Mix di plutonio e uranio: «Incidente pericoloso»

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Dina Galano

INTERVISTA. Il fisico Erasmo Venosi: «Nel sito si produce il Mox, un combustibile per i reattori ad alta radiotossicità». I controlli? «Saltuari. Il governo d’Oltralpe ha interesse a censurare i rischi».

Dell’incidente all’impianto francese di Codolet, nella regione del Gard, il fisico nucleare Erasmo Venosi precisa di poter ragionare su una base «congetturale». Cauto sulle conseguenze dell’esplosione, è però convinto che «il governo francese sia interessato a sottostimare e censurare i rischi. La scelta di minimizzare l’evento, in questi casi, va considerata una prassi».
 

Professor Venosi, allarmismo o legittima precauzione?

Acqua radioattiva. Continuano i problemi

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Paolo Tosatti

FUKUSHIMA. Per evitare fuoriuscite, la Tepco riduce il flusso di liquido immesso nei reattori per refriggerarli. Ma la temperatura del numero 3 sale di 7 gradi celsius nel giro di poche ore.

Un colpo al termometro e uno alla botte. Pressata dalla duplice esigenza di tenere sotto controllo le temperature dei reattori della centrale di Fukushima e di evitare che l’acqua usata per raffreddarli fuoriesca dalle strutture di stoccaggio in cui viene immagazzinata, ormai sature, la Tokyo electric power è alla ricerca di un difficile equilibrio tra la quantità di liquido iniettata nell’impianto e l’adeguata refrigerazione delle barre di combustibile presenti al suo interno.

La Tepco ammette: probabili fori e crepe nei reattori 1 e 2

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Paolo Tosatti

FUKUSHIMA. Secondo la società elettrica i contenitori che ospitano le barre di combustibile sarebbero stati bucati dalla fusione delle aste. E i livelli di cesio 134 nella centrale destano timori.

Fori grandi come una palla da baseball negli involucri di contenimento delle barre di combustibile dei reattori numero 1 e numero 2 di Fukushima. Si susseguono a un ritmo sempre più serrato le rivelazioni della Tepco sui danni subiti dalla centrale nucleare giapponese.

Rischio nucleare anche nell’impianto di Onagawa

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Paolo Tosatti

GIAPPONE Il recente sisma ha causato la fuoriuscita di acqua radioattiva nella centrale della prefettura di Miyagi. Danneggiato il sistema di alimentazione elettrica, ma reggono i generatori ausiliari

Si allarga l’emergenza nucleare giapponese: dopo Fukushima ora è la centrale di Onagawa a destare preoccupazioni.

Fukushima, ora anche il mare è radioattivo

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Paolo Tosatti

GIAPPONE. Livelli 3.355 volte superiori al limite nelle acque a 300 metri dall’impianto. Il governo dispone un piano di verifica di tutti i reattori presenti nel Paese. E gli Stati Uniti inviano dei robot.

I livelli di iodio radioattivo nel mare, a 300 metri dalla centrale di Fukushima, sono 3.355 volte superiore al limite di legge. È con questa notizia che Hidehiko Nishiyama, vicedirettore dell’Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese, ha iniziato ieri il briefing di aggiornamento sulla situazione della crisi nucleare in corso. Una dichiarazione che, nonostante i tentativi di minimizzare da parte del funzionario, introduce una nuova incognita nella già complicata gestione dell’emergenza.

Radioattività e scosse. Oggi la nube in Europa

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Diego Carmignani

FUKUSHIMA. Ripristinata l’elettricità nella centrale. Il sistema di raffreddamento può ora ripartire. Ma nell’acqua marina si registrano alte radiazioni e dai reattori continuano ad uscire fumo e vapore.

Tra continue scosse di terremoto e stime di lungo termine sulle conseguenze dei danni provocati alla centrale, il bollettino da Fukushima si è aggiornato ieri con relativamente buone notizie. I sei reattori sono stati tutti ricollegati all’elettricità di un alimentatore esterno. A renderlo noto è la Tepco, società che gestisce la centrale: una fase che permetterà nelle prossime ore di rafforzare l’impegno per portare la crisi sotto controllo e far ripartire i sistemi di raffreddamento.

Reattori Epr a rischio Chernobyl. L’Edf francese lo sa e non lo dice

Simonetta Lombardo

NUCLEARE. Greenpeace rende noto un rapporto sulla sicurezza dei reattori d’Oltralpe in cui si evidenzia che abbassare la potenza al minimo (per spendere di meno) rende possibile la stessa meccanica dell’incidente alla centrale ucraina.

Il nucleare italiano non ingrana. A un mese dalla firma di Napolitano del decreto sulla localizzazione delle nuove centrali, non c’è stata ancora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale che lo farebbe entrare in vigore, come denunciano ieri i senatori Francesco Ferrante e Roberto Della Seta del Pd.

Le grandi cifre del nucleare

Paola Mirenda

SUDAFRICA. La nazionale Dcd Dorbyl firma un accordo con la Westinghouse per la costruzione congiunta di nuovi reattori. L’esecutivo però avverte: ripartirà con il programma atomico solo quando avrà fondi sufficienti per 20 centrali.

Non sarà ancora l’accordo miliardario che la Westinghouse aspetta da anni, ma il memorandum di intesa firmato il 24 febbraio tra la corporation nippo-statunitense e la sudafricana Dcd Dorbyl per la collaborazione nella costruzione di reattori nucleari segna sicuramente un punto a favore nella battaglia contro la francese Areva per l’appalto delle centrali nel Paese africano.

Clima e terremoti. L’atomo Usa a rischio

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Simonetta Lombardo

CLIMA - COPENAGHEN. I reattori Westinghouse sono poco sicuri in caso di eventi climatici estremi e terremoti. La Nuclear regolatory commission li boccia. Ma Scajola ha appena firmato un accordo di cooperazione.

L’agenzia nucleare statunitense boccia i nuovi reattori Westinghouse perché non sono in grado di reggere agli eventi climatici estremi, oltre che ai terremoti. Insomma, è soprattutto il cambiamento climatico a rompere le uova nel paniere dell’industria americana, che con questa condanna pendente sulla testa è costretta a rivedere tutti i suoi piani sul reattore Ap1000 (il numero sta per i megawatt prodotti) e a bloccare ben 14 progetti di costruzione negli Stati Uniti.

Infuria la guerra dell’atomo

Matteo Alviti da Berlino

GERMANIA Secondo la legislazione vigente, nei prossimi 11 anni i 17 reattori in attività dovrebbero spegnersi. Ma i partiti del futuro governo di centrodestra vogliono prolungare i termini. Anche se i sondaggi dicono che i cittadini sono contrari.

In Germania infuria la battaglia sul nucleare. A colpi di studi rassicuranti da una parte e rivelazioni scottanti dall’altra, le grandi compagnie del settore energetico combattono contro le associazioni ambientaliste e i movimenti anti atomo. Depositi di scorie illegali all’estero, strategie per allungare oltre i termini previsti dalla legge la vita delle centrali più datate. Sono solo gli ultimi episodi di un confronto durissimo, con interessi miliardari in ballo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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