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Dell’elettricità prodotta un quarto è rinnovabile

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Alessandro De Pascale

ENERGIA. In Valle D’Aosta 100 per cento di produzione da fonti pulite. Nel rapporto di Fondazione Impresa la pagella delle regioni italiane. I migliori mix quelli di Campania, Sardegna e Basilicata.

Boom di energia pulita lungo la Penisola. Un quarto della produzione di elettricità in Italia arriva ormai dalle fonti rinnovabili. A dirlo è il rapporto di Fondazione Impresa, il centro studi di Mestre sulle piccole aziende. A livello nazionale, secondo i dati forniti dal gestore della rete elettrica Terna, elaborati nel rapporto, il 25,5 per cento dell’energia prodotta in Italia nel 2010 è stata rinnovabile (pari a 76.964.4 GWh).

Ma perché i “tecnici” ignorano l’ambiente?

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Massimo Serafini

L'ANALISI. Non basta dire che la manovra è «ingiusta». La verità è che senza un progetto basato su rinnovabili, cura del territorio e trasporti pubblici il provvedimento è anche vecchio e inutile.

E' giusto, ma non basta denunciare la mancanza di equità della manovra. Non basta. Dovrebbe suscitare, infatti, altrettanta indignazione la mancanza di senso dei sacrifici richiesti, per di più alla parte più povera della società italiana. Questa in altre parole non è solo una manovra ingiusta. è una manovra soprattutto inutile, perché non offre alcuna credibile prospettiva di uscita dalla crisi al Paese, non producendo né nuova ricchezza né nuovo e stabile lavoro.

Anev: l’Italia non ha più regole nel settore eolico

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Marco De Vidi

RINNOVABILI. Ieri è scaduto il termine per i decreti attuativi. L’intero settore rischia la paralisi, con 10 miliardi d’investimenti congelati.

Da ieri l’Italia non ha una normativa sul settore eolico. È l’Anev, l’Associazione nazionale energia del vento, a lanciare l’allarme. Da mesi si attendono i decreti attuativi alla legge-delega 28/2011 sull’energia proveniente da fonti rinnovabili, approvata nel marzo scorso.

Padova, il tetto solare dei record

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Marco De Vidi

RINNOVABILI. La superficie che ricopre l’Interporto del capoluogo veneto è il più grande impianto fotovoltaico d’Italia. La potenza prodotta è tale da fornire energia elettrica a oltre 4.000 famiglie.

Ha inaugurato ieri a Padova il tetto fotovoltaico dei record: l’impianto solare dell’Interporto del capoluogo veneto è infatti il più grande d’Italia e ha una potenza di oltre 12 milioni di watt installati sulle coperture di diciotto edifici. L’impianto inoltre produce energia e la immette in rete: la potenza prodotta dal tetto è tale da poter fornire energia elettrica a ben 4000 famiglie.

Rinnovabili ed efficienza nel futuro del nostro Paese

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Gianni Silvestrini

L'INTERVENTO. In anteprima un estratto della lectio magistralis sul cambio del paradigma energetico in atto che il direttore scientifico del Kyoto Club terrà oggi a Modena al Forum sull’Energia.

Per impostare una politica energetica nazionale occorre avere una visone sul lungo periodo, visto che molte delle scelte effettuate oggi avranno conseguenze che si prolungheranno nei prossimi decenni. Queste scelte devono tener conto dei vincoli climatici e della sicurezza degli approvvigionamenti dall’estero a rischio di forti tensioni. Un primo riferimento per le strategie del paese viene dagli obbiettivi europei al 2020 su emissioni, rinnovabili ed efficienza. Ma bisogna andare oltre.

Soffia il vento. E Bucarest punta sull’energia eolica

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Bruno Picozzi

GREEN ECONOMY. In un anno si è passati da 15 a 462 MW ma entro il 2020 si potrà arrivare a 4mila. La politica di incentivi del governo rumeno alle rinnovabili fa da volano. E piace alla Ue.

Soffia un buon vento in Romania. Forte e continuo tutto l’anno, con medie che tra gli 80 e i 100 metri d’altezza facilmente superano i 7 metri al secondo. E dove la natura invita, l’industria dell’energia ne approfitta. Se nel 2009 la potenza eolica installata tra i Carpazi e il Mar Nero era di soli 15 MW, a fine 2010 secondo l’Associazione europea dei produttori di eolico (Ewea) già si contavano 462 MW, con l’1,6 per cento del consumo energetico nazionale dipendente dal vento.

«C’è poca trasparenza, così richio di chiudere»

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Giorgio Mottola

LA TESTIMONIANZA. Vito Catauro, giovane imprenditore nel settore delle rinnovabili, è stato escluso dal Registro del gestore dei servizi elettrici: «Viene incentivato chi non ne ha diritto».
 

Quando gli è venuto in mente di costruire una centrale a energia solare, Vito Catauro aveva in tasca una laurea in ingegneria, appena conseguita, e tanta fiducia nelle sorti della Green economy. A soli 27 anni, in un piccolo paese della Campania, ha messo in piedi un’impresa nel settore del fotovoltaico, la Iws projects srl. Ma dopo appena un anno e diverse decine di migliaia di euro investite, rischia di dover già chiudere i battenti.

Dalla chioma alle radici, l’albero è il re delle rinnovabili

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Bruno Picozzi

EUROPA. Quasi la metà del prodotto delle fonti alternative proviene da legna e residui forestali usati come biomasse. Nel rapporto “Silvicoltura nell’Ue e nel mondo” tutti i vantaggi della risorsa verde.

Gli alberi sono la principale fonte di energie rinnovabili in Europa. Lo afferma il rapporto dal titolo “Silvicoltura nell’Ue e nel mondo” pubblicato il mese scorso da Eurostat, l’ufficio statistiche dell’Unione europea, in occasione delle celebrazioni del 2011 come Anno internazionale delle foreste.

Rinnovabili, nuovo record di investimenti nel 2010

pannelli solari.
Paolo Tosatti

Green revolution. Secondo un nuovo rapporto dell’Unep sono stati 211 i miliardi di dollari spesi per lo sviluppo delle fonti alternative. Solo 8 in meno rispetto a quelli impiegati per le energie fossili

Nell’anno passato gli investimenti complessivi in energie rinnovabili hanno toccato la cifra record di 211 miliardi di dollari, appena inferiore a quella di 219 miliardi che i Paesi hanno speso per quelle tradizionali. Rispetto al 2009 la green energy ha attirato il 32 per cento degli investimenti in più, registrando una crescita che negli ultimi sette anni ha superato il 500 per cento. Per la prima volta le somme spese dai Paesi in via di sviluppo per solare, geotermico, idroelettrico ed eolico hanno superato quelle degli Stati industrializzati: 72 miliardi contro 70.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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