Student services, “Tenerezze” a pagamento

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Alessia Mazzenga

IN SALA. Dal 26 agosto al cinema il film scandalo della regista francese Emmanuelle Bercort, Student services, sul drammatico fenomeno della prostituzione universitaria.

A New York, Londra, Berlino e anche da noi la prostituzione universitaria è un fenomeno in espansione e una realtà piuttosto allarmante della nostra società. Secondo uno studio condotto nel 2006 in Francia 40.000 ragazze (ovvero circa il 10% della popolazione femminile) ricorrerebbero al sesso a pagamento per autofinanziarsi tasse universitarie, affitto, bollette e una fittizia quanto agghiacciante normalità.

Metamorfosi della mafia cinese. Ora assomiglia a Cosa nostra

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Giorgio Mottola

CRIMINALITA'. Presentato ieri un rapporto del Cnel sulle organizzazioni criminali asiatiche in Italia. Specializzate in estorsione, droga e contrabbando, hanno a Roma, Prato e Milano le loro capitali.

La mafia cinese assomiglia sempre di più a quella italiana. Non solo contrabbando di prodotti contraffatti, ma anche estorsione, narcotraffico e prostituzione. Negli ultimi dieci anni, ha subito una vera e propria trasformazione. Altro che mitologia delle Triadi. Le organizzazioni criminali cinesi si sono strutturate, diventando capaci di controllare in modo quasi militare i propri territori, di gestire l’anarchia delle bande e di infiltrare propri uomini al vertice delle potenti e ricche associazioni di connazionali. Roma, Milano e Prato sono le loro capitali in Italia.

Prostituzione minorile. Salvacondotto per Silvio

Federico Tulli

CASO RUBY. Il centrodestra a caccia di escamotage per evitare a Berlusconi di essere giudicato
a Milano. Un emendamento del senatore Pdl Centaro rischia di bloccare il ddl sulla pedofilia.

Una ne fanno e cento ne pensano. Dopo la proposta del capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, di abbassare la maggiore età da 18 a 16 anni, è sulla rampa di lancio un nuovo tentativo del centro destra di risolvere il “caso Ruby” e le grane giudiziarie di Berlusconi, cambiando le regole in corsa.

B. e la prostituzione: non è questione di morale

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(Rete della conoscenza)

POLEMICHE. Un dibattito maschilista, perché analizza il problema nel modo in cui la cultura berlusconiana ci ha insegnato a farlo: le donne per emergere sono pronte a vendersi, a barattare la loro libertà sessuale in cambio del successo.

In questi giorni abbiamo assistito al ritorno degli scandali sessuali del nostro premier sulla scena politica. […] La riapertura del caso Ruby torna a dividere la politica, ma quello a cui assistiamo, purtroppo, è uno spostamento della centralità del dibattito dall’inchiesta giudiziaria ad un problema “di morale”.
 

Prostituzione cinese. In Italia le nuove schiave

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Giorgio Mottola

SCHIAVITU'. Vengono dalle Regioni più povere del lontano oriente. Si dividono tra clienti italiani e connazionali. Per i loro sfruttatori sono una miniera d’oro.

Era uno dei night club più esclusivi e più sconosciuti di Roma. Si chiamava “Diamante” e della sua esistenza sapevano solo i cinesi. Visto da fuori, si mescolava perfettamente allo squallore degli altri capannoni industriali del quartiere Casilino. Ma dentro, tra tappezzerie di lusso, tovaglie di seta e luci soffuse, ai tavolini si sedevano uomini d’affari e capimafia della comunità cinese.

Alberi tagliati per le lucciole

Marco Meccia

DENUNCIA. Ha del clamoroso quello che sta accadendo nell’area abruzzese del corso del fiume Tronto. Un rigoglioso bosco di 30 ettari verrà interamente raso al suolo. Il motivo, di ordine pubblico, sarebbe quello piuttosto inedito di “favoreggiamento alla prostituzione” di cui si sarebbero macchiati pioppi e salici.

Ha del clamoroso quello che sta accadendo nell’area abruzzese del corso del fiume Tronto. Un rigoglioso bosco di 30 ettari (grande come trenta campi da calcio) verrà interamente raso al suolo in tre mesi di lavoro, calcolati con meticoloso impegno dai tecnici del locale consorzio di bonifica. Il motivo, di ordine pubblico, sarebbe quello piuttosto inedito di “favoreggiamento alla prostituzione” di cui si sarebbero macchiati pioppi e salici.

Alberi tagliati per le lucciole

Marco Meccia

DENUNCIA. Ha del clamoroso quello che sta accadendo nell’area abruzzese del corso del fiume Tronto. Un rigoglioso bosco di 30 ettari verrà interamente raso al suolo. Il motivo, di ordine pubblico, sarebbe quello piuttosto inedito di “favoreggiamento alla prostituzione” di cui si sarebbero macchiati pioppi e salici.

Ha del clamoroso quello che sta accadendo nell’area abruzzese del corso del fiume Tronto. Un rigoglioso bosco di 30 ettari (grande come trenta campi da calcio) verrà interamente raso al suolo in tre mesi di lavoro, calcolati con meticoloso impegno dai tecnici del locale consorzio di bonifica. Il motivo, di ordine pubblico, sarebbe quello piuttosto inedito di “favoreggiamento alla prostituzione” di cui si sarebbero macchiati pioppi e salici.

Ancora corpi in vendita

Rossella Anitori

DENUNCIA. Scoperto ieri a Roma un traffico internazionale di prostitute di alto bordo. Un business da 50mila euro al giorno. Grasso (dirigente sezione Criminalità straniera): «Il giro coinvolge imprenditori facoltosi».

In punta di piedi. Da San Pietroburgo a Roma passando per Parigi e Praga. E poi di nuovo in Russia. Un percorso circolare scandito dai tempi di un visto turistico. Alberghi di lusso, clienti facoltosi e giovani donne disposte a prostituirsi.

Haiti, donne obbligate a prostituirsi in cambio di cibo

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Bruno Picozzi

FOCUS. La denuncia in un allarmante rapporto dell’Istituto interuniversitario di ricerca e sviluppo. Ragazze costrette a barattare favori sessuali con alimenti e riparo. «Più la situazione economica peggiora più il problema si diffonderà».

«O la borsa o la vita», intimavano un tempo i briganti. Ancora oggi, invece, in certi luoghi dove l’unica ricchezza è la gioventù, per sopravvivere si è obbligati a cedere il proprio il corpo. Dopo il sisma del gennaio scorso Haiti è un Paese in ginocchio dove donne, ragazze e persino bambine meno che adolescenti stanno pagando a caro prezzo la sorte di essere sopravvissute.

Nel Giappone che si interroga dilaga la baby prostituzione

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Bruno Picozzi da Osaka

REPORTAGE. L’Enjo kousai è una sorta di accordo di accompagnamento tra uomini di mezza età e giovani donne. Merce di scambio: la bellezza e i soldi. Secondo alcuni dati tra il 5 e il 13% delle studentesse l’avrebbe fatto almeno una volta.

In giapponese si chiama enjo kousai e da noi suonerebbe più o meno come “compagnia in cambio di sostegno”, anche se sarebbe più esatto dire “prostituzione minorile”. Ne parlano i giornali, la televisione, e soprattutto ne parlano tra loro i ragazzi.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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