Studenti in piazza. E la polizia li «sequestra»

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Alessandro De Pascale

PROTESTA. Volevano sfidare il divieto ai cortei del sindaco di Roma. In centinaia bloccati dalle forze dell’ordine davanti alla stazione Tiburtina.

Chiusi in trappola per cinque ore alla stazione Tiburtina. È successo agli studenti che ieri avevano deciso di scendere in piazza a manifestare, sfidando l’ordinanza del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che vieta i cortei fino al 17 novembre. Soltanto la mediazione di esponenti politici dell’opposizione ha evitato il peggio permettendo ai ragazzi di tornare a casa senza dover dare i documenti alla polizia. Fin dalle 8:30 di ieri mattina, gli studenti si erano radunati davanti alle proprie scuole. I primi agenti sarebbero comparsi già davanti agli istituti.

Piano Rifiuti, il no dei cittadini a Pecoraro

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Rossella Anitori

PROTESTA. Sabato 5 novembre a piazza Santi Apostoli a Roma la manifestazione dei comitati contro l’apertura di nuove discariche.

«La regione Lazio non ha bisogno di una nuova discarica ma di un Piano rifiuti basato sulla raccolta differenziata porta a porta, impianti di riciclo e compostaggio». A portare in piazza Santi Apostoli a Roma sabato 5 novembre i cittadini della provincia non è la premura di difendere il proprio giardino ma la richiesta, rivolta alle istituzioni, di una nuova politica per la gestione dei rifiuti che segni una svolta radicale rispetto al passato.

In tremila per dire no al carbone

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Nicola Cappello (Terra Nord Est)

PROTESTA. In piazza contro la politica energetica regionale. Grande successo per la pacifica manifestazione che si è tenuta ad Adria.

Nel piazzale della stazione di Adria, la seconda città della provincia di Rovigo, alle 14, c’erano quasi più agenti delle forze dell’ordine che manifestanti.

Dopo il nucleare, il carbone. Un altro no contro il passato

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Vincenzo Mulè

PROTESTA. Oggi alle 14 prende il via a Adria, nel Polesine, la grande manifestazione nazionale contro la fonte fossile più antica. E responsabile del 43 per cento delle emissioni di CO2 nel mondo.

Il carbone come alternativa al nucleare. È contro questa scelta che oggi associazioni, comitati e cittadini scenderanno in piazza contro quello che viene definito «un ritorno al passato». Le 35 associazioni della coalizione Fermiamo il carbone hanno organizzato una manifestazione nel Polesine, ad Adria, per di no alla riconversione della centrale di Porto Tolle. Contemporaneamente, ci saranno poi una serie di presidi a Saline Joniche, La Spezia, Vado Ligure, Civitavecchia e Brindisi.

Zoo a Ravenna? No grazie

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Daniela Giachè (Terra Emilia Romagna)

DIRITTI ANIMALI. Prosegue la protesta contro il progetto, ancora privo di alcune indispensabili autorizzazioni.

L'annuncio dell’apertura prevista entro l’anno dell’ennesimo zoo, questa volta da realizzarsi a Ravenna, è stato un brutto colpo per i cittadini che da dieci anni battagliano contro il progetto. La vicenda comincia nel 1999 quando il Comune di Ravenna indice gara pubblica d’appalto per un terreno confinante con Mirabilandia di 400 mila mq per la realizzazione di un polo turistico ricettivo per incrementare la fruizione della costa nella stagione invernale.

Tutti uniti contro il carbone

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Massimo Montanari (Terra Emilia Romagna)

AMBIENTE. La Regione approva una risoluzione che sostiene la manifestazione del 29 ottobre contro la centrale di Porto Tolle.

L'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione, sottoscritta anche dalla consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo, con la quale esprime piena condivisione delle motivazioni e degli obiettivi alla base della manifestazione nazionale contro la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle e per lo sviluppo condiviso e sostenibile, indetta dal Comitato Delta Bene Comune il prossimo 29 ottobre ad Adria, in provincia di Rovigo, in occasione della giornata di mobilitazione nazionale contro il carbone.

Contro i tagli. In piazza gli agenti della Dia

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Vincenzo Mulè

SICUREZZA. Si fanno chiamare, tra l’ironico e il provocatore In-dia-gnados. Sono gli uomini che combattono la mafia. A mani ormai nude.

Senza soldi, senza benzina e ora anche senza scarpe. Diventa ogni giorno più difficile il lavoro degli uomini della Direzione investigativa antimafia (Dia), che ieri sono scesi in piazza a Montecitorio contro i probabili tagli economici alla struttura.

Il Bosco del Cansiglio in vendita

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Nic Perle (Terra Nord Est)

SPECULAZIONI. La Regione Veneto sta ipotizzando di alienarne buona parte per fare cassa. Insorgono sindaci e ambientalisti.

Alla Serenissima forniva la legna per le grandi navi che si costruivano all’Arsenale. Mentre oggi la Regione Veneto vorrebbe ricavare dall’antico “bosco da reme” un bel po’ di quattrini per aggiustare il pingue bilancio. Niente di ufficiale ma le voci corrono ed i sindaci dei Comuni di Tambre e Alpago hanno già messo le mani avanti contro l’ipotesi avanzata dalla Giunta veneta di alienare una vasta area del Cansiglio.

Per la Ue la Grecia può farcela. Ad Atene il corteo isola i “neri”

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Emanuele Milanese

CRISI. Ennesima giornata di incidenti nella capitale mentre il Parlamento vota nuove misure di Austeriy. La manifestazione espelle gli “incappucciati”. Infarto stronca uno dei dimostranti.

Dunque anche in Grecia si era ripetuto l’altro ieri una sorta di 15 ottobre romano. Interpretando a loro modo la rabbia e la frustrazione di migliaia di persone, un gruppo di “incappucciati” aveva attaccato le forze dell’ordine schierate a difesa del Parlamento con mazze, razzi e molotov.

Greenpeace ai conciatori: «Stop allo sfruttamento»

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Silvia Toscano

PROTESTA. Gli ecologisti manifestano contro l’industria della pelle che continua ad alimentare deforestazione e violazioni di diritti. Ieri attivisti in piazza a Bologna durante la Fiera internazionale.

Un avvertimento all’industria delle pelle che continua a minacciare la foresta amazzonica. Lo ha lanciato Greenpeace, scendendo in piazza con una protesta non convenzionale, proprio in occasione della fiera internazionale Linea Pelle di Bologna perché tra la distruzione in Amazzonia e i prodotti in pelle c’è un legame molto stretto: i due terzi delle aree deforestate sono occupati da pascoli e allevamenti.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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