«Teheran liberi subito Panahi»

APPELLO. La petizione, che verrà indirizzata ad Ahmadinejad, raccoglie molte iniziative come l’appello “Protestiamo per l’arresto di Jafar Panahi”, che ha già raccolto su facebook oltre 7.500 firme.

E' rinchiuso all’interno della cella numero 209 del carcere di Evin il regista iraniano Jafar Panahi. “Colpevole” di aver girato un documentario sulle manifestazioni contro la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad. Insignito a Venezia del Leone d’oro, Panahi è stato arrestato con moglie, la figlia e altre 15 persone, ospiti in casa sua, dopo la mezzanotte del primo marzo scorso nella sua residenza privata. «È la logica del colpirne uno per educarne cento» denuncia il regista Ugo Gregoretti.

Il cinema violento e visionario di Schrader

taxi_driver.jpg
Alessia Mazzenga

PERSONAGGI. Autore di soggetti struggenti, realizza film spiritualmente densi, per quanto riguarda il tormento di personaggi alla ricerca di salvezza in un mondo violento.

Mentre è di questi giorni la notizia di un ridimensionamento a livello economico e di contenuto della prestigiosa sezione del Festival di Roma, L’Altro Cinema/Extra, curata da Mario Sesti e dedicata alle scoperte, al fuori formato e alla sperimentazione, il critico continua a organizzare alcuni degli incontri più interessanti della Capitale con gli appuntamenti del suo ormai celebre Viaggio nel cinema americano alla Casa del cinema di Roma.

Iran, arrestato il regista Panahi

Iran.jpg
Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Vincitore nel 2000 del Leone d’oro a Venezia e autore di alcuni film di denuncia, l’uomo è
stato prelevato ieri dalle autorità. È accusato di crimini minori. Con lui sono state portate via la moglie e la figlia.

E' stato il suo giorno di gloria: Mohammed Ali Ramin, viceministro della Cultura e della stampa, ieri ha fatto tabula rasa del dissenso interno a colpi di telefonate, requisizioni, arresti e chiusure forzate. Primo a farne le spese, il regista Jafar Panahi, 49 anni, conosciuto in Occidente per il lungometraggio Il cerchio, che nel 2000 gli è valso il Leone d’oro.

I film "maschili" della sensibile Bigelow

Alessia Mazzenga

IL RITRATTO. In grado di unire in modo originale una regia “maschile”, frenetica, tesa, di forte intensità a una sensibilità “femminile” in grado d’indagare trame di complessa profondità, la Bigelow è stata definita dal Chicago Tribune «un talento unico».

Pittrice, attrice, sceneggiatrice e regista Kathryn Bigelow è un’ autrice di culto in America. Definita dal Chicago Tribune «un talento unico», la Bigelow, effettivamente, film dopo film è riuscita a convincere tutti riguardo le sue straordinarie capacità tecniche e visive.
 

Abbracci spezzati tra passioni e citazioni

almodovar.png
Flore Murard-Yovanovitch

CINEMA. Pedro Almodóvar propone una cerebrale riflessione sul suo mestiere di regista senza il tocco magico di altri film. Una confessione amara.

Professione fotoreporter

reporter.png
Diego Carmignani

CINEMA. Triage, un’altra “altra guerra” firmata dal regista bosniaco Danis Tanovic. Lontano dagli alti livelli di No man’s land

Il termine francese triage (in italiano, smistamento) è un sistema per selezionare i soggetti coinvolti in infortuni, secondo la loro gravità. Lo conosce bene il dottor Talzani, unico giudice inamovibile nel campo di soccorso dove lavora: finisce chi non è curabile con un colpo di pistola e risparmia chi se la può cavare. Siamo nei luoghi degli scontri fra iracheni e curdi sul finire degli anni Ottanta e ci dà contezza dei fatti l’occhio clinico del fotoreporter di guerra David, irlandese a caccia di scoop nei più pericolosi scenari bellici.

«Il mio “Puccini e la fanciulla” appena prima dei tagli»

benvenuti+cast.png
Alessia Mazzenga

INTERVISTA A colloquio con il regista Paolo Benvenuti sul cinema italiano, il ridimensionamento dei fondi allo spettacolo deciso dal governo e il suo ultimo film che non uscirà nelle grandi sale ma solo in un circuito minore.

 

«Nel mio film racconto la voglia di uscire dall’isolamento»

Mohammad-Rasoulof.png
Alessia Mazzenga

CINEMA
— Intervista al regista iraniano presente a Roma in occasione del Film Festival Senza Frontiera che si è svolto presso la Casa del cinema. —

Quando trent’anni fa il popolo iraniano si ribellò allo scià ci fu un movimento simile a quello cui stiamo assistendo in questi giorni. Anche in quel caso molte classi sociali si unirono per far cadere il potere, ma per le condizioni molto particolari di quei tempi il capo religioso Khomeini approfittò del suo carattere carismatico, prese in mano il potere e lo consegnò ai religiosi.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31
OpinioneIl precariato nella tragedia della Concordia
da pietro ancona
 - 15/01/2012 - 12:29