Riciclo e converto. Ecco l’auto ecologica

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Samantha Catini

TECNOLOGIA. Non più solo prototipi. Un gruppo di tecnici e ingegneri ha trovato il sistema per creare vetture e elettriche da vecchi scassoni.

Questi sono i personaggi: un gruppo di tecnici e ingegneri specializzati in mobilità elettrica. E questa è la storia: convertire e trasformare le comuni vetture a carburante in auto ecologiche. Stiamo parlando di eCarsNow!, marchio della eV-NOW! Foundation, un progetto collettivo costituitosi per convertire la trazione a motore in trazione elettrica in cielo, terra e mare.

Un sogno di fango e vecchie bottiglie

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Pierpaolo De Lauro

MONDO. In India una piccola scuola insegna la più importante delle lezioni: il rispetto per l’ambiente. Tutto grazie alla tenacia di una maestra.
 

«Non è una scelta di marketing, ma quello in cui crediamo e come viviamo». Madhavi Kapur è una tenace maestra indiana che nel 2008 ha iniziato a costruire il suo sogno. Armata di fango, vecchi sacchetti di cemento e bottiglie di plastica abbandonate, ha realizzato una scuola a Pune, a pochi chilometri da Mumbai, in uno dei poli tecnologici dell’India.
 

Firmato l’accordo di programma

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Francesco Servino (Terra Napoli)

RIFIUTI. Intesa tra Provincia di Napoli, Regione e sindaci di 19 Comuni del vesuviano: ecco la road map per impianti e differenziata.

Un atto di grande responsabilità istituzionale secondo il Pd. Secondo altri, un compromesso dettato dal “dispotismo” di una rete di comitati.

L’Italia differenziata risulta divisa in quattro

Istat indicatori ambientali
Vincenzo Mulè

AMBIENTE. L’Istat pubblica i dati relativi agli indicatori ambientali urbani. Dall’acqua e dalle fonti rinnovabili buone notizie. Per quanto riguarda i rifiuti, invece, continuano le difficoltà.

Raccolta dei rifiuti, consumo dell’acqua, verde pubblico, produzione energetica e smog. Sono gli indicatori ambientali urbani, messi ogni anno sotto la lente d’ingrandimento dall’Istat. Dati che disegnano un Paese in faticoso miglioramento. Ma con realtà che con il tempo si sono incancrenite e per questo più difficili da modificare. Nel complesso, anche nel 2010 Trento, Venezia, Bologna e Foggia occupano i primi quattro posti della classifica dei comuni che hanno mostrato maggiore attenzione alle compatibilità ambientali.

Il Nord sempre in testa alla classifica del riciclo

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Diego Carmignani

RIFIUTI. Nel concorso virtuoso dei Comuni Ricicloni di Legambiente primeggiano cinque regioni settentrionali. In Italia un’amministrazione su 6 supera il 60 per cento di differenziata.

Estendere il porta a porta, costruire impianti di riciclaggio, diffondere politiche di prevenzione, realizzare strutture di smaltimento finale per i rifiuti residuali non altrimenti riciclabili.

Non solo risparmio. Il riciclo fa guadagnare

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Giuliano Rosciarelli

RIFIUTI. Il Consorzio imballaggi (Conai) pubblica i dati sul recupero degli scarti nel 2010. Tre su quattro sono stati trasformati. In dieci anni il saldo dell’attività è in positivo per 9,3 miliardi di euro.

Per il 2010 i benefici dell’attività della raccolta e riciclo dei rifiuti ammontano a 1,6 miliardi e nello stesso anno il totale delle materie riciclate ha raggiunto il 64,6% degli imballaggi immessi al consumo (+4,6% rispetto all’anno precedente). Questo quanto emerso ieri dagli Stati generali del Conai, il Consorzio nazionale imballaggi che riunisce 1 milione e 400mila imprese connesse a sistema insieme ai Comuni (che gestiscono la raccolta differenziata) e ai cittadini (che hanno il compito di separare correttamente i rifiuti di imballaggio).

Riciclato a tutti i costi. Il vetro si scopre eco

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Michele Scotti

FOCUS. Risparmio di materie prime, di energia che alimenta i forni, riduzione delle emissioni di CO2. Produrre da rottami conviene. Ma la raccolta differenziata in Italia presenta ancora criticità.

I sostenitori della raccolta differenziata hanno un alleato prezioso: l’industria del vetro. Già, perchè bottiglie e bicchieri hanno una caratteristica pressochè unica: possono essere riciclati un numero infinito di volte, senza perdere le proprie caratteristiche. In sostanza, da una bottiglia può rinascere un’altra bottiglia, del tutto identica alla precedente. Non solo, il vetro riutilizzato fonde ad una temperatura, circa 1.000 gradi centrigradi, parecchio inferiore a quanto necessario, 1.600 gradi, per crearlo da materie prime vergini.

Tutto si ricicla nulla si butta

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Pierpaolo De Lauro

INIZIATIVE. A Torino da domani prendono il via gli Stati generali dell’usato, tante associazioni e cittadini per incentivare il riutilizzo dei beni.

Le scarpe che non indossiamo più, la borsa che abbiamo chiuso nell’armadio o tutte le cianfrusaglie chiuse in garage, per molti sono semplici oggetti da buttare presi dalla frenesia del consumo. Per tanti altri, però, rappresentano una risorsa, da riutilizzare, da riportare in vita oppure da collezionare con gioia.

La natura dà vita all’arredo

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Pierpaolo De Lauro

APPUNTAMENTI. A Vercelli fino al 3 aprile va in scena la prima fiera del design autoprodotto e innovativo con uno sguardo al riciclo dei materiali.

Chi ha detto che un oggetto di alto design può nascere solo da grandi studi o da artisti affermati? L’Italia, da sempre, è terra di grande creatività e innovazione soprattutto nel campo dell’arredo e se a tutto questo aggiungiamo un tocco di sostenibilità e l’utilizzo di materiali riciclati o alla portata di tutti, ecco che il gioco è fatto e il design non ha più frontiere.

I “raccoglitori informali” per il ciclo virtuoso dei rifiuti

Dina Galano

PROGETTI. Solo a Roma oltre 2.200 persone di origine romanì sono impegnate in un settore da cui si possono ricavare 10 milioni di euro l’anno. Così molti beni vengono avviati verso il riuso.

Si chiamano “raccoglitori informali”. E svolgono una funzione importante per la corretta gestione del ciclo dei rifiuti. Sono loro, infatti, a “intercettare” tra i rifiuti che finiscono nei cassonetti stradali quei beni che possono essere più facilmente recuperati e riutilizzati.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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