Shalit libero dopo cinque anni: «Hamas mi ha trattato bene»

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Enrico Campofreda

MEDIO ORIENTE. Torna in libertà il soldato israeliano rapito nel giugno 2006 da un commando islamista al confine con Gaza. In cambio già liberati la metà dei mille prigionieri palestinesi.

Il caporale Shalit è fuori dalla sua prigione. Lo sono dalle loro (Ketziot, Katsiout, HaSharon) i primi 477 detenuti palestinesi, cui ne seguiranno altri 550 fra alcune settimane. È il lieto fine d’una trattativa molte volte data per conclusa e poi naufragata. Sull’accordo, deciso da giorni, nulla hanno potuto le petizioni rivolte all’Alta Corte Suprema da alcune famiglie israeliane colpite dalla morte dei propri congiunti che contestavano il rilascio di alcuni militanti palestinesi.

Il segreto libico dell’esperto di guerra elettronica

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Andrea Palladino

IL CASO. Il 12 settembre 1990 spariva a Velletri Davide Cervia, ex sergente della Marina. Dietro il rapimento l’industria militare.

Forse è a pochi metri dall’Hotel Rixos a Tripoli, nell’area della cittadella fortezza appena conquistata dai ribelli; o, chissà, il pezzo di verità mancante è ancora rinchiuso in uno dei tanti bunker sparsi nel deserto verso il sud della Libia, sulla strada della fuga del raìs. Marisa e Alberto Gentile guardano le immagini trasmesse in queste ore dalla capitale in fiamme dell’ex regime pensando a quante volte la verità sulla scomparsa di Davide Cervia – che di Marisa era il marito – è stata nascosta.

Rapita una turista, l’ombra di Al Qaeda

ALGERIA. Un’italiana, Maria S. di 53 anni, è stata rapita in Algeria mercoledì scorso. La notizia, rilanciata ieri dal quotidiano Echourouk, è stata confermata alla Farnesina dalla Gendarmeria algerina.

Un’italiana, Maria S. di 53 anni, è stata rapita in Algeria mercoledì scorso. La notizia, rilanciata ieri dal quotidiano Echourouk, è stata confermata alla Farnesina dalla Gendarmeria algerina.

Un nuovo Vietnam al confine col Pakistan

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Gloria Ravidà

AFGHANISTAN
— Gli Stati Uniti lanciano l’offensiva nella valle dell’Helmand, roccaforte talebana nel sud. I ribelli rispondono, rapendo un militare. E l’Italia manda altri soldati. —

Sud della valle del fiume Helmand, bastione dei talebani, parte meridionale dell’Afghanistan. Ieri notte circa 4.000 tra marine e militari statunitensi, 650 effettivi afgani, una cinquantina di aerei e un numero imprecisato di elicotteri, sono penetrati nella zona. Nome in codice dell’operazione “Khanjar”, colpo di spada. Caratteristiche principali secondo il generale di brigata Larry Nicholson: massiccia entità delle forze, rapidità nell’attacco, appropriazione delle postazioni talebane.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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