Manovra, dalle Marche ricorso alla Consulta

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Michele Fiorito

REFERENDUM. Il consiglio approva la mozione dei Verdi contro la privatizzazione dei servizi pubblici. La Regione farà ricorso alla Corte.

L'assemble legislativa delle Marche ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal capogruppo dei Verdi, Adriano Cardogna, che impegna la giunta regionale a ricorrere alla Corte Costituzionale contro la manovra finanziaria nazionale dello scorso agosto, per renderla illegittima. La parte del provvedimento contestata dal Sole che ride è quello che riguarda i servizi pubblici locali, che tali debbono rimanere secondo quanto deciso dagli italiani con il referendum di giugno, mentre il governo, viceversa, vorrebbe privatizzarli.

Grecia/crisi, il giovedì nero di Georgiou Papandreu

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Enrico Campofreds

ATENE. Marcia indietro clamorosa e a sorpresa del premier: il referendum popolare sugli aiuti dell’Europa non si farà più. Ora c’è chi vuole la sua testa. Ma le dimissioni restano nel cassetto.

Peggio delle fibrillazioni delle Borse le notizie provenienti dai palazzi ateniesi hanno registrato altalenanti colpi di scena su cui la speculazione finanziaria può ulteriormente giocare. Il premier greco Georgiou Papandreu ha innescato una retromarcia disdicendo quel eferendum popolare sugli aiuti dell’Europa che aveva lanciato quarantott’ore prima e che aveva provocato il catastrofico sisma dei mercati internazionali.

Il referendum sulla crisi infiamma la Grecia (e l’Ue)

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Tiziana Guerrisi

EUROZONA. La proposta di Papandreu piace al Parlamento di Atene. Meno a Parigi, Londra o Bruxelles. Per Zoellick (World Bank) è un «lancio di dadi». Barroso si appella all’unità del Paese.

Il referendum popolare greco sulle misure di austerity chieste da Bruxelles, nel tentativo di un ultimo salvataggio in extremis della Grecia, ci sarà forse già il 4 o l’11 dicembre. Ma intanto da Bruxelles e non solo arrivano reazioni stizzite per una decisione che complica il quadro e innervosisce non poco le borse: anche quelle asiatiche ieri hanno segnato un evidente calo seguendo la scia dei crolli delle Piazze europee e di Wall Street.

A Cannes il giorno della verità per l’Italia

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Luca Bonaccorsi

MERCATI. Grande attesa per le misure che presenterà il governo Berlusconi. Dopo l’annuncio choc del referendum greco, è a Roma che si decide il futuro dell’euro, dell’Europa e della recessione.

Davvero tante le questioni sul tavolo del G20 oggi a Cannes. In cima alla lista, sebbene non la più importante, c’è il referendum a sorpresa indetto da Papandreu. Ieri in serata circolava la notizia che l’Ue avesse deciso di bloccare l’erogazione della sesta tranche del prestito ad Atene (fino all’esito dell’ipotetico referendum).

Napoli ripubblicizza mentre altre privatizzano

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Michele Fiorito

ACQUA. Il sindaco di Salerno dà il 40 per cento dei servizi al mercato. I comitati referendari temono la stessa cosa a Civitavecchia, mentre Genova e la Puglia non tolgono la remunerazione.

I comitati per l’acqua pubblica annunciano il loro ritorno in piazza. Il motivo è semplice: alcune amministrazioni starebbero disattendendo il referendum di giugno con il quale gli italiani si sono espressi a larga maggioranza contro la privatizzazione. Partiamo da Salerno, città campana spesso indicata come oasi felice virtuosa, governata da Vincenzo De Luca (Pd), sindaco “sceriffo” al suo quarto mandato.

Ilva, il Consiglio di Stato riapre al referendum

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Fulvio Colucci

TARANTO. I giudici di Palazzo Spada ribaltano la decisione del Tar di Lecce. I comitati fissano già la data per le urne: la prossima primavera.

Il referendum Ilva ora sembra a portata di mano. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso contro la sentenza del Tribunale amministrativo regionale di Lecce con la quale si “sbarrava” la strada al voto dichiarando la propria competenza a decidere e dando ragione a Confindustria, Ilva e sindacati (Cgil e Cisl) i quali ritenevano non regolare la raccolta delle firme. Secondo il Consiglio di Stato non è il giudice amministrativo, ma quello ordinario, a doversi esprimere in materia.

«Inammissibili o no, i quesiti hanno valore politico»

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Dina Galano

L'ANALISI. Per il professor Michele Ainis è alto il rischio di bocciatura da parte della Consulta: «La mera abrogazione del Porcellum creerebbe un vuoto normativo insostenibile in materia elettorale».

Depositate le firme in Cassazione, l’iniziativa popolare per l’abrogazione della legge Calderoli rischia l’impasse. Il passaggio di fronte alla Corte Costituzionale, infatti, potrebbe determinare l’inammissibilità dei quesiti referendari, impedendo in ultima istanza la chiamata alle urne. Suo malgrado, il professor Michele Ainis, docente di diritto pubblico all’Università di Roma 3 e autore di numerosi saggi su diritto e Costituzione, riporta a misura la posta in gioco.

Anche Maroni pro referendum: «Segnale forte»

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Dina Galano

PORCELLUM. Il ministro leghista «impressionato dal numero di firme» apre alla riforma. Il Pdl non cede: «Sì preferenze, ma si indichi il premier». Entro gennaio 2012 la Corte Costituzionale valuterà l’ammissibilità dei due quesiti referendari.

Manca soltanto la resa di Roberto Calderoli. Il fronte interno al Carroccio che fa perno sulla figura del ministro dell’Interno Roberto Maroni ieri ha ricevuto l’ordine di riposizionamento sulla questione della legge elettorale. «Sono rimasto impressionato dal numero di firme raccolte in così poco tempo, questo è un segnale forte», ha dichiarato ieri Maroni aggiungendo di essere «dell’opinione che vada ascoltato e che si debba procedere al referendum».

Miracolo referendum: oltre il milione di firme

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Eloisa Covelli

LEGGE ELETTORALE. Probabile voto la prossima primavera per abolire il “porcellum” e tornare al “mattarellum”. Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, plaude al risultato.

«Una diversa legge elettorale può facilitare il ritorno della fiducia nelle istituzioni. Il sistema elettorale vigente ha rotto il rapporto di responsabilità tra elettore ed eletto», anche Giorgio Napolitano plaude al risultato dei referendari, che ieri hanno consegnato in tre furgoni le firme per modificare il “porcellum”. Come avevano preannunciato i promotori, le adesioni hanno superato il milione.

Porcellum addio pronte le firme per il referendum

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Eloisa Covelli

POLITICA. Il Pdl accelera per modificare la legge elettorale in Parlamento. Si teme il “mattarellum”.

«E' accaduto un miracolo, perché nessuno riteneva credibile che avremmo raggiunto l’obiettivo delle 500mila firme e invece sono già pronte in 199 scatoloni per essere consegnate». Esulta il professore Andrea Morrone, presidente del comitato del referendum per modificare il “porcellum” alla vigilia della scadenza dei termini. Oggi alle 12 i referendari saranno davanti alla Suprema Corte per consegnare «un milione di firme» dice Antonio Di Pietro.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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