rifiuti

Ancora bidoni tossici sulle rive dello Scrivia

Dina Galano
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INQUINAMENTO. A venticinque anni dal disastro ambientale, sulle sponde del fiume del basso Piemonte i fusti nocivi spuntano come funghi. Sono la prova di bonifiche mai eseguite.

Una storia di bidoni durata oltre 25 anni e che non sembra trovare un epilogo. Sulle sponde del fiume Scrivia, nel basso Piemonte, proprio durante le operazioni di riqualificazione, una nuova scoperta di fusti di sostanze altamente tossiche. Un materiale che doveva essere individuato e rimosso già nel 1984 quando fu rinvenuta una mole di circa 30mila bidoni scaricati nelle acque e nel circondario del torrente.

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Napoli, l’inceneritore inutile

Francesco Iacotucci - www.napolionline.org (Terra Campania)
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RIFIUTI. La domanda che nessuno fa è: ma l’impianto serve o no? Sono sufficienti due conti per scoprire che...

 

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Finora il disastro campano è stato pagato solo dai cittadini

Alessandro De Pascale
EMERGENZE. Per Bertolaso, capo della Protezione civile, la condanna riguarda «una situazione antecedente al maggio 2008». Ma la procedura di infrazione è stata aperta nel giugno 2007, proprio quando il sottosegretario era commissario.

«Una sentenza meritata. Perché quindici anni di commissariamento della regione non sono serviti a null’altro che a sprecare circa tre miliardi di euro per avere, ad oggi, impianti di trattamento inadeguati, centinaia di siti da bonificare in tutta la Campania, emergenze sanitarie da affrontare e multe salate da pagare». È senza appello il commento di Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente sulla decisione presa dalla Corte di Giustizia europea sulla gestione dei rifiuti.

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Poveri i nostri figli

Antonio Marfella (oncologo e tossicologo)
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SALUTE. Oggi in Campania nessuno discute più sulla gravità degli effetti, soprattutto sui giovani, di questo mancato controllo del territorio. È il più grande disastro ambientale negato d’Italia.

E' ormai chiaro alla Corte di Giustizia Europea, come a tutti noi cittadini della Campania che hanno scelto di non fuggire o delegare ma di affrontare il problema, che è stato creato un sistema industriale profondamente scorretto. Il cui vero scopo è stato quello di creare un unico flusso indifferenziato di materiale in cui fare confluire la somma dei rifiuti urbani e speciali industriali prodotti non solo in Campania. Realizzando così enormi profitti ma con un impatto devastante sulla natura e quindi sulla salute pubblica.
 

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Rifiuti, l’Ue ci condanna

Rossella Anitori
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GIUSTIZIA. Pesante sentenza da parte della Corte di Lussemburgo che ha accolto il ricorso della Commissione europea. I fatti avvenuti in Campania nel 2007 dimostrano un deficit strutturale che mette in pericolo salute umana e ambiente.

La cura delle discariche e degli impianti di incenerimento rifiuti non ha funzionato: proprio ieri la Corte di giustizia dell’Unione europea ha condannato espressamente  l’Italia. «Il Paese non ha creato una rete adeguata e integrata di impianti di recupero e smaltimento rifiuti - si legge nel provvedimento che accoglie il ricorso della Commissione europea del 2008 -, non ha adottato le misure necessarie per evitare di mettere in pericolo la salute umana e  danneggiare l’ambiente nella regione Campania».

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«Mi vogliono morto»

Vincenzo Mulè
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ECOMAFIE. Parla Francesco Fonti, il pentito della ‘ndrangheta che ha svelato i traffici di rifiuti nel Mediterraneo: «Le navi ci sono. Forse ho sbagliato con i nomi, ma i relitti sono nelle acque di Cetraro. Li avevano comprati i Romeo».

Come un puzzle che piano piano si ricompone, la storia dei traffici dei rifiuti pericolosi con il trascorrere del tempo si arricchisce di nuovi particolari. Con la complicità della Commissioni ecomafie, protagonista nei giorni scorsi di nuove audizioni che hanno smosso un quadro che le polemiche legate al mancato ritrovamento della Cunsky. «Credetemi. Al largo di Cetraro la nave c’è. Volete che non lo sappia io che l’ho affondata»?
 

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Un altro Oceano pattumiera

Alessio Postiglione
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INQUINAMENTO. Dopo quella già individuata nel Pacifico, una gigantesca “macchia” di spazzatura galleggiante è stata scoperta nell’Atlantico. Si sposta avvelenando flora e fauna marina, nell’indifferenza delle istituzioni internazionali.

Una immensa discarica di immondizia nel mare. è il nuovo “vortice di pattumiera” scoperto nell’Atlantico dagli esperti americani della Sea education association. La presenza di una grande discarica nel Pacifico, infatti, era già nota.
 

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Vietato protestare. Per decreto

Giulio Finotti (Terra Campania)
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IL CASO. Il dl che sancisce l’impossibilità di opporsi alle azioni del commissario per i Rifiuti scade. Che farà il governo?

Sta per scadere il conto alla rovescia per la conversione del decreto legge n. 195 del 30 dicembre 2009 che, assieme alla fine ufficiale dell’emergenza rifiuti, sancisce anche l’impossibilità per i cittadini di opporsi di fronte alla legge alle azioni del Commissariato di governo.

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Cassonetto addio. L’Italia della raccolta sostenibile

Federico Aragona
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IL CASO. Ignorate dai media le “buone pratiche” di una fitta rete di realtà locali. In "Produrre meno rifiuti", saggio curato da Emanuele Burgini e Pinuccia Montanari per Edizioni Ambiente, la mappa nazionale dei comuni virtuosi.

Un’altra Sicilia, un’altra Campania, di più, un’altra Italia della gestione dei rifiuti è possibile.

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Cartoline dall’inferno

Vincenzo Mulè
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DOSSIER. Presentato ieri Ambiente Italia 2010, rapporto annuale sullo stato di salute del Paese. Energia, dissesto idrogeologico, consumo del suolo, cave, trasporti, rifiuti, acqua e aree protette: otto sfide per i futuri Governatori.

E' raro vedere marciare a braccetto cronaca e studi di settore. Ambiente Italia 2010, il rapporto annuale sullo stato di salute del Paese di Legambiente elaborato dall’istituto di ricerche Ambiente Italia, coincide con uno dei momenti più tragici del nostro territorio. 
 

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