiuti in Campania, Corrado Catenacci, gli propone di accettare la nomina di sub commissario risponde prontamente alla chiamata alle armi: serviva un uomo che avesse competenze in materia di gestione di appalti pubblici, e Mogavero sentiva di essere l’uomo giusto.

Ciancimino, il puparo e l'antimafia

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Vincenzo Mulè

MISTERI. Nell’udienza del processo al generale Mori, il figlio dell’ex sindaco ascoltato come testimone della presunta trattativa tra Stato e mafia: «Consegnai due lettere a Violante».

 

No Tav, sindaci in aula. «Fu reazione pacifica»

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Sara Dellabella*

GIUSTIZIA. Si è aperto presso il bunker del carcere Le Vallette di Torino il processo contro i primi cittadini di Chianocco e Borgone. Secondo l’accusa provocarono lesioni a due poliziotti.

Era dai tempi dei processi contro il terrorismo e la mafia che non veniva aperta l’aula bunker presso il carcere Le Vallette di Torino. Nei giorni scorsi, vi si è tenuta la prima udienza del processo a due sindaci della Valle di Susa accusati di violenza privata contro due poliziotti.
 

Riemergono le verità sepolte negli appunti

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Giorgio Mottola

OMICIDIO ROSTAGNO. Ritrovati gli appunti del giornalista ucciso 23 anni fa. Erano negli scaffali della Procura di Trapani. La moglie: «Quelle carte svelano la complicità tra Stato e Cosa nostra».

Come per altri omicidi eccellenti avvenuti in Sicilia, anche la morte di Mauro Rostagno si lega alla misteriosa sparizione di agende e appunti. A sorpresa, dopo venti anni, sono rispuntati fuori mercoledì scorsi alcuni fogli che appartenevano al giornalista ucciso nel 1988 . Erano stati acquisiti dalla magistratura all’inizio degli anni ‘90, ma giacevano dimenticati negli scaffali della Procura. In quelle carte ingiallite ci sono le tracce delle indagini di Rostagno, annotazioni sugli intrecci tra istituzioni, massoneria e cosa nostra.

Avvelenati dalla moda

Mauro F. Minervino

PROCESSI. Si conclude con 13 persone rinviate a giudizio la lunga inchiesta sullo stabilimento Marlane del gruppo Marzotto di Praia a Mare, in provincia di Cosenza. Sono 180, tra operai e associazioni, le parti civili.

Bisognerà attendere il 19 aprile del 2011 per assistere alla prima udienza. Ma finalmente è ufficiale: si farà nel Tribunale di Paola il processo contro i 13 imputati del caso Marlane-Marzotto, la fabbrica tessile di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, chiusa nel 2004 e che si è lasciata dietro una lunga scia di operai morti di tumore e di veleni interrati.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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