La mannaia dei tagli sui Parchi

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Giannandrea Mencini (Terra Nord Est)

AMBIENTE. La riduzione dei fondi alle Regioni destinati alle aree protette mette in grande difficoltà l’intero settore nella regione.

Duro momento per i parchi triveneti. La crisi economica, i tagli dei fondi alle regioni mettono in crisi le aree protette del nostro territorio. Il Parco dei Colli Euganei, il più esteso del Veneto, seppur lacerato da polemiche e continui scontri fra i 15 comuni interessati dall’area protetta, dopo i tagli pesanti chiede lumi al Presidente regionale Luca Zaia.

Il governo taglia i fondi. E i pendolari vanno a piedi

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Valentino Conti

TRASPORTO LOCALE. Tariffe triplicate, meno corse e mezzi sempre più vecchi. Ecco gli effetti disastrosi della riduzione delle risorse per le Regioni. I dati choc di un dossier di Legambiente.

Prezzi di biglietti e abbonamenti raddoppiati o in alcuni casi triplicati. Milioni di pendolari appiedati e costretti a scegliere l’auto per andare in ufficio o fare commissioni. Il mezzo privato, così, diventa progressivamente sempre più concorrenziale e l’opzione da preferire. Queste le conseguenze dirette dei tagli inseriti nella manovra finanziaria a danno del trasporto locale.

Mense, pasticcio italiano sul progetto “Frutta nelle scuole”

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Alessandro De Pascale

IL CASO. Regioni contro il ministero dell’Agricoltura. Contestano la scelta della confezione monodose per gli alunni, con un eccessivo consumo di imballaggi e di risorse energetiche.

Il terzo bando del programma di educazione alimentare “Frutta nelle scuole” è stato appena pubblicato ma ha già attirato un coro di critiche. I presidenti di quattro Regioni del Nord (Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta) e quelli delle Province di autonome di Trento e Bolzano hanno infatti scritto al ministro dell’Agricoltura, Francesco Saverio Romano, per «esprimere» la loro «completa insoddisfazione».

Sardegna e Consulta Doppio stop al nucleare

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Diego Carmignani

REFERENDUM. Dopo il plebiscito sardo, oggi alla Camera il voto sul decreto omnibus, che prevede la finta marcia indietro sulle centrali. Ma la Corte ha già accolto i ricorsi di tre Regioni contro l’atomo.

Sì al 97,14 per cento, No al 2,85. Al momento di andare in stampa, ieri, non ci è stato possibile dare i numeri ufficiali di una vittoria schiacciante, oltre ogni più rosea aspettativa: quella con cui la regione Sardegna ha espresso la propria contrarietà alle centrali nucleari nel proprio territorio, facendo da perfetta apripista alla scadenza referendaria nazionale del 12 e 13 giugno prossimi.

Rinnovabili, le Regioni criticano il governo

Giuliano Rosciarelli

IL CASO. Rinviato l’incontro con l’esecutivo. Il presidente della Conferenza Vasco Errani: «Abbiamo chiesto una settimana di tempo. Troppi punti di criticità». Il settore rischia il blocco.

Per avere il parere definitivo delle Regioni sul nuovo Conto energia bisognerà aspettare ancora una settimana, ma certo il decreto partorito dal ministro Romani non naviga in buone acque. L’atteso incontro con il governo era previsto per ieri ma di tutto si è parlato tranne che del contestato decreto che rivoluziona il sistema degli incentivi per il settore delle energie rinnovabili e in particolare per il fotovoltaico.

E il conto energia va all’esame delle Regioni

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Giuliano Rosciarelli

TARIFFE. Il testo stabilisce i criteri per incentivare la produzione elettrica da impianti solari fotovoltaici. L’obiettivo è  di 23mila Megawatt con un pacchetto incentivi di 6-7miliardi l’anno.

Lo stesso giorno in cui il governo annuncia la moratoria sul nucleare (per un anno), il testo del nuovo Conto energia approda sulle scrivanie degli uffici tecnici delle Regioni. Venticinque articoli e una serie di allegati che ruotano attorno alla definizione delle nuove tariffe.  Uno schema ancora abbozzato che verrà esaminato in via ufficiale oggi alla Conferenza Stato-Regioni. Il testo stabilisce i criteri per incentivare la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici.
 

Le Regioni si oppongono al modello Manduria

Dina Galano

ACCOGLIENZA. Nell’incontro governo-autonomie, gli amministratori hanno detto no alle tendopoli. In quella pugliese ieri sono arrivati altri 2.300 migranti. Bonelli, Verdi: «E' stato creato un lager».

Servirà un’altra riunione, fissata per martedì prossimo, perché l’accordo tra Regioni e governo su come ripartire i migranti sul territorio non si è ancora trovato. Ieri, di fronte al presidente del Consiglio Berlusconi, al ministro dell’Interno Maroni e a quello dei rapporti con le Regioni Fitto, i governatori d’Italia hanno fatto fronte comune bocciando il piano per l’accoglienza calato dall’alto.

Emergenza infinita: seimila tunisini sull’isola

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Alessia Mazzenga

LAMPEDUSA. Le Regioni pronte ad accogliere fino a 50mila migranti dopo l’incontro di ieri al Viminale con il ministro Maroni. Save the children: «Priorità ai minori. Sono oltre 200 sull’isola».

A Lampedusa è sempre più emergenza. Dopo un mese di sbarchi sull’isola il numero di migranti rischia di superare quello degli abitanti. Dopo soli tre mesi dall’inizio dell’anno il numero ha superato di oltre tre volte  quello  dell’intero anno passato. Sono 15mila i migranti giunti in Italia quest’anno, di cui la maggior parte tunisini approdati a Lampedusa, contro i 4mila dell’anno scorso. E  Lampedusa è al collasso. Si parla di 4.762 persone contro una popolazione di 5.870.

Croce rossa, la ricetta del commissario Rocca

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Enrico Campofreda

INTERVISTA. Dal riordino alla stabilizzazione dei precari. Ecco il piano per l’ente. «Non chiedete certezze. Il futuro, pubblico o privato che sia, dipende dalle condizioni economiche delle Regioni».

Commissario Rocca, chi lavora in Croce rossa aspetta da tempo il suo piano di riordino, quando arriverà?
Dipende dal Decreto Legislativo che stiamo attendendo e s’accompagnerà al coivolgimento delle parti sociali previsto normativamente. Purtroppo negli ultimi tempi abbiamo registrato un susseguirsi di leggi, secondo quella “taglia-enti” (Dl 112/08) avremmo già dovuto avere una trasformazione poi è stata approvata la più ampia riforma di Croce Rossa. Il riordino deve avvenire entro il novembre del 2011.

Il mantra della sanità federale

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Dina Galano

FEDERALISMO. Il Consiglio dei ministri ha vagliato il decreto attuativo, devolvendo alle Regioni fisco e servizio sanitario. Un accorpamento «sbagliato nel metodo» secondo Vasco Errani che avverte: «Restano forti criticità»..

Secondo le prime indiscrezioni, il Piano sanitario nazionale prossimo alla pubblicazione confermerà la preoccupazione per gli organici di Asl e ospedali: è allarme medici, quando la forbice tra pensionamenti e numero di immatricolazioni nelle Facoltà di Medicina e Chirurgia lascerà un buco tale che le prestazioni essenziali non saranno più garantite. Nel 2018, prevede il Piano, mancheranno 22mila medici.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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