Cetraro: il caso è aperto

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Diego Carmignani

NAVI DEI VELENI. La chiusura della vicenda Cunski potrebbe far calare l’attenzione sulle imbarcazioni cariche di materiali tossici e fatte affondare. Ora, bisogna andarne a cercare una in più. A cominciare dalla Rigel al largo di Capo Spartivento.

Quella nave laggiù in fondo non è la Cunski. Il caso è chiuso e gli abitanti calabresi possono tirare un sospiro di sollievo, così come il governo e il ministro Prestigiacomo. Ma in questo Paese scriteriato i rischi sono sempre in agguato: uno su tutti, quello che le indagini sulle navi dei veleni, 55 in totale sparse nelle acque italiane, cali il sipario da parte di inquirenti, istituzioni e media.

Il governo non sa quale nave giace a Cetraro

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Vincenzo Mulè

RIFIUTI TOSSICI Nella risposta all’interrogazione di Realacci, il ministro Vito confonde la Rigel con la Cunsky e annuncia nuove azioni. Immediatamente smentite dall’Ispra.

Sembrano essere due le conseguenze più immediate al ritrovamento di una delle cosiddette navi dei veleni nei fondali al largo di Cetraro: la riapertura di tutte le indagini del passato e la necessità del coinvolgimento di organismi internazionali. «Per fare questo occorre una forte volontà politica di fare chiarezza», afferma Sebastiano Venneri, vice presidente di Legambiente.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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