Accoglienza indegna

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Davide Carnemolla e Riccardo Bottazzo (Terra Nord Est)

MIGRANTI. Fuggono dalle rivolte in Libia. Ma vivono senza diritti e dimenticati da tutte le istituzioni.

E questa la Caritas e la Regione Veneto la chiamano accoglienza! Nascosti e isolati da tutto e da tutti: lontani dalla città, senza mezzi per muoversi e senza alcun referente o operatore che fornisca loro delle informazioni. Per i migranti, l’assistenza medica è quasi inesistente. Corsi di italiano e supporto legale? Nemmeno a parlarne. Molti di loro vorrebbero fare richiesta d’asilo ma non trovano uno straccio di referente disposto ad ascoltarli. A parte il vitto e l’alloggio non hanno niente.

Ankara, il governo deciderà se agire contro l’alleata Damasco

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Enrico Campofreda

MEDIO ORIENTE. Si riunisce oggi il Consiglio di sicurezza che prevede dure ritorsioni contro il presidente Bashar Assad se non cesserà la repressione. La Turchia ospita 7mila profughi siriani.

Bashar Assad s’è mostrato sorridente davanti alle telecamere nel ricevere gli applausi dei fidati sostenitori di apparati di governo e repressione, però il suo isolamento internazionale si fa totale. Non solo l’Occidente ora anche vicini importanti come la Turchia, rimasti per mesi a guardare, non sembrano più disposti a tollerare una situazione che introduce scenari destabilizzanti per una regione già piena di tensioni. Il governo di Ankara è preoccupato per i profughi alle frontiere.

Migranti, ancora sbarchi nell’isola di Lampedusa

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Rossella Anitori

DIRITTI. Nuovi arrivi in Sicilia e in Puglia. Nel weekend di ferragosto sono oltre 2mila i profughi approdati sulle coste italiane. Maroni: «Soluzione rapida delle operazioni militari in Libia».

Continuano senza sosta gli sbarchi sull’isola di Lampedusa. L’ultimo barcone è arrivato ieri, a bordo c’erano oltre 280 migranti partiti due giorni fa dalla Libia. Tra i viaggiatori venti donne e un bambino. Saranno trasferiti nel Centro di prima accoglienza di Contrada Imbriacola e nell’ex base Loran, dove si trovano ancora oltre mille persone dopo il trasferimento via mare di 456 migranti in altre regioni italiane. Nel weekend di Ferragosto ad approdare sull’isola sono stati oltre 2mila profughi.

Profughi, accoglienza e polemiche

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Federica Seneghini (Terra Liguria)

IMMIGRAZIONE. Sono 1.367 in totale le persone ospitate dalla Regione. Furiosa la Lega, che ha istituito un presidio a Busalla.

1.367 profughi ospitati tra le varie province della Regione: 760 a Genova, 184 a Imperia, 185 a Spezia e 238 a Savona. Sono questi i numeri di “solidarietà” e “responsabilità” della Liguria, come li ha definiti l’assessore ligure all’Immigrazione Lorena Rambaudi, stabiliti secondo il piano concordato nella conferenza Stato-Regioni.

Preso in Grecia il boss della tratta dei migranti

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Dina Galano

CRIMINALITA'. Cefi Noyri gestiva l’intero traffico di profughi dal Medio Oriente verso l’Europa. Ricercato da marzo «dovrà rispondere di numerosissimi episodi». Sgominata la sua rete in Italia.

Bari e Lecce, ma anche Milano, Venezia, Bolzano, Vercelli e Torino. Eccolo il reticolo capillare che gestiva in Italia la tratta di migranti dal Medio Oriente verso il Nord Europa, vera destinazione dei flussi. Chi parte dall’Afghanistan, dal Pakistan o dall’Iran intraprende un lungo viaggio dai costi esorbitanti, ma non punta all’Italia. La mente dell’organizzazione transnazionale che si occupava di trasferimenti e compensi è stato arrestato ieri ad Atene, base logistica del traffico e porta di ingresso in Europa.

Autopsia shock: migranti uccisi a bastonate

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Dina Galano

LAMPEDUSA. L’indagine sui corpi senza vita dei profughi giunti lunedì scorso conferma pestaggi e violenze. Gli scafisti ora rischiano l’accusa di omicidio. Ieri sono stati avvistati altri due natanti.

Lesioni in testa e sul viso, e poi il soffocamento. L’autopsia su due dei corpi dei 25 migranti trovati senza vita nella stiva dell’imbarcazione arrivata a Lampedusa lunedì scorso ha rivelato le prime drammatiche circostanze: chi era finito chiuso nella pancia del barcone, alta appena due metri e appena otto in superficie, aveva subito pestaggi e violenze. Forse, hanno riferito gli investigatori, «provando a uscire dalla stiva e ad aprire la botola, sono stati ricacciati indietro con calci e bastonate».
 

Dalla Libia a Latina, l’incubo dei migranti

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Andrea Palladino

LA STORIA. Cento profughi, arrivati dal Centro di Manduria, in Puglia, trovati stipati in due case sui monti Lepini. In quarantasei in una casa per sei persone, senza sapere dove si trovano.

L'Italia è un deserto differente da quello libico, l’immensa distesa di sabbia e di pietre da percorrere con in mente Lampedusa, l’isola che sognano di raggiungere i migranti africani. Sanno che quel viaggio può essere mortale, conoscono le procedure infinite e disumane dei centri di accoglienza, hanno imparato a capire che in fondo l’Italia non è quel paradiso che speravano di incontrare.

Somalia, la crisi dimenticata

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Susan Dabbous

CORNO D'AFRICA. «Una crisi gravissima che coinvolge più di mezza popolazione nel Paese, già dilaniato da venti anni di guerra civile». A colloquio con il portavoce dell’Onu Laura Boldrini.

«È incredibile il silenzio delle tv italiane sulla grave crisi umanitaria in Somalia». Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, Unhcr, non usa mezzi termini. Mentre la siccità nel Paese miete vittime e sposta migliaia di

Carestia in due regioni somale. L’allarme delle Nazioni unite

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Susan Dabbous

AFRICA. In fuga dalla siccità 1.350 persone oltrepassano ogni giorno la frontiera per arrivare in Kenya. L’Unhcr: «Un numero 4 volte superiore a quello dei profughi che scappavano dalla guerra».

Torna la carestia in Somalia. Ora è ufficiale. La dichiarazione è arrivata ieri dalle Nazioni Unite: i quasi tre milioni di abitanti delle due regioni meridionali di Bakool e Shabelle non hanno cibo e acqua sufficienti per il sostentamento. La macchina degli aiuti umanitari è già in marcia: la Fao (organismo Onu per l’agricoltura) chiederà lunedì 136milioni di dollari per far fronte all’emergenza.

Dopo la siccità, la carestia. Colpiti due milioni di bambini

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Susan Dabbous

SOMALIA. A causa della cronica assenza di piogge, ogni giorno sono circa 1.500 i somali in fuga prevalentemente dal Sud del Paese. Unicef: 500mila piccoli in pericolo di vita. Vertice Fao il 25 luglio.

Habiba, 40 anni, è arrivata a Tawakal, il più grande campo profughi nella Somalia settentrionale dopo 8 giorni di viaggio. È partita da Mogadiscio, la capitale devastata dalla guerra civile del Paese ormai diviso in tre parti: Somaliland (Nord), Puntland, (centro) e il Sud occupato dagli Shabab, le milizie islamiche. È qui che si è abbattuta con particolare violenza la peggiore siccità degli ultimi 60 anni.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

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