Donne, polemiche e pubblicità

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Federica Seneghini (Terra Liguria)

IL CASO. Una nota griffe protagonista di spot sin troppo espliciti rilancia il dibattito sull’uso dell’immagine femminile.

Sono Maddalena, faccio la escort e non sono una ragazza facile». «Sono Eva, mi piacciono le mele e non cedo alle tentazioni». Sono questi alcuni degli slogan di una campagna pubblicitaria di una nota casa di moda che, anche a Genova, sta riempiendo bus e strade, portandosi dietro un fiume di polemiche. Dai manifesti ammiccano modelle dallo sguardo languido: ragazze giovani e provocanti, così perfette nella loro taglia 38 da avere fatto storcere il naso a femministe più o meno convinte, ma non solo.

I sacchetti non erano bio. Spot ingannevole e multa

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Alessandro De Pascale

ECOTRUFFE. L’Autorità per la concorrenza sanziona per migliaia di euro tre ditte italiane. Vendevano materie plastiche «biodegradabili e compostabili che non rispettano le normative».

Anche in Italia da diversi anni si è sviluppato un crescente mercato delle bioplastiche. Ma non tutti i prodotti pubblicizzati come «biodegradabili» e «compostabili» hanno poi realmente queste caratteristiche. Il 17 gennaio l’Autorità garante della concorrenza ha infatti sanzionato tre ditte italiane, la Italcom, la Arcopolimeri e la Ideal Plastik che vendevano materie plastiche «biodegradabili e compostabili che non rispettano le condizioni e i tempi previsti dalla normativa comunitaria e nazionale di settore».

Pubblicità regresso

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Diego Carmignani

PARABOLE. In "libreria Il libro nero della pubblicità", il vademecum definitivo per capire (e difendersi da) il quotidiano bombardamento di spot e messaggi promozionali.

L'imbarbarimento progressivo di costumi, pratiche sociali, forme di comunicazione della nostra epoca plutocratica ha un principale imputato, l’«azionista di maggioranza» degli stili di vita “occidentali”, ovvero quella bestia attraente e complessa che si chiama semplicemente pubblicità.
 

La Danone rimborserà i consumatori di yogurt

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Beniamino Bonardi

ETICA Spa - STATI UNITI L’azienda ha patteggiato: 35 milioni di dollari a chi credendo alla pubblicità ha comprato Actimel e Activia, i due prodotti più cari. Soddisfatti o rimborsati, promettevano gli spot in tv elogiando proprietà mai provate.

Una pubblicità di Activia si conclude con la frase: «Funziona o sei rimborsato ». I consumatori statunitensi hanno scelto la seconda.

Il motore di ricerca a impatto zero

Matteo Alviti

INTERNET Si chiama Forestle ed è il primo browser per la navigazione in Rete che mira a salvare la foresta pluviale. Il 90 per cento degli incassi pubblicitari ottenuti dalla campagna viene devoluto all’Ong The nature conservancy.

Salvare la foresta pluviale e l’ambiente con un clic? È possibile. Almeno stando alle promesse di Forestle ( forestle. org), il primo motore di ricerca “verde” e a “emissioni zero” della Rete. Il nome, innanzitutto: Forestle viene dalla “googleizzazione” del sostantivo inglese forest, foresta.
 

Piazza Venezia invasa da finte automobili di cartone

Rocco Vazzana

ROMA
— Iniziativa ambientalista per fermare le emissioni di CO2. —

Decine di modelli di automobili in cartone hanno invaso ieri mattina la centralissima piazza Venezia a Roma. Un’iniziativa organizzata dall’associazione ambientalista Terra! per protestare contro le emissioni di CO2 e contro le pubblicità illegali delle auto.

Per l’occasione è anche stato presentato il rapporto “Venditori di fumo” che pone l’accento sulla pubblicità ingannevole portata avanti dalle case automobilistiche che non rispettano i requisiti di legge per le informazioni da fornire ai consumatori, su consumi di carburante ed emissioni di CO2.

Responsabilità. Poco sociale, molto d’impresa

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Beniamino Bonardi

ECONOMIA
— Dietro a filantropia e volontarietà, il vero scopo: contrastare in ogni campo i vincoli normativi. Dai diritti umani e dei lavoratori, alla pubblicità di cibo spazzatura. —

C’è chi dice che è nata negli Stati Uniti e chi in Sudafrica, in seguito all’apartheid. Si tratta della Responsabilità sociale delle imprese (Rsi), di cui molto si parla da anni ma che non pare aver fatto breccia nell’opinione pubblica, che in gran parte ne ignora l’esistenza o non sa definire cosa sia, così come non lo sanno tanti imprenditori medi e piccoli.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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