Europa, al via la riforma della governance economica

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Andrea Pira

CRISI. I ministri delle Finanze della Ue promuovono il cosiddetto six pack, il pacchetto di misure per rafforzare il Patto di stabilità e la crescita nell’area euro. Rinvio per la Grecia.

Luce verde anche da parte dei ministri delle Finanze della Ue (Ecofin), riuniti ieri a Lussemburgo, al cosiddetto six pack, il pacchetto di misure per la riforma della governance economica europea, nel cui cuore sta il rafforzamento del Patto di stabilità e crescita. I 27 ministri hanno dato il loro ok ufficiale all’accordo stretto dal Consiglio Ue con il Parlamento europeo, approvato a Strasburgo lo scorso mercoledì.

«Alfano attacca la Costituzione»

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Anna Pellizzone (Terra Milano)

INTERVISTA. La riforma della giustizia secondo Manuela Massenz, componente della Giunta distrettuale di Milano dell’Anm.

Alfano ne aveva annunciato la discussione prima della pausa estiva, ma nel calendario della Camera di luglio non c’è traccia della riforma della giustizia, che sarà quindi esaminata dopo il mese di agosto. Per parlare di giustizia e riforme, incontriamo Manuela Massenz, pubblico ministero presso la Procura di Monza e componente della Giunta distrettuale di Milano dell’Associazione Nazionale Magistrati.
 

Pesca, dietro la riforma dell’Ue la privatizzazione degli oceani

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Diego Carmignani

BRUXELLES. Cambia la politica del settore ittico europeo. Critiche le associazioni ambientaliste: il sistema di quote di cattura trasferibili affida al mercato la riduzione della pressione della pesca.

Come da tempo annunciato, ieri da Bruxelles è arrivata la tanto ventilata riforma del settore ittico, mirata a stabilire un nuovo approccio globale alla gestione della pesca nel Vecchio continente. L’obiettivo è quello di garantire la sopravvivenza degli stock ittici e dei mezzi di sussistenza dei pescatori e porre un freno all’eccessiva pressione delle flotte industriali.

Una «riforma epocale» che riesuma vecchie idee

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Dina Galano

GIUSTIZIA. Pronta per il Consiglio dei ministri di giovedì la revisione costituzionale. Basata su «tre principi cardine» ripropone separazione delle carriere, parità tra accusa e difesa e modifiche al Csm.

Non basta la modifica delle leggi sulla prescrizione, sul processo breve e sulle intercettazioni telefoniche. La maggioranza persegue l’unico fine, quello di smantellare il sistema giudiziario, e per farlo non abbandona l’ambizioso progetto di intervenire sulla Costituzione. I tanti tentativi di sottrarre il premier ai quattro procedimenti in cui risulta coinvolto (Mediaset, Mediatrade, Mills e Ruby) non impediscono al Pdl di lavorare sulla «riforma epocale della giustizia», come l’ha definita ieri lo stesso Silvio Berlusconi.

Revisione degli statuti, caos negli atenei

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(Rete della conoscenza)

STOPGELMINI. L’applicazione della riforma fa acqua da tutte le parti e i rettori non sanno che pesci prendere.

L'obbligo di rivedere gli statuti degli atenei per adeguarli alla legge Gelmini ha scatenato il caos nelle università italiane. Il testo approvato dal Parlamento, infatti, è allo stesso tempo molto rigido nello scandire i tempi e molto generico nello stabilire le modalità di attuazione. In pratica, nessuno sa bene cosa dev’essere fatto, ma l’importante è farlo in fretta e cercare di compiacere la ministra.
 

Altro giorno di scontri

Susan Dabbous

UNIVERSITA'. A Milano in piazza collettivi studenteschi, lavoratori e artisti del mondo dello spettacolo. Incidenti fra manifestanti e polizia a Roma. A Bergamo, sterco a casa Gelmini.

Da luogo di cultura a teatro di guerra civile. Ieri davanti a La Scala di Milano sono stati feriti oltre 10 agenti da un gruppo nutrito di manifestanti. Studenti, migranti e precari si sono riuniti nel tardo pomeriggio in occasione della prima della Valchiria, disertata dal ministro della Cultura Sandro Bondi proprio per evitare le manifestazioni contro i tagli alla cultura. Molto più calmo, ma sempre violento, lo scontro a Roma, dove sono stati arrestati e poi rilasciati 12 studenti.

Bocciata la Gelmini

Anna Giordano (Terra Campania)

SCUOLA. Continuano le manifestazioni nella città di Napoli contro l’approvazione del decreto legge che porta il nome del ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini.

Continuano le manifestazioni nella città di Napoli contro l’approvazione del decreto legge che porta il nome del ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini.  Non basta la pioggia incessante a fermare le proteste degli studenti e delle studentesse - non solo universitari - pronti con determinazione e infinita passione a difendere il diritto ad un’università pubblica e di qualità.  La mobilitazione è iniziata già nei scorsi giorni con le occupazioni di varie sedi universitarie e di istituti scolastici e brevi cortei.

25 novembre: monumenti studenteschi

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(Rete della conoscenza)

MANIFESTAZIONI. 25 novembre: studenti e studentesse invadono i monumenti più importanti d'Italia.

Roma

Noi non siamo sfiduciati

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(Rete della conoscenza)

LA LETTERA. Gli studenti alla società civile, ai lavoratori e alle lavoratrici, al mondo della cultura e ai cittadini in lotta: scendiamo in piazza il 14 dicembre.

Siamo studentesse e studenti che da settimane sono in mobilitazione permanente. Centinaia sono le scuole e le università occupate, migliaia gli studenti e le studentesse che hanno inondato le piazze negli ultimi mesi, contro la più grande rapina della storia del nostro paese: il furto del nostro futuro. Paghiamo la precarietà come condanna esistenziale. Nello studio come nel mondo del lavoro le nostre vite sono ridotte a merce da sfruttare per ingrassare i portafogli di chi ha provocato la crisi.
 

La rivolta della conoscenza

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(Rete della conoscenza)

MOBILITAZIONI. Il 24 e il 25 novembre sono state due grandi giornate di lotta. Gli studenti universitari, ma anche i medi, i dottorandi, i precari, i ricercatori, hanno dato vita a una mobilitazione senza precedenti, frutto di un lavoro di informazione, sensibilizzazione e iniziativa contro il ddl Gelmini che dura ormai da un anno, e le cui radici stanno nelle proteste dell’Onda contro i tagli della legge 133.

Il 24 e il 25 novembre sono state due grandi giornate di lotta. Gli studenti universitari, ma anche i medi, i dottorandi, i precari, i ricercatori, hanno dato vita a una mobilitazione senza precedenti, frutto di un lavoro di informazione, sensibilizzazione e iniziativa contro il ddl Gelmini che dura ormai da un anno, e le cui radici stanno nelle proteste dell’Onda contro i tagli della legge 133.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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