Onu: la repressione in Siria ha ucciso più di 5mila persone

navy.jpg
Viola Cremaschi

MEDIO ORIENTE. «Bisogna denunciare i crimini contro l’umanità alla Corte penale internazionale». L’Alto commissario per i Diritti umani, Navi Pillay, critica l’inerzia del Consiglio di sicurezza.

«In agosto avevo dichiarato che in Siria erano state uccise 2.500 persone. Oggi ho riferito che i morti sono oltre 5.000. La violenza deve finire». Con queste parole l’Alto commissario Onu per i Diritti umani, Navi Pillay, si è espressa ieri al termine di una riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza dedicata alla situazione Siria. La Pillay ha presentato una relazione ai Quindici, accusati di «responsabile inerzia» dall’ambasciatore francese presso le Nazioni unite. Tra le vittime «sono oltre trecento i bambini».

Cittadini Usa via dalla Siria. Ancora morti nelle proteste

6.jpg
Susan Dabbous

MEDIO ORIENTE. La decisione del Dipartimento di Stato è dovuta alla instabilità politica. Il regime continua a reprimere l’opposizione: 32 le vittime solo ieri. L’Onu: «La misura è colma».

Evacuare. Dopo mesi di indugi dagli Stati Uniti è arrivato ieri l’ordine a tutti i cittadini americani in Siria di lasciare «immediatamente» il Paese «finché sono ancora disponibili mezzi di trasporto commerciali».

Ankara, il governo deciderà se agire contro l’alleata Damasco

AP110621148201.jpg
Enrico Campofreda

MEDIO ORIENTE. Si riunisce oggi il Consiglio di sicurezza che prevede dure ritorsioni contro il presidente Bashar Assad se non cesserà la repressione. La Turchia ospita 7mila profughi siriani.

Bashar Assad s’è mostrato sorridente davanti alle telecamere nel ricevere gli applausi dei fidati sostenitori di apparati di governo e repressione, però il suo isolamento internazionale si fa totale. Non solo l’Occidente ora anche vicini importanti come la Turchia, rimasti per mesi a guardare, non sembrano più disposti a tollerare una situazione che introduce scenari destabilizzanti per una regione già piena di tensioni. Il governo di Ankara è preoccupato per i profughi alle frontiere.

Damasco, Arabia Saudita e Kuwait ritirano l’ambasciatore

AP110801013399.jpg
Susan Dabbous

SIRIA. Dopo il massacro di domenica, in cui sono state uccise almeno 60 persone, continua l’assedio della città di Deir el Zor. Dura la condanna dei Paesi del Golfo. Anche il Bahrein si unisce.

Nonostante le pressioni internazionali sul regime di Bashar al Assad, i suoi carri armati tirano dritto. Seguendo la decisione presa domenica sera dal re Abdullah dell’Arabia Saudita, anche il Kuwait e il Bahrein hanno ritirato l’ambasciatore da Damasco. L’Italia resta l’unico Paese occidentale ad aver adottato la stessa misura. E neanche il biasimo della Lega araba, che ha espresso «preoccupazione per le violenze», è riuscito a incrinare il disegno repressivo del governo.

Mubarak, al via il processo. L’ex rais rischia la pena capitale

AP110803014197.jpg
Susan Dabbous

EGITTO. Il “faraone” compare davanti ai giudici per rispondere, con i figli, delle accuse di corruzione e della sanguinosa repressione dello scorso inverno. In piazza Tahrir i cittadini hanno seguito l’evento epocale su un megaschermo.

Come il suo defunto collega iracheno Saddam Hussein, rischia la pena capitale. In questo caso, però, le sue precarie condizioni di salute potrebbero indurre il tribunale a una condanna diversa. Sei mesi dopo la rivolta che lo ha obbligato alle dimissioni, l’ex presidente egiziano Hosni Mubarak si è presentato al suo processo che ha preso il via al Cairo.

Siria, più di un milione in piazza contro Assad

AP110715117575.jpg
Susan Dabbous

MEDIO ORIENTE. Diciottesimo venerdì di protesta nel Paese. Ad Hama, nel Nord, la manifestazione più grande: oltre 400mila persone. Le forze di sicurezza sparano e uccidono 17 civili.

Ennesimo venerdì di protesta finito nel sangue. Quello di ieri per l’esattezza era il diciottesimo. A morire sarebbero stati almeno 17 manifestanti. «Nove civili sono morti a Damasco - ha specificato Abdel Karim Rihaoui della Lega siriana per i diritti dell’uomo - altri tre a Idlib nel nord-ovest, due a Daraa, nel Sud, tre a Douma, vicino alla capitale. Una quarantina di persone, invece, sono rimaste ferite».

Accolti i siriani al confine. La Turchia contro Assad

AP11061311405.jpg
Susan Dabbous

SIRIA. Sono ormai 7mila i profughi in fuga dai massacri. Secondo i difensori dei diritti umani, è di almeno 1.300 morti il bilancio della repressione da parte del regime dall’inizio delle rivolte.

Ripreso il controllo di Jisr al-Shughur, la città a nord Ovest del Paese nei pressi del confine turco, l’esercito siriano ha continuato la repressione della rivolta antiregime inseguendo le «bande armate» fin sulle montagne. Questa la versione ufficiale, l’unica in assenza di osservatori e media internazionali. Di bande armate, però, non ce n’è neanche l’ombra. Gli unici ad essere rimasti nell’agglomerato urbano in mezzo agli oliveti della regione dell’Idleb sono solo i civili che non sono riusciti a passare il confine verso la Turchia. Dove ormai si trovano quasi 7mila profughi. I soldati stanno perquisendo le famiglie casa per casa. Jisr al-Shughur è caduta così, dopo tre giorni di assedio: l’esercito, appoggiato dagli elicotteri e da 200 carri armati, ha sferrato due lunghi attacchi, anche dal cielo, iniziati domenica mattina e conclusi solo ieri all’alba.

Continua sul giornale in edicola...

«Cina: è quella dei diritti umani la sfida più grande»

AP11050208253.jpg
Paolo Tosatti

L'INTERVISTA. A colloquio con la professoressa Raquel Vaz-Pinto, insegnante presso l’Institute for political studies dell’Universidade catolica portuguesa e autrice del libro La Grande Muraglia e l’eredità di Tiananmen, la Cina e i diritti umani. 

Professoressa presso l’Institute for political studies dell’Universidade catolica portuguesa, Raquel Vaz-Pinto è da anni impegnata nella ricerca nel campo dei diritti umani. Dopo essersi laureata con una tesi intitolata “Società internazionale, standard di civiltà e abolizione della pena di morte”, ha conseguito un master in Politica internazionale alla School of oriental and african studies di Londra.

Nuove proteste contro il regime. La polizia spara e fa tre morti

pag 5.jpg
Ester Adorno dalla Siria

SIRIA. Un’altra giornata di sangue e rivolte nel Paese. Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco nella città di Tall Kalakh, vicino Homs, uno degli epicentri della rivolta anti-governativa.

Sono scesi in piazza in ottomila a Homs per i tre morti dei giorni scorsi. Una tale marea umana, in questo Paese che non aveva mai protestato in venti anni, che l’esercito ha dovuto spostare le postazioni. Se questa è la pace promessa da Bashar al Assad quando ha dichiarato che da venerdì l’esercito avrebbe deposto le armi, ha il sapore di questi giorni di pioggia, e di pacifico non ha nulla. L’esercito spara, non ha affatto smesso.

Siria, continua la protesta. Il regime ora teme Sarkozy

SIRIA PROTESTE.jpg
Ester Adorno da Damasco

RIVOLTE. Ancora un morto a Homs, assediata da cinque giorni, nonostante la promessa del governo di non sparare. Si continua a scendere in strada malgrado “squadracce” e rigidi controlli. Cristiani e sciiti sempre più schierati con il governo che tenta di bollare la protesta come “islamista”.

L'autista si lascia sfuggire una bestemmia quando la macchina si spenge per l’ennesima volta. Ha fretta di lasciare Homs. Intorno, la stazione è praticamente deserta. Nessuno può lasciare la città e al viaggio si aggregano soltanto un paio di adolescenti mostrando un permesso scritto. La terra a Homs non trema più, al posto dei bombardamenti di due giorni fa c’è soltanto il rumore di una pioggia fina che continua a cadere sui miliziani appostati a ogni angolo dell’autostrada che fende la piana. Ce n’è per tutti i gusti.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31