Pompei, 2012 cruciale: «Così si ferma l’agonia»

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Valerio Ceva Grimaldi

IL CASO. Dopo il crollo di due giorni fa la sovrintendente Cinquantaquattro ammette: «Il rischio di cedimenti riguarda in maniera diffusa tutta l’area archeologica». L’esperto: «Ecco le priorità».

Con il 2011 si chiude un annus horribilis per Pompei. L’ultimo allarme, che segue di poche ore il crollo nella domus di Loreio Tiburtino, è della soprintendente per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, Teresa Elena Cinquantaquattro: «Il rischio di cedimenti riguarda in maniera diffusa tutta l’area archeologica ed è proprio su questo punto che deve cambiare un po’ tutta la strategia».

Cinque milioni di italiani a rischio frane e alluvioni

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Alice Morrosini

AMBIENTE. Secondo i dati di Legambiente e Protezione civile, l’85 per cento dei Comuni è colpito da dissesto idrogeologico. Nel 31 per cento delle aree si trovano abitazioni, nel 20 ospedali e scuole.

Frane, alluvioni e altre calamità costituiscono un rischio concreto per l’82 per cento dei Comuni italiani e coinvolgono circa cinque milioni di persone che vivono o lavorano in aree critiche. Il dissesto idrogeologico riguarda complessivamente il 10 per cento del territorio nazionale, con punte di allarme per Calabria, Molise, Basilicata, Umbria, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Trento, dove il 100 per cento dei Comuni è classificato a rischio.

Troppa acqua sprecata. Un rischio per il pianeta

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Salvo Secondini

BENI COMUNI. Il rapporto del Sustainable Europe Research Institute per “Amici della Terra/Europa” dice che l’eccessivo consumo di materie prime incide pesantemente sulle riserve di oro blu.

Bere un bicchier d’acqua, innaffiare l’orto, scaricare lo sciacquone o, ancor di più, pompare enormi quantità di acqua in un sistema di raffreddamento industriale. L’eccessivo uso e consumo di materie prime non è solo uno “spreco”: mette a rischio le risorse idriche del pianeta.

Torna la pioggia al Nord. A rischio le zone colpite

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Michele Fiorito

MALTEMPO. Ritrovato il corpo della decima vittima a Borghetto, in provincia di Savona. Ed è corsa contro il tempo per mettere in sicurezza i territori. Previsti quattro giorni di forti precipitazioni.

Sindaci pronti a far allontanare i propri cittadini, referenti in ogni quartiere disposti a monitorare la situazione e, nel caso fosse necessario, lanciare l’allarme. In queste ore è stato avviato un censimento dei residenti mentre militari, vigili del fuoco e volontari sono ancora al lavoro per rimuovere i detriti e il fango che in alcuni punti hanno superato i 6 metri di altezza. Le Cinque Terre si preparano così alla nuova ondata di maltempo che sta per colpire il Nord con 4 giorni di pioggia e accumuli fino a 300 millimetri.

Fallisce broker Usa. Btp oltre la soglia del 6%

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Luca Bonaccorsi

MERCATI. In un giorno semifestivo, la notizia del fallimento di MF Global fa tremare i debiti sovrani europei. Il differenziale italiano rompe la barriera dei 400 bp. Banche a rischio.

Giornata nera sui mercati per l’Italia. A spingere il differenziale sul debito italiano oltre i 4 punti percentuali (e oltre il tasso del 6% sui titoli decennali) oltre alle solite e apparentemente insormontabili questioni di politica interna, ieri è stato il fallimento di uno storico broker statunitense, la MF Global.

Più lo mandi giù più ti salva la pelle

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Federico Tulli

MEDICINA. Bastano tre tazze di caffè al giorno per ridurre il rischio di tumori all’epidermide. Sono le conclusioni di uno studio ventennale condotto negli Stati Uniti su un campione di migliaia di persone.

Unica controindicazione: qualche notte insonni. Sembra proprio una classica scoperta sensazionale quanto è stato rilevato dai ricercatori del Brigham and Women Hospital e della Harvard Medical School statunitense nel mettere insieme i dati sul consumo di caffè e lo sviluppo delle più comuni forme di tumore alla pelle.

«Istanbul è la città turca più in pericolo»

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Michele Fiorito

L'ESPERTO. Il Paese galleggia su due placche interessate da altrettanti fenomeni sismici. Basili (Ingv): «Bisogna caraterizzare subito il territorio».

«La Turchia è una zona ad altissima sismicità, il che vuole dire frequenti terremoti anche molto forti», spiega Alberto Basili, sismologo dell’Istituto nazionale di giofisica e vulcanologia (Ingv), esperto di quell’area.
 
E come mai?
Perché si trova tra lungo il fronte di contrasto tra la placca arabica e quella euroasiatica. Proprio per questo ci sono fenomeni geologici imponenti: la placca arabica si muove verso la Turchia a circa 24 millimetri l’anno, una velocità altissima.

Raid aereo di Ankara in Iraq per colpire le basi del Pkk

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Sonia Grieco

MEDIO ORIENTE. Il governo turco scatena oltre confine una rappresaglia dall’aria per reagire agli attacchi della guerriglia curda. A rischio i negoziati. Il presidente Gul promette «vendetta».

L'esercito turco ha lanciato un’incursione aerea tra le montagne dell’Iraq settentrionale dove si trovano le basi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), bombardate dall’aviazione in risposta agli attacchi simultanei sferrati dai separatisti curdi nella Turchia sudorientale, che hanno ucciso 26 soldati quando un centinaio di guerriglieri avevano attaccato sette avamposti dell’esercito nei remoti distretti di Cukurca e di Yuksekova nella provincia di Hakkari, al confine con l’Iraq. Il contrattacco turco ha fatto almeno 20 morti tra i separatisti.

Crolla palazzo a Barletta. Doveva essere evacuato

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Viola Cremaschi

INCIDENTI. Una costruzione di tre piani con sotto un laboratorio si sgretola provocando almeno una vittima. Nell’edificio lavoravano diverse operaie. I residenti: «Sapevamo che era rischio».

Stavolta non sarà possibile prendersela con la natura matrigna. Non è stato né un terremoto né una frana a provocare la morte di Maria Cinquepalmi, 14 anni, figlia dei proprietari del laboratorio tessile che si trovava nell’edificio polverizzato. È venuto giù poco dopo mezzogiorno, come una twin tower, il palezzetto pericolante di via Roma nel centro di Barletta, e la cosa non ha stupito nessuno. Anzi ha acceso tanta rabbia. Oltre alla ragazzina si trovavano dentro altre operaie.

Frane, il 70 per cento dei Comuni è a rischio

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Marta Sauri

AMBIENTE. Presentato a Roma l’inventario dei fenomeni franosi nel Belpaese. Il bilancio è critico. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale lancia l’allarme.

Le frane in Italia sono all’ordine del giorno: nel giro di un anno se ne registrano quasi 500mila. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) torna a dare l’allarme. Secondo i dati emersi dal progetto Iffi, l’inventario dei fenomeno franosi in Italia, presentato ieri nell’ambito del secondo Forum mondiale sulle frane in corso alla Fao a Roma, oltre il 70 per cento dei Comuni è a rischio.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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