Le visioni del Pianeta

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Pierpaolo De Lauro

ANTENNE. Anche la tv celebra il 40esimo anniversario dell’Earth day. Da Sky a Current fino a Nat Geo ecco i programmi che fanno riflettere sul cambiamento climatico in atto.

E' senza dubbio un evento mediatico globale quello che si celebra oggi in tutto il mondo. Era il 22 aprile 1970 quando il senatore statunitense Gaylord Nelson lanciò la Giornata mondiale della Terra per riportare l’attenzione sulle tematiche ecologiste. Oggi, a quarant’anni, l’iniziativa si celebra in 174 Paesi, e in prima fila ovviamente ci sono i media. Si parte dal Circo Massimo di Roma con l’ormai tradizionale concerto celebrativo che vede la partecipazione di Pino Daniele e dei Morcheeba.
 

Esorcista da Vespa, diavoli a Tetris

Alessio Nannini

IL SOPRABITO. A Porta a porta si è parlato di possessioni, Belzebù, sette sataniche. Ospiti a Tetris Livia Turco dava (ancora) in escandescenze e Borghezio accusava gli intellettuali ed Enrico Vanzina di avere ignorato Totò finché vivo.

A Porta a porta si è parlato di possessioni, Belzebù, sette sataniche. In studio esorcisti, scienziati, devoti redenti, imbucati: il vescovo Andrea Gemma, Piergiorgio Odifreddi, Claudia Koll, Irene Pivetti. In collegamento c’era anche Gabriele Amorth, che con Marco Tosatti ha pubblicato Memorie di un esorcista per Piemme.
 

La storia minacciata

Rossella Anitori

DENUNCIA. Dopo le polemiche sollevate dall’Anpi, il ministro Gelmini fa un passo indietro e include il riferimento alla lotta di liberazione nei programmi scolastici. Armando Cossutta: «Staremo a vedere».

«Altro che dimenticanza. Non si è trattato di una banale svista». Armando Cossutta, vicepresidente dell’Anpi parla chiaramente di «campagna revisionista». Omettere il riferimento alla lotta di liberazione nazionale nei programmi scolastici è una mossa «pensata», «per oscurare i valori e i principi della nostra Repubblica e della democrazia».

Bimbi, Record ed emergenza clima

Betta Salandra

SOPRABITINI. Non è facile districarsi nel palinsesto del sabato sera tutto dedicato a mamme, nonni e bambini. Eppure con un pò di fantasia, tanto senso dell’umorismo e una perversa, sebbene saltuaria, passione per il trash-pop ci si può divertire.

Non è facile districarsi nel palinsesto del sabato sera tutto dedicato a mamme, nonni e bambini. Eppure con un pò di fantasia, tanto senso dell’umorismo e una perversa, sebbene saltuaria, passione per il trash-pop ci si può divertire. Per gli studiosi d’antropologia contemporanea, e i masochisti del genere nazional popolare (quelli che non si perdono mai San Remo e Miss Italia, per intendersi) i must di stasera sono due.
 

L’allegra Victoria

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Claudio Ottone

TV. La televisione si può fare prescindendo dal cervello di chi la guarda. è come guidare: dopo un po’ lo fai senza pensarci. Anche meglio del sesso: non ti viene il fiatone.

Fino a oggi abbiamo vissuto felici, sapendo gestire le certezze della vita: la morte, le tasse per i poveri e il pupazzo di Berlusconi simile a Ercolinosemprempiedi. Con felicità aggiungiamo a queste una nuova certezza: la televisione si può fare prescindendo dal cervello di chi la guarda. è come guidare: dopo un po’ lo fai senza pensarci. Anche meglio del sesso: non ti viene il fiatone. Insomma in questa nuova rubrica ci si impegna a trovare qualcosa di buono da dire sulla televisione e su chi la fa.
 

Iran, elezioni al ribasso per le presidenziali

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Annalena Di Giovanni da Beirut

MEDIO ORIENTE
— Sono quattro i candidati che si confronteranno alle consultazioni del 12 giugno. Nessuno dei loro programmi parla di salario, lavoro e riduzione dei prezzi. —

Ne restano soltanto quattro: due riformisti - Mehdi Karroubi e Mirhossein Mousavi - e due fuoriusciti dei Pasdaran, i “Guardiani della rivoluzione” - Mohsen Rezaie e il presidente uscente, Mahmoud Ahmadinejad. Sui 475 candidati alla presidenza iraniana, soltanto loro hanno passato il vaglio della Guida suprema della repubblica islamica, Ali Khamenei, e del suo Consiglio. Se Rezaie rimane piuttosto oscuro, collocandosi come indipendente, Mahmoud Ahmadinejad non ha bisogno di alcuna presentazione.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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