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Veleni e silenzi di Stato. Così le navi continuano a uccidere

Vincenzo Mulè
RIFIUTI A venti giorni dalla scoperta del primo relitto nei fondali di Cetraro, il ministero dell’Ambiente brilla per il silenzio. Wwf e una mozione bipartisan chiedono al governo un cambio di marcia: «è un’emergenza nazionale».

Un errore di circa 350 metri. Grazie al quale è stato possibile riaprire il caso della nave dei veleni. Sono infatti 0,2 le miglia marine che separano il punto del fondale dove è stata rinvenuta quella che sembra essere la Cunsky dalle acque internazionali.

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Anche l’Aspromonte e la Basilicata nel dossier dei veleni

Vincenzo Mulè
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RIFIUTI TOSSICI La scoperta del relitto nei fondali al largo di Cetraro costringe tutti a tornare a riconsiderare le dichiarazioni di Francesco Forti, il pentito della ’ndrangheta grazie al quale è stato possibile risalire alla nave.

 

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C’era rimasto solo il mare. È diventato la tomba dei veleni

Mauro Minervino
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CALABRIA Il ritrovamento al largo di Cetraro del relitto di quello che sembra essere il mercantile Cunsky toglie ogni dubbio: le acque del Tirreno sono state utilizzate come enorme pattumiera, dove affaristi e criminalità si arricchivano.

L’apoteosi delle catastrofi ambientali nella regione più disamministrata d’Italia. Dove spadroneggiano le mafie e la politica, di tutti gli schieramenti, finora si è mostrata concordemente inetta non solo a governare e salvaguardare i territori e le risorse ambientali per il bene comune, ma anche più lontana dal dare segni di speranza alla gente perbene, incapace com’è di compiere quello scatto di discontinuità democratica e di reazione civile necessario a cambiare davvero il sistema.

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