Terremoto, svelate le trame che hanno ricostruito l’Abruzzo

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Alessio Postiglione

INCHIESTA. Una verifica sulle società che hanno partecipato al progetto Case restituisce dati inquietanti. Legami con criminalità e politica.

Negli appalti, in Abruzzo, qualcosa potrebbe essere andata storta. Per ora, l’attenzione della magistratura si è concentrata sul G8. Ma sono gli stessi appalti delle ricostruzione a meritare qualche considerazione in merito ai soggetti coinvolti: ci imbattiamo, infatti, in complicati intrecci, conflitti d’interesse, rapporti con ditte discutibili, imprenditori e dirigenti con disavventure giudiziarie.

Subappalti non autorizzati La gestione opaca di Bertolaso

Angelo Venti da L’Aquila

POST TERREMOTO. Molte ditte avrebbero iniziato i lavori nei cantieri senza la necessaria comunicazione di accettazione da parte della stazione appaltante, ossia la Protezione civile che, con una ordinanza, avrebbe sanato tutta la situazione.

Bertolaso e l’emergenza terremoto in Abruzzo. La gestione opaca di miliardi di euro da parte del dipartimento di Protezione civile non è più solo un problema di trasparenza, di infiltrazioni criminali o di commistione tra affari & politica. Ormai assume i contorni di un sistema ben oliato che consente ad amici e amici degli amici di spartirsi la ricca torta dell’emergenza e della ricostruzione.

Le mani del Pdl sul progetto Case. Grazie alla legalità stile Bertolaso

Angelo Venti

TERREMOTO. Nella lista di aziende subappaltatrici figura la Korus srl, impresa di cui è amministratore e socio unico il senatore Filippo Piccone. Un affare ottenuto per “chiamata diretta”, scavalcando le leggi ordinarie con la scusa dell’emergenza.

Piatto ricco mi ci ficco. Così deve aver pensato Filippo Piccone, senatore della Repubblica nonché coordinatore del Pdl abruzzese, all’indomani della scossa del 6 aprile. E se come coordinatore Piccone dichiara che il centro economico e decisionale della Regione è ormai Pescara, l’imprenditore Piccone è invece consapevole che gli affari, con il sisma, si fanno soprattutto a l’Aquila.

Gli occhi dell’antimafia sugli appalti sospetti del progetto Case

Angelo Venti da L'Aquila

ABRUZZO. Diverse ditte con legami non chiariti impegnate nei cantieri sono finite nella rete delle forze dell’ordine. Sotto accusa la Protezione civile che, in nome dell’emergenza, gestisce milioni di euro aggirando la legislazione ordinaria.

Sono 12 gli avvisi di garanzia a carico dei presunti responsabili degli otto giovani morti sotto le macerie della Casa dello studente de L’Aquila, nel terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo la notte tra il 5 e il 6 aprile scorso. Inoltre, sono diverse le ditte con legami pericolosi pizzicate nei cantieri e finite nella rete delle forze dell’ordine. Si è iniziato con il ritirare i certificati antimafia all’abruzzese Impresa Di Marco e alla campana Fontana costruzioni.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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