Sentenza lampo. Italcave riceverà i rifiuti campani

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Vincenzo Carriero

PUGLIA. Per il Tar la discarica tarantina deve restare aperta. Nonostante i rilievi dell’Arpa.

La discarica Italcave di Statte, ubicata alle porte di Taranto, non potrà più ricevere i rifiuti provenienti dalla Campania. Anzi, no. Il Tar di Lecce - con una sentenza lampo - ha annullato il provvedimento di chiusura dell’impianto, emanato nelle scorse settimane dalla Regione Puglia. Ma andiamo con ordine. La massima istituzione regionale, circa un mese fa, ha deciso di sospendere le attività nell’impianto ionico.

Quel Cie non s’ha da fare. La Puglia contro Maroni

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Fulvio Colucci

IMMIGRAZIONE. La sede individuata per il nuovo centro è l’ex base dell’aeronautica militare Usa di San Vito dei Normanni (Brindisi). Ma per la giunta Vendola si tratta di «un’ipotesi insostenibile».

Si torna a parlare di un nuovo centro di espulsione in Puglia e si torna a farlo individuando la “sede ideale”: l’ex base dell’aeronautica militare americana di San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi. Ma la Regione esprime un no deciso. Sarebbe il terzo Cie per immigrati dopo quelli di Bari Palese e Restinco (Brindisi). Una contraddizione rispetto alla “politica dell’accoglienza” promossa dal governatore Vendola e che la Puglia sta cercando di perseguire in accordo con la Protezione civile.

Migranti, ancora sbarchi nell’isola di Lampedusa

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Rossella Anitori

DIRITTI. Nuovi arrivi in Sicilia e in Puglia. Nel weekend di ferragosto sono oltre 2mila i profughi approdati sulle coste italiane. Maroni: «Soluzione rapida delle operazioni militari in Libia».

Continuano senza sosta gli sbarchi sull’isola di Lampedusa. L’ultimo barcone è arrivato ieri, a bordo c’erano oltre 280 migranti partiti due giorni fa dalla Libia. Tra i viaggiatori venti donne e un bambino. Saranno trasferiti nel Centro di prima accoglienza di Contrada Imbriacola e nell’ex base Loran, dove si trovano ancora oltre mille persone dopo il trasferimento via mare di 456 migranti in altre regioni italiane. Nel weekend di Ferragosto ad approdare sull’isola sono stati oltre 2mila profughi.

Coste italiane senza pace. Il bilancio di Goletta Verde

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Assunta Gammardella

ECOSISTEMA MARINO. Presentati i dati del veliero di Legambiente. Tra le regioni più inquinate Calabria, Campania e Sicilia. Promosse Sardegna, Puglia e Toscana. L’assenza o il malfunzionamento dei depuratori nel mirino degli ecologisti.

Cemento, rifiuti, depuratori inadeguati e trivellazioni dei fondali marini sono i fattori che contribuiscono a rendere i nostri mari sempre più inquinati. Quest’anno in vetta alla classifica delle bandiere nere c’è la Calabria, seguita dalla Campania e dalla Sicilia. A testimoniarlo i risultati raccolti da Goletta Verde, storica campagna estiva di Legambiente che, navigando due mesi in quaranta zone costiere, ha monitorato la contaminazione microbiologica e le libertà che minacciano la bellezza e la salute dell’ecosistema marino.

Stagionali in lotta contro burocrazia e caporali

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Dina Galano

MIGRANTI. I lavoratori del Salento, ancora in sciopero, cercano un accordo con Prefettura e Regione Puglia. Chiedono rapidità perché «continuano i ricatti e noi siamo sfruttati come prima».

Prima l’incontro in Prefettura, poi all’assessorato Agricoltura della Regione Puglia. La lotta dei braccianti di Nardò è giunta al decimo giorno di scioperi, proteste e tavoli con le istituzioni. Rischia di scontrarsi con la burocrazia italiana ma, se avrà buon fine, anche di costituire un esperimento pilota per i diritti degli stagionali impiegati nelle campagne non solo leccesi.

Dalla Libia a Latina, l’incubo dei migranti

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Andrea Palladino

LA STORIA. Cento profughi, arrivati dal Centro di Manduria, in Puglia, trovati stipati in due case sui monti Lepini. In quarantasei in una casa per sei persone, senza sapere dove si trovano.

L'Italia è un deserto differente da quello libico, l’immensa distesa di sabbia e di pietre da percorrere con in mente Lampedusa, l’isola che sognano di raggiungere i migranti africani. Sanno che quel viaggio può essere mortale, conoscono le procedure infinite e disumane dei centri di accoglienza, hanno imparato a capire che in fondo l’Italia non è quel paradiso che speravano di incontrare.

Foggia è di nuovo sotto un mare di immondizia

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Alessandro De Pascale

PUGLIA. Cumuli di spazzatura per le strade perché non ci sono i mezzi per raccoglierla. Così la Regione ha stanziato ieri 500mila euro d’urgenza. Ma la crisi peggiora giorno dopo giorno.

Foggia come Napoli. Da quasi un anno la città  pugliese è infatti sommersa a intermittenza dai cumuli di rifiuti in strada. Oltre 200 tonnellate di spazzatura non raccolta, in una città che conta appena 153mila residenti. In pratica restano a terra 1,5 chilogrammi di spazzatura per abitante, la stessa quantità pro-capite dei vicoli di Napoli. I cassonetti, come nel capoluogo partenopeo, sono stracolmi. E di notte vengono dati alle fiamme dai residenti esasperati. I mezzi dell’Amica, la municipalizzata di igiene urbana, fanno quel che possono.

Foggia come Napoli, sommersa dai rifiuti

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Alessandro De Pascale

PUGLIA. Il Comune ha un buco di 250 milioni di euro, la società della nettezza urbana di quasi 50. Il risultato è che le strade non vengono pulite perché mancano i mezzi per la raccolta.

Sacchetti dell’immondizia, carta, vetro e plastica. Ma anche materassi, elettrodomestici e divani sui marciapiedi. Foggia come Napoli? A vedere dai cumuli di rifiuti in strada da giorni, pare proprio di sì. La città pugliese da mesi diventa a intermittenza una discarica a cielo aperto. Con le auto costrette a fare lo slalom tra l’immondizia che invade le carreggiate, quasi come avviene ormai cronicamente nel capoluogo campano.

Bari, incubo emergenza

Alessandro De Pascale

PUGLIA. Crisi spazzatura per 21 Comuni del barese. La discarica di Conversano è stata sequestrata il 17 febbraio: autorizzazione scaduta. Ora si cercano nuovi siti dove scaricare.

Da giorni la Regione Puglia sta cercando una soluzione. Deve capire dove smaltire 500 tonnellate di rifiuti al giorno, prodotti dai 425mila abitanti di 21 comuni dell’Ambito territoriale ottimale Bari 5. Tra cui la città dei trulli, Alberobello. Nella tarda serata del 17 febbraio il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri ha sequestrato la discarica di Conversano, comune capofila dell’Ato Ba5, gestita dalla società Lombardi Ecologia srl.

Fortore, il vento alla conquista dei Comuni

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Antonio Bianco

ENERGIA. Tra Puglia e Campania c’è il più grande parco eolico d’Italia, ma alcuni ne contestano l’impatto ambientale. Intanto i sindaci puntano sulle royalties per rimpinguare le casse comunali.

Per vedere il più grande parco eolico d’Italia bisogna venire qui, nel Fortore. Area geografica spalmata tra Puglia e Campania. Tutto nasce nella metà degli anni Novanta per opera di un avvocato di Ercolano (Napoli), Oreste Vigorito, che attinge l’idea dagli Stati uniti (così dice in un’intervista) e la porta nel profondo Sannio. Nel 1993 il legale partenopeo costituisce la società Ivpc e tre anni dopo entra in funzione il primo impianto eolico a Montefalcone di Valfortore.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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