Da vulcano a discarica

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Simone Di Meo

DOSSIER. Il Vesuvio è diventato un ricettacolo sotterraneo di rifiuti pericolosi e altamente inquinanti, con forti rischi per l’agricoltura e la pastorizia. Gravi i pericoli di contaminazione delle falde acquifere. Ma la bonifica può aspettare.

Che lo «sterminator Vesevo », come appariva a Giacomo Leopardi durante il suo ultimo soggiorno napoletano, sia una bomba dormiente è dato acquisito dalla comunità scientifica e vulcanologica internazionale, ma che possa trasformarsi anche in una «bomba ecologica» è un pericolo che si è concretizzato solo di recente e di cui si è saputo a margine di alcune inchieste della magistratura, che hanno cercato di fare luce sulle sistematiche violazioni della normativa per la difesa dell’ambiente in una

Dal clima agli ecomostri: tutti i danni di Stefania, il non ministro

Simonetta Lombardo

AMBIENTE Zero fondi in Finanziaria sulla difesa del suolo dalle frane. Tremonti le ha portato via i soldi che il governo di centrosinistra aveva stanziato. Ma in un anno e mezzo è lunga la lista dei buchi aperti dalla gestione Prestigiacomo.

Per ora fondi zero in Finanziaria per la difesa del suolo. A dirlo è il non-ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Certo, Tremonti ha annunciato che i soldi verranno distribuiti in base ai rientri dello scudo fiscale, ma oggi non c’è un euro.

Veleni e silenzi di Stato. Così le navi continuano a uccidere

Vincenzo Mulè

RIFIUTI A venti giorni dalla scoperta del primo relitto nei fondali di Cetraro, il ministero dell’Ambiente brilla per il silenzio. Wwf e una mozione bipartisan chiedono al governo un cambio di marcia: «è un’emergenza nazionale».

Un errore di circa 350 metri. Grazie al quale è stato possibile riaprire il caso della nave dei veleni. Sono infatti 0,2 le miglia marine che separano il punto del fondale dove è stata rinvenuta quella che sembra essere la Cunsky dalle acque internazionali.

Chiaiano, un buco nero

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Valerio Ceva Grimaldi

RIFIUTI A sette mesi dall’apertura, cala il silenzio sulla cava trasformata in discarica nella zona a nord di Napoli. I cittadini e i comitati però continuano a dare battaglia: «Nessuno sa cosa ci sversano». E c’è il timore di un allargamento.

Discarica di Chiaiano, atto secondo. La scelta di individuare uno sversatoio di rifiuti in un’area altamente urbanizzata a nord di Napoli, mesi fa, innescò durissime polemiche. Cortei di cittadini, collegamenti televisivi, cariche della polizia. Sette mesi fa, l’apertura. Poi, a parte il sopralluogo di qualche europarlamentare, tra cui Monica Frassoni dei Verdi, riflettori spenti e silenzio quasi assoluto. La cava è zona militare, e quindi nessuno può accedere al sito.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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