In 200mila rischiano il posto per la crisi

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Nello Trocchia

LAVORO. All’Omsa di Faenza, 242 operaie in cassa integrazione. A marzo l’impianto chiude e ora la vertenza si allarga agli altri stabilimenti Golden Lady. La produzione, intanto, vola dritta in Serbia.

Ad un passo dal baratro e il baratro significa la chiusura. La geografia della crisi industriale italiana si allarga così come si riduce lo spazio di agibilità delle rivendicazioni e attenzione della pubblica opinione. Intanto, dal governo, con l’approvazione della manovra, si «cancella lo statuto dei lavoratori», come ha denunciato a Terra il sociologo del lavoro Luciano Gallino. La crisi diventa anche il pretesto per spostare all’estero la manodopera e delocalizzare.

Meno carne e produzione bio. Così l’Europa sarà sostenibile

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Marco De Vidi

GREEN ECONOMY. In un anno si è passati da 15 a 462 MW ma entro il 2020 si potrà arrivare a 4mila. La politica di incentivi del governo rumeno alle rinnovabili fa da volano. E piace alla Ue.

Snyéléni, secondo la tradizione orale del Mali, è una contadina leggendaria divenuta simbolo di fertilità in agricoltura ed emblema del ruolo femminile nella vita sociale africana. A questa figura si è deciso di rendere omaggio dando il suo nome al primo Forum mondiale sulla sovranità alimentare, tenutosi proprio in Mali nel 2007. Oggi è ritornato, in veste europea, a Krems, piccolo centro austriaco sulle sponde del Danubio.

Green economy, l’alternativa al circolo vizioso dell’assistenza

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Massimo Serafini

PROPOSTE. Lavoratori, disoccupati e giovani vogliono essere protagonisti di una riconversione produttiva che valorizzi le loro capacità tecniche e culturali. Per una diversa qualità del consumo.

In altre parole si diffonde fra i risparmiatori la convinzione che perseguire, come i decisori politici stanno facendo, un rilancio di un assetto economico del tipo che abbiamo conosciuto in occidente e che la globalizzazione ha esteso a tutto il mondo, sia destinato inevitabilmente a produrre sempre meno benessere, disoccupazione di massa, impoverimento della vita sociale e una distruzione sistematica dell’ambiente.

Ilva, dopo l’accordo scoppiano le polemiche

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Vincenzo Mulè

AMBIENTE. La Conferenza dei servizi ha rilasciato l’autorizzazione integrata ambientale che autorizza il colosso siderurgico ad aumentare la produzione dell’acciaio, diminuendo i controlli.

Aumento della produzione dell’acciaio fino a 15 milioni di tonnellate, eliminazione della rete di monitoraggio esterno alla cokeria, depotenziamento del sistema di videoregistrazione delle emissioni diffuse e fuggitive, aumento dei limiti per i macroinquinanti (tra cui polveri, ossidi di azoto e di zolfo). Non è un bel giorno per Taranto. Ieri, infatti, si è chiuso il procedimento relativo al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per lo stabilimento Ilva.

Addio a Dino De Laurentiis

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Alessia Mazzenga

TEMPI MODERNI. Si è spento ieri a Los Angeles uno dei produttori italiani più conosciuti in tutto il mondo. Dopo aver lanciato molti successi nostrani si trasferì negli States e divenne cittadino americano.

E' morto ieri a Los Angeles, dove si era trasferito ormai da 40 anni, Dino De Laurentiis, certamente il produttore italiano più famoso nel mondo. Nato a Torre Annunziata nel 1919, Agostino, noto come Dino, scoprì presto la sua passione per il cinema e a soli 18 anni si trasferì a Roma per frequentare il Centro Sperimentale di cinematografia e diventare attore, ma come affermò lui parecchio tempo dopo «Nel cinema, chi vuol mettersi in luce deve cercare le zone d’ombra» e diventò produttore.

Avanti col singhiozzo

Giuliano Rosciarelli

INDUSTRIA. A febbraio sono calati fatturato e ordini nel settore manifatturiero. La domanda interna è ancora debole. Stentano a ripartire i consumi privati e la produzione nell’industria tessile.

Nel mese di febbraio fatturato e ordinativi dell’industria crescono rispetto al 2009, ma le stesse voci calano su gennaio 2010. è un andamento a singhiozzo quello del settore produttivo italiano, dove a continui balzi in avanti si alternano stop improvvisi e arretramenti, legati più a contingenze (incentivi, aiuti vari) che ai fisiologici ritmi dell’economia reale.

Il caffè biologico è a rischio. La produzione costa troppo

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Bruno Picozzi

SUDAMERICA. Le quote di mercato di questo bene vanno assottigliandosi sempre di più. Negli ultimi 3 anni il 10 per cento dei coltivatori che utilizzano metodi naturali ha gettato la spugna per ritornare all’uso massiccio di diserbanti e concimi.

Caffè bio addio. Penalizzati dalla legge della domanda e dell’offerta, il caffè e i suoi derivati rischiano di scomparire in pochi anni dai listini degli organi internazionali di controllo che certificano i prodotti organici, quelli conosciuti dai consumatori con il marchio bio.

Fiat, la produzione si ferma

Giuliano Rosciarelli

VERTENZE. Da ieri e fino all’8 marzo 30mila operai sono in cassa integrazione. E ovunque si moltiplicano le proteste. A Pratola Serra, nell’avellinese, dopo gli scontri con la polizia in 1.500 occupano il Comune. La tensione resta molto alta.

«Su Termini Imerese Fiat ha già cambiato linea», ha detto ieri il  ministro Sacconi. «Sulla chiusura dello stabilimento di Termini Imerese la Fiat ha già detto tutto», è stata la risposta di John Elkann, vicepresidente del gruppo torinese.

Redditi e produzione, è crisi nera

Giuliano Rosciarelli

ECONOMIA. Un’indagine di Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie rivela: 3 su dieci sono più indebitate di prima. Male anche il comparto industriale: giù il settore metallurgico (-28,1%) e la fabbricazione di macchinari (-28,7%).

Famiglie, lavoratori autonomi, giovani sotto i 40 anni e ceto medio: sono loro a pagare il prezzo più alto di questa crisi, mentre i ricchi sono sempre gli stessi. A dirlo sono i dati contenuti nell’ultima indagine della Banca d’Italia su “Ricchezza delle famiglie e loro indebitamento”.

Di Pil, Fmi e altre amenità

Luca Bonaccorsi

IN FONDO. La notizia economica del giorno è che il Fondo monetario internazionale ha rivisto all’insù le previsioni per la crescita mondiale. La ripresa, dice il Fondo, è arrivata prima ed è più vivace di quanto ci si aspettasse. Ma è fragile e incerta. Il motivo è che non siamo frazioni di Pil. E che con il Pil non ci si compra da mangiare.

«Siamo frazioni di Pil. Funzioniamo a petrolio». Scriveva il buon Corrias nel pieno della crisi economica del 2008. La notizia economica del giorno è che il Fondo monetario internazionale ha rivisto all’insù le previsioni per la crescita mondiale. Nel 2010 l’Italia dovrebbe crescere dell’1% invece dello 0,2%. E nel 2011 dell’1,3% invece dello 0,5%. Frazioni di Pil, appunto.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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