Gli Usa e il climate change. Una difficile partita politica

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Emanuele Bompan

INCHIESTA. I tagli voluti dai Repubblicani al Dipartimento di Stato e alle agenzie Onu per il clima metterebbero a rischio la lotta al global warming. Ecco i protagonisti del braccio di ferro.

Gli Usa rivestono da sempre una posizione controversa all’interno dei negoziati sul clima, promossi all’interno dell’Unfccc, la convenzione quadro Onu sul cambiamento climatico. Bill Clinton non riuscì a firmare nessuna legge per diminuire il numero di emissioni climalteranti made in Usa, George W. Bush, per otto anni si oppose strenuamente ad ogni regolamentazione delle emissioni, evitando la ratifica del protocollo di Kyoto.

Usa, alla fine c’è l’accordo. Scongiurato il default

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Emanuele Bompan

ECONOMIA. Il presidente Obama annuncia il deal sul debito. L’intesa però lascia scontenti democratici e repubblicani. Soddisfatto invece il Tea party, che blocca qualsiasi incremento fiscale.

Deal, accordo. È la parola magica che ha messo fine all’incubo default Usa. «Mancano ancora delle importanti votazioni al Congresso, ma voglio annunciare che i leader dei due partiti, nelle due Camere, hanno raggiunto un accordo che ridurrà il deficit ed eviterà il default», ha dichiarato domenica in serata Obama.

Usa, conto alla rovescia per scongiurare il default

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Emanuele Bompan

ECONOMIA. A due giorni dalla dead-line di martedì, il Congresso è ancora lontano da un accordo sull’innalzamento del tetto del debito pubblico. In caso di stallo, Obama potrebbe agire d’imperio.

Mancano 2 giorni, e ancora non c’è un accordo definitivo per aumentare il tetto del debito pubblico Usa. Venerdì lo speaker repubblicano John Boehner, dopo numerosi tentativi, ha trovato in tarda serata i voti necessari per far passare alla Camera il piano da lui ideato, alternativo alla strategia Obama. Un testo, come previsto, dalla vita breve. Due ore dopo il Senato, controllato dai democratici, lo ha respinto, 59-41. Ieri è stato il turno del senatore democratico e leader Henry Reid, che ha tempo fino a domani mattina per arrivare al voto finale.

Debito Usa, parte il conto alla rovescia per evitare il default

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Emanuele Bompan

MERCATI. Non ancora raggiunto l’accordo tra democratici e repubblicani per alzare il tetto legale del debito pubblico. Il nodo resta il rifiuto della destra all’abolizione degli sgravi fiscali per i ricchi.

E' iniziata la settimana finale dello scontro totale tra democratici e repubblicani per aumentare il tetto del debito pubblico americano. Ieri a Capitol Hill sono proseguite le discussioni sull’economia dopo che venerdì lo Speaker of the House John Boehner si era allontanato dal tavolo dei negoziati, sbattendo la porta rumorosamente. Poco gradita la proposta in extremis del Presidente Obama di aggiungere 400 miliardi in nuove entrate.

Obama: «Troviamo un accordo per evitare l’Armageddon»

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Paolo Tosatti

CRISI. Il presidente Usa pressa i Repubblicani per raggiungere un’intesa e scongiurare il default del 2 agosto. L’obiettivo del leader è aumentare il tetto del debito di almeno 4mila miliardi di dollari.

Oltre la catastrofe. Siamo a un passo dalla Geenna, dall’Apocalisse, dall’Armageddon. L’inferno finale di fuoco e di zolfo del default è dietro l’angolo e se non si raggiunge subito un accordo sull’innalzamento del tetto del debito, il 2 agosto gli Stati Uniti d’America perderanno la propria credibilità finanziaria nei mercati di tutto il mondo. Sono scenari biblici quelli che ha evocato ieri Barack Obama durante il suo discorso del sabato alla nazione.

Deficit, continua lo stallo. Obama è a rischio default

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Emanuele Bompan

STATI UNITI. Il presidente preme per alzare il tetto del debito oltre i 14,3 miliardi di dollari, ma i Repubblicani non ci stanno. Il segretario del Tesoro: «Il fallimento dei negoziati non è un’opzione».

Prosegue a Washington lo stallo dei negoziati sul piano di riduzione del deficit e del debito. L’amministrazione Obama preme per alzare il tetto del debito oltre i 14,3 mila miliardi e individuare 4 mila miliardi di tagli in 10 anni. Il tutto con un accordo da siglare entro il 2 agosto, prima delle ferie, per evitare il rischio default. Ma i repubblicani non ci stanno. E a Washington le temperature equatoriali che ieri hanno superato la soglia fatidica dei 100°Farenheit si scaldano ulteriormente. Per il segretario del Tesoro, Tim Geithner, bisogna trovare un accordo.

Verso le presidenziali. Obama sceglie l’Iowa

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Emanuele Bompan

STATI UNITI. Parte la “fase due” della campagna elettorale e si cercano candidati per il 2012. I repubblicani indecisi tra il sostegno a Bachmann e l’appoggio a Palin, vera leader del Tea party.

Obama martedì scorso si è recato presso il maxi stabilimento dell’Alcoa di Davenport, Iowa, per parlare di lavoro e manifattura, ma soprattutto per dare inizio alla nuova fase della campagna presidenziale che si concluderà nel novembe 2012. Oggi infatti si chiude il primo quadrimestre di raccolta finanziamenti. Da qua in avanti, dunque, si fa sul serio. Nei giorni scorsi le caselle di posta di milioni di americani sono state inodate di mail dal quartiere generale della campgna elettorale del presidente.

Le vergini d'America

Gianpaolo Silvestri

SANITA'. Nella storica legge per la sanità pubblica Usa, un emendamento repubblicano al testo del Senato ha reintrodotto un finanziamento federale di 250 milioni di dollari per finanziare programmi statali che assumono l’astinenza come via maestra contraccettiva e per la prevenzione di malattie trasmesse sessualmente.

Nella storica legge per la sanità pubblica approvata dal Congresso statunitense, un emendamento repubblicano al testo del Senato ha reintrodotto un finanziamento federale di 250 milioni di dollari, distribuiti su 5 anni, per finanziare programmi statali che assumono l’astinenza come via maestra contraccettiva e per la prevenzione di malattie trasmesse sessualmente.

Conservatori scatenati

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Emanuele Bompan da Washington

SANITA'. La riforma voluta da Barack Obama dovrà essere rivotata a causa di alcuni vizi procedurali. E così l’opposizione decide di attuare un ostruzionismo senza precedenti su tutti i provvedimenti della maggioranza.

Repubblicani e democratici sempre più divisi. La riforma della Sanità, firmata martedì scorso dal presidente Usa Barack Obama, ha ricevuto uno stop dal Senato. A causa di un’irregolarità procedurale, infatti, la legge dovrà essere sottoposta ad una nuova votazione. La decisione non costituisce però un rischio per la riforma, che è già stata firmata. Al Senato ieri si votava per sconfiggere gli emendamenti proposti dai Repubblicani e confermare tutti i provvedimenti presentati dai democratici.
 

Non c’è tregua nella battaglia per la sanità degli Stati Uniti

Emanuele Bompan da Washington

RIFORME. Il presidente Usa procede nell’iter per approvare la riforma nonostante l’opposizione sempre più tenace dei Repubblicani che fanno leva sulla sensibilità antiabortista. Nessun aiuto indiretto dallo scandalo “The fellowship”.

Il sole splende su Washington dopo settimane di maltempo. L’arrivo della primavera potrebbe essere di auspicio per il passaggio della attesa riforma sanitaria. Dopo oltre un anno di discussione, Obama ha chiesto finalmente di «giungere ad una soluzione al più presto» e di mettere in calendario una data per il voto finale e definitivo per approvare la legge sulla Sanità. Secondo il calendario del Congresso potrebbe arrivare anche prima del 18 marzo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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