radioattività

Uranio, parola d’ordine: censura

Adele Parrillo
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URANIO IMPOVERITO – IL VELENO INVISIBILE. Per “Project censored”, che stila la classifica delle notizie più distorte e trascurate negli Usa, il “deplated uranium” occupa il secondo posto.

Project censored, (sottotitolo, “The top 25 Censored Stories”) fondato nel 1976, è un progetto no profit all’interno della Fondazione della Sonoma State university. Il suo obiettivo principale è quello di sostenere e tutelare i diritti e la libertà di informazione negli Stati Uniti sanciti dal Primo emendamento.

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Dieci domande per il governo

Adele Parrillo
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URANIO IMPOVERITO - IL VELENO INVISIBILE. Un decalogo riassuntivo per far luce sulle tante zone d’ombra e contraddizioni legate a leggi e pericolosità dell’uranio impoverito.

Fare dieci domande a chi ci governa negli ultimi tempi è diventato uno sport nazionale. Occupandomi di problematiche dell’uranio impoverito, ho trovato spesso zone d’ombra su cui bisognerebbe fare luce. Considerando che in gioco c’è la nostra salute, indirizziamo questo decalogo al ministro della Difesa pro tempore, nella speranza che non resti “pratica inevasa”, ma sia occasione per dare finalmente qualche risposta.

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Three Mile Island: è serie nera. E il nucleare non protegge il clima

Simonetta Lombardo
CENTRALI. Un mese dopo il rinnovo della concessione governativa, nell’impianto più tristemente noto degli Stati Uniti si verificano perdite radioattive. E un rapporto Usa boccia l’atomo come fonte per combattere l’effetto serra.

 

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Armi all’uranio, il giallo svedese

Adele Parrillo
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URANIO IMPOVERITO – IL VELENO INVISIBILE. Sabato inizia la Conferenza di Stoccolma dal titolo “Guerre radioattive oggi”. Ma nessuno ne parla. Perché?

 

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Normandia-Siberia solo andata. Ecco dove finiscono le scorie

Simonetta Lombardo
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FRANCIA. Un documentario scioccante denuncia il traffico di rifiuti radioattivi che dal sito di Le Hague arriva in Russia. Un viaggio di 8mila chilometri tra nave e treno. I responsabili dell’agenzia energetica Edf inscenano una debole difesa.

Ottomila chilometri di viaggio, poi un sito di stoccaggio all’aria aperta, in Siberia. È la fine che fa almeno il 13 per cento delle scorie radioattive francesi: ogni anno 108 milioni di tonnellate di uranio impoverito vanno a ingrossare l’enorme parco nucleare segreto del complesso atomico di Tomsk-7, una città di 30 mila abitanti nel grande nulla russo in cui è proibito l’accesso a stranieri e a giornalisti.

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Sulla discarica di Chiaiano il giallo del camion radioattivo

Cecilia Anesi e Giulio Rubino
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IL CASO Nei pressi dell’invaso sono parcheggiati due autocompattatori. Il primo, fermato dai soldati, contiene iodio 131 ed è stato isolato perché pericoloso. La presenza del secondo è un mistero. Dalle istituzioni silenzio e supposizioni.

Guardando la cava dall’alto, da quelle terre di confine ormai abbandonate, dove i cachi maturi, offesi per non venire più raccolti, creano un viscido tappeto arancione, si notano due autocompattatori parcheggiati in una zona adiacente alla discarica. Fino a pochi giorni fa ce n’era solo uno.

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Chiaiano, un buco nero

Valerio Ceva Grimaldi
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RIFIUTI A sette mesi dall’apertura, cala il silenzio sulla cava trasformata in discarica nella zona a nord di Napoli. I cittadini e i comitati però continuano a dare battaglia: «Nessuno sa cosa ci sversano». E c’è il timore di un allargamento.

Discarica di Chiaiano, atto secondo. La scelta di individuare uno sversatoio di rifiuti in un’area altamente urbanizzata a nord di Napoli, mesi fa, innescò durissime polemiche. Cortei di cittadini, collegamenti televisivi, cariche della polizia. Sette mesi fa, l’apertura. Poi, a parte il sopralluogo di qualche europarlamentare, tra cui Monica Frassoni dei Verdi, riflettori spenti e silenzio quasi assoluto. La cava è zona militare, e quindi nessuno può accedere al sito.
 

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