relitti

Indagine subacquea al largo delle Eolie

Maria Luna Moltedo
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ARCHEOLOGIA. Nelle ultime settimane sono stati scoperti quattro relitti di epoca greco-romana nell’arcipelago tra Capo milazzese e l’isola di Basiluzzo, nelle acque di Panarea. Decisiva la collaborazione con la Fondazione statunitense Aurora Trust. Un’ulteriore dimostrazione che dal ridisegno del rapporto pubblico-privato passa la nuova frontiera della tutela e della valorizzazione dei beni culturali.

Splendide testimonianze del passato emergono dai fondali delle isole Eolie. Sin da età preistorica, grazie alla loro posizione geografica, le Eolie hanno avuto un importante ruolo nelle rotte commerciali che interessavano ad ampio raggio il Mediterraneo da Oriente a Occidente passando attraverso lo stretto di Messina. Punti insidiosi per la navigazione erano la secca di Capistello e la secca del Bagno di Lipari, oltre alla secca di Capo Graziano di Filicudi.
 

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Nave dei veleni, un sub denuncia «Troppe anomalie in quei filmati»

Sara Dellabella
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INTERVISTA. Secondo l’esperto di relitti, tra le riprese della Regione Calabria e quelle del ministero dell’Ambiente non ci sono punti di convergenza. La vicenda è stata chiusa frettolosamente e nessuno ha potuto verificare i lavori.

Francesco Sesso è un sub calabrese esperto di immersioni e recupero di relitti. In un colloquio telefonico gli abbiamo chiesto di analizzare insieme i filmati del Rov del Ministero dell’Ambiente sul relitto di Cetraro. La vicenda secondo Sesso è stata chiusa troppo in fretta, in genere per questi tipi di rilevamento servono alcuni giorni.

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«Navi tossiche, servizi segreti, europeizzazione della ’ndrangheta»

Nicola Mirenzi
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RIFIUTI TOSSICI Enzo Ciconte, storico della Criminalità organizzata. «Bisogna andare a fondo. La riapertura delle inchieste sulle imbarcazioni piene di scorie radioattive nel mare di Calabria dimostra che la criminalità di quella regione ha ramificazioni internazionali».

Questa vicenda conferma che nei decenni precedenti la ’ndrangheta è riuscita a penetrare silenziosamente in tutto il continente europeo».

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Navi dei veleni e scorie. Tutti i rischi dell’atomo

Massimo Serafini
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L’ANALISI Dietro il ritrovamento del mercantile a Cetraro, la questione irrisolta dei rifiuti radioattivi. Proprio ora che Berlusconi ha decretato il ritorno al nucleare.

Com’è possibile che la fede nuclearista del governo Berlusconi, in particolare quella del suo ministro dell’Industria Scajola, non sia stata scalfita dalla vicenda delle navi cariche di veleni e scorie radioattive, affondate dalla malavita nei mari calabresi? Nessuno pretende, ministro, né tanto meno ce l’aspettiamo dall’inesistente ministro dell’Ambiente, un ripensamento della decisione presa di riportare il Paese nell’incubo nucleare ma almeno una presa di posizione chiara sì.

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«All’appello mancano 30 mercantili»

Elida Sergi
INTERVISTA L’assessore all’Ambiente della Regione Calabria Silvio Greco attacca il governo: «Dal ministero avevano annunciato l’invio di una task force che però al momento ancora non si è vista». Esclusi rischi per la balneabilità.

«Il governo italiano è totalmente impreparato a gestire il caso degli affondamenti delle navi dei veleni. Auspichiamo un interessamento da parte dell’Unione europea, visto che la questione riguarda l’intero Mediterraneo». Silvio Greco, biologo marino di fama internazionale, ricercatore dell’ex Icram (istituto ora confluito nell’Ispra) e dalla scorsa estate assessore all’Ambiente della Regione Calabria, è molto duro con il governo italiano. E lancia l’allarme.

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