Nel disastroso dopo tendopoli il tessuto sociale è terremotato

Angelo Venti da L'Aquila

ABRUZZO La prima verifica delle rassicurazioni di Bertolaso, quella di settembre, è un fallimento. La ricostruzione effettiva non parte, ristrutturazioni e consegne degli alloggi in forte ritardo. Il rilancio socioeconomico è compromesso.

La fine di settembre si avvicina e la Protezione civile assomiglia sempre di più all’Armata Brancaleone. Le scuole non sono pronte, l’ultimazione del progetto Case slitta di mesi, le tendopoli chiudono e la politica di spopolamento sta devastando le comunità locali. «Il terremoto si sconfigge solo se si salva la coesione sociale», ha commentato un ex terremotato umbro, ricordando la visita in una microcomunità nei dintorni de L’Aquila.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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