rifiuti tossici

Agricoltura e veleni

Ferdinando Fontanella (Il Gazzettino Vesuviano; Terra Campania)
POGGIOMARINO. Arrestati i proprietari di un’azienda agricola per aver interrato rifiuti, anche tossici e pericolosi.

L'operazione “Triangolo delle Bermuda”, condotta dagli uomini del Nucleo di Polizia ambientale della Procura di Torre Annunziata composto dagli specialisti della Guardia costiera e della Polizia di Stato, si è conclusa all’alba di martedì con tre arresti. In manette sono finiti Tommaso e Pasquale Guadagno (padre e figlio) e Vincenzo Manzo, un collaboratore dei due che sono proprietari e gestori di un’azienda agricola con sede a Poggiomarino.

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Anni di traffici e veleni

Vincenzo Mulè
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DOSSIER. Un dossier e sei foto mai pubblicate. Per Greenpeace sono la prova di come l’Italia abbia organizzato e reso possibile il trasporto di scorie tossiche radioattive. Devastando il Mediterraneo e l’Africa.

Potrebbero essere la pistola fumante delle navi dei veleni. Le sei terribili foto, mai pubblicate prima, contenute nel rapporto di Greenpeace Le navi tossiche.

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Nella terra dei veleni, al via le bonifiche. Forse

Alessandro De Pascale
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INQUINAMENTO. La Regione Campania ha finalmente approvato il piano per la Gestione integrata dei rifiuti speciali. Così dopo 800 milioni di euro stanziati, per mettere in sicurezza il territorio non ci sono più scuse.

In Campania esistono quasi 4.000 siti potenzialmente inquinati in attesa di bonifica. Discariche ufficiali e illegali, suoli e sottosuoli in cui risultano superati i valori di concentrazione delle sostanze pericolose ammesse dalla legge. Ma dopo anni di promesse, qualcosa finalmente si sta muovendo. La Giunta uscente di centrosinistra, guidata da Antonio Bassolino, ha finalmente approvato, il 24 marzo scorso, il programma per la Gestione integrata dei rifiuti speciali.
 

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Tecnologica e molto tossica L’elettronica avvelena l’Italia

Alessandro De Pascale
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RIFIUTI. Da due anni prendono polvere al ministero dell’Ambiente norme già scritte e mai attuate che renderebbero più facile ed efficace la raccolta dei Raee: l’hi tech considerato obsoleto. Intanto, aumenta tre volte più veloce dei rsu.

I prodotti elettronici rappresentano la tipologia di rifiuti pericolosi in più rapida crescita a livello globale. Rispetto ai solidi urbani, i Raee aumentano con un ritmo tre volte superiore. Del resto, se l’industria elettronica è il settore produttivo in maggiore espansione al mondo, parallelamente la vita dei prodotti hi-tech diminuisce sempre di più. La quantità di rifiuti elettronici ha ormai raggiunto proporzioni preoccupanti e difficili da gestire.

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Così speculazioni e indifferenza avvelenano anche la Basilicata

Vincenzo Mulè
IL CASO. Dal 1995 le imprese autocertificano produzione e smaltimento di rifiuti pericolosi. Ma, secondo la denuncia degli ambientalisti, sarebbero “sparite” migliaia di tonnellate di materiale tossico. Interrogazione di Zamparutti dei Radicali.

Un calcolo semplice, quasi banale. Dietro al quale si potrebbe nascondere l’ennesimo disastro ambientale nel Sud d’Italia. Dal 1995 le imprese autocertificano la produzione e lo smaltimento di rifiuti, pericolosi e non, attraverso il Mud, il Modello Unico di Dichiarazione ambientale. In Basilicata, precisamente nell’entroterra del materano, esiste un’area ritenuta a forte rischio ambientale per passate attività industriale.

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Cunsky o no, il traffico di rifiuti è l’eredità del vecchio nucleare

Erasmo Venosi
ECOMAFIE. Sono 25, secondo i Lloyds di Londra, le navi affondate nelle acque del Mediterraneo, 40 secondo le Procure. Dal passato giungono conferme di come il problema delle scorie sia la questione ancora irrisolta del ritorno all’atomo.
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Tutti i veleni di Crotone

Elida Sergi
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DOSSIER. «La situazione ambientale più difficile della regione» l’ha definita l’assessore all’Ambiente Greco. è il caso della città dove alcuni edifici sarebbero stati costruiti utilizzando scarti tossici industriali. Chiesto l’intervento del ministero dell’Ambiente.

Un’emergenza nell’emergenza. «La situazione ambientale in assoluto più difficile e complicata dell’intera Calabria», come ha avuto modo di definirla l’assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco. è la questione dei rifiuti tossici a Crotone, una sorta di vaso di Pandora che l’indagine “Black Mountains” di recente conclusa dalla procura della città pitagorica ha di colpo scoperchiato rivelando una realtà che sembra a tratti peggiore di un incubo.

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Un mare di pesce velenoso nella pattumiera del mondo

Alessio Postiglione
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SOMALIA. Non solo traffico di rifiuti pericolosi e armi. Nel Paese del Corno d’Africa il controllo delle acque territoriali è un’utopia. Per questo le multinazionali occidentali sfruttano le risorse ittiche nonostante l’inquinamento dell’area.

Risale al 27 ottobre scorso l’ultimo rapimento dei pirati somali, ai danni di uno yacht inglese. Una lista interminabile, che ci riguarda da vicino; i casi di rapimenti di italiani sono stati moltissimi, a incominciare dalla famosa Boucanier. Pirati, sì certo. Ma alcuni di questi gruppi rivendicano per sé il titolo di eroi nazionali. Per capirne di più dobbiamo ritornare al 20 marzo 1994, quando venne uccisa la giornalista della Rai Ilaria Alpi a Mogadiscio.

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Basta veleni, i calabresi ora chiedono giustizia

Luca Bonaccorsi da Amantea (Cs)
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CORTEO. In migliaia sfilano sotto la pioggia. Tantissimi gli studenti. Il governo sarà costretto ad agire, nonostante l’imbarazzo polemico del ministro Prestigiacomo.

Non è bastata la pioggia battente. E neanche le onde giganti che spazzavano il lungomare. Ieri ad Amantea insieme agli elementi naturali a urlare rabbia e indignazione c’erano pure migliaia di persone. C’erano i calabresi, certo. Ma anche cittadini venuti dal resto del Paese per unirsi alla denuncia di quella che potrebbe rivelarsi una delle più gravi catastrofi ambientali d’Italia. È la storia della Cunski, della Rigel e della Michigan. Ma è anche la storia di Aiello calabro e di Crotone.

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Bonelli e Greco sulle navi dei veleni: servono bonifica e chiarezza

Pietro Orsatti e Vincenzo Mulè
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IDEE. La richiesta del presidente dei Verdi Angelo Bonelli: «Avviare la bonifica e delle serie indagini epidemiologiche». Intanto l’assessore all’Ambiente della Regione Calabria Silvio Greco denuncia: «Poca chiarezza sugli interventi in mare».

 

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