Gli studenti tornano in piazza

Anna Lisa Casu (Terra Nord Est)

MOBILITAZIONI. In vista della decisione del Tribunale del riesame ancora proteste per le 6 persone incriminate.

Gli studenti indisponibili, insieme ai dottorandi, i ricercatori e i lavoratori precari, tornano in stazione a dire a gran voce che nelle strade c’erano anche loro a lottare contro il modello Tremonti-Gelmini-Marchionne.

Geoscienze, è allarme: «Annientata la ricerca»

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Giorgio Mottola

INTERVISTA Carlo Doglioni, presidente della Società geologica italiana lancia il suo duro j’accuse: «Fondi tagliati selvaggiamente, impossibile fare prevenzione. è un vero disastro»

 

Il governo cancella le facoltà di Geologia

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Giorgio Mottola

IL CASO Con l’entrata in vigore della riforma Gelmini scompariranno dagli atenei italiani tre quarti dei dipartimenti di Scienze della Terra in Italia. A rischio le politiche per la prevenzione idrogeologica

Gli atenei, zona rossa per la legge Gelmini

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Lorenzo Zamponi (Rete della conoscenza)

UNIVERSITA'. Dopo l’approvazione della riforma, la mobilitazione continua. Studenti e studentesse danno battaglia nella revisione degli statuti. Le proposte su stopgelmini.blogspot.com

Fermare la Gelmini negli atenei. Questa è la prossima battaglia del movimento studentesco, da accompagnare alle vertenze in occasione del varo dei decreti delegati (in particolare quelli legati al diritto allo studio) e alle mobilitazioni generali in corso sui temi del lavoro e dei beni comuni. Si tratta, in particolare, dell’applicazione dell’articolo 2 della legge Gelmini, quello riguardante la governance.

La Gelmini è legge, ma può ancora essere fermata

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Lorenzo Zamponi (Rete della conoscenza)

UNIVERSITA'. Dopo l’approvazione del ddl e la firma di Napolitano, continua la battaglia contro la riforma universitaria. Ora tocca ai decreti del governo e agli statuti negli atenei.

ll parlamento ha approvato il ddl Gelmini, il presidente della Repubblica Napolitano l’ha firmato. La riforma dell’università varata dal governo il 28 ottobre 2009, dopo oltre un anno di battaglia, è legge. Alcune delle sue parti più devastanti, come ad esempio la messa a esaurimento del ruolo dei ricercatori a tempo indeterminato, sono già vigenti e operanti: niente più concorsi per quel ruolo, ma solo per posti a tempo determinato.

La Befana Gelmini porta nuovi tagli

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Luca Spadon (Rete della conoscenza)

FINANZIAMENTI. Il nuovo anno è appena iniziato e le università già devono fare i conti con i tagli dei finanziamenti dallo stato.

Il nuovo anno è appena iniziato e le università già devono fare i conti con i tagli dei finanziamenti dallo stato. Mentre tutta Italia era impegnata a stappare spumante e a mangiare panettoni, il Ministero della scuola, dell’Università e della Ricerca rendeva pubblico il dato del Fondo di Finanziamento Ordinario dell’anno 2010.
 

Venezia-Roma, andata e ritorno

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Marta Canino (Terra Nordest)

MOBILITAZIONI. Il racconto di una giornata nella Capitale: le proteste contro governo e Ddl Gelmini nel giorno della fiducia.

Partenza ore 00:30. In colonna sei pullman lasciano piazzale Roma con destinazione la Sapienza, Roma. Essere più di trecento tra studenti degli Atenei veneziani, delle superiori e attivisti dei comitati ambientalisti, a condividere la scomoda nottata rappresenta la straordinaria contaminazione dei percorsi di mobilitazione che nei mesi passati hanno infiammato il paese contro le politiche di tagli e privatizzazione.

«Torneremo a stupire»

Giorgio Mottola

I MOVIMENTI. Mercoledì scenderanno di nuovo in piazza per protestare contro l’approvazione del ddl Gelmini, in discussione al Senato. Si prevede il ricorso a una protesta pacifica e creativa.

È passata solo una settimana, ma per gli studenti il 14 dicembre è diventato un fardello di una pesantezza storica. «Sparigliare», «stupire», «superare», sono le parole d’ordine che le varie anime del movimento hanno scandito nelle assemblee di ieri. Il prossimo appuntamento è per domani pomeriggio, quando il Senato discuterà e approverà il ddl sull’università. Per tutti la manifestazione di mercoledì scorso resta un successo. Ma nessuno vuole bissare.

Il Palazzo e gli studenti

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Aspro confronto politico in attesa del voto al Senato della riforma Gelmini. Gasparri chiede «una vasta azione preventiva». Il Capo dello Stato: «Cortei spie di malessere».

Dal Quirinale arriva un richiamo alla saggezza. Il presidente Giorgio Napolitano, incontrando per gli auguri di fine anno il corpo diplomatico presente in Italia, ha detto: «La protesta pacifica, benché spesso sviata da inammissibili violenze, di tanti cittadini nelle strade delle nostre capitali è una spia di malessere che le democrazie non possono ignorare».

Riforma Gelmini, ora la protesta si organizza

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Giuliano Rosciarelli

MOBILITAZIONI. L’Unione sindacale di base ha lanciato il comitato “Paese senza ricerca, giovani senza futuro”. Molte le adesioni nel mondo scientifico. In attesa del 14 dicembre.

In attesa del voto di fiducia al governo previsto per il 14 dicembre, la protesta del mondo dell’informazione ragiona sul “che fare”. Studenti, docenti ricercatori di ogni ordine e grado, che in questi giorni hanno dato vita alla protesta contro il progetto di riforma targato Gelmini, hanno già vinto la loro prima battaglia: rompere il fronte comune che sosteneva il disegno di legge rimandando a data da destinarsi l’approvazione finale. Ma il problema rimane.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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