Rivoluzione legale

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Chiara Organtini

DISTRIBUZIONE. Indieframe sarà il primo distributore di film mai apparsi sui circuiti internazionali e al tempo stesso luogo dove poter scaricare o vedere in streaming pellicole ricercate.

Portare a casa un film, produrlo, è facile. Distribuirlo è complicato.” Così Luca Confortini, co-fondatore e CEO di Atlantide Entertainment, società cinematografica trasversale, esempio di “cross-media”, che va dalla produzione alla distribuzione di prodotti cinematografici sul web, con sede a Torino.

“Rifiuti zero”, la rivoluzione è a portata di legge

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Rossella Anitori

INIZIATIVE. Dichiarata ammissibile dal Consiglio regionale, la proposta del comitato “Non bruciamoci il futuro” attende il vaglio della commissione regionale Ambiente.

Prevenzione, riduzione, riuso, riutilizzo e recupero. Sono le parole chiave della proposta di legge di iniziativa popolare sulla gestione dei rifiuti nel Lazio, promossa dal comitato “Non bruciamoci il futuro”, ora al vaglio della Commissione ambiente.
 
Il Piano

Rinnovabili, nuovo record di investimenti nel 2010

Paolo Tosatti

GREEN REVOLUTION Secondo un nuovo rapporto dell’Unep sono stati 211 i miliardi di dollari spesi per lo sviluppo delle fonti alternative. Solo 8 in meno rispetto a quelli impiegati per le energie fossili

Non si può ancora parlare di sorpasso, ma definirlo semplicemente un testa a testa sarebbe riduttivo.

Il sogno infranto di una rivoluzione

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Francesca Pirani

SCHERMAGLIE. Rai movie ripropone Terra e libertà, lavoro firmato da Ken Loach che racconta uno dei momenti più angosciosi della storia iberica, l’esordio della guerra civile e della dittatura fascista.

Spagna 1936. David, giovane operaio comunista di Liverpool, parte come volontario per combattere contro il fascismo del generale Franco e si unisce alla milizia sul fronte di Aragona, sotto le insegne del POUM, il Partito Obrero de Unificaciòn Marxista.

Cronache dall’Egitto prima della rivoluzione

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Diego Carmignani

FUMETTI Censurato in patria e firmato da Magdy el Shafee, nel primo graphic novel egiziano Metro la denuncia contro il regime corrotto e la rabbia repressa delle giovani generazioni

La rivoluzione ancora in pieno atto nel Nord Africa porta con sé un vento nuovo, talmente potente da investire a più livelli un agire e un sentire ormai globalizzati. La libertà conquistata, ad esempio, in Egitto è figlia e madre di un risveglio creativo partito dal basso, con i giovani in primissima linea, e circolato su giornali, libri e pubblicazioni varie, tanto da far pronosticare, già nei prossimi mesi, una sanissima invasione sui nostri scaffali di volumi e autori inediti provenienti da quelle parti.

Stati Uniti, moria di pesci e mammiferi lungo le coste

Paolo Tosatti

Ambiente Oltre 80, di cui 42 cuccioli, i delfini morti rinvenuti nel Golfo del Messico. In New Jersey ritrovate ventisei foche in fin di vita. I corpi di un milione di sardine galleggiano nelle acque californiane

I giornali statunitensi l’hanno chiamata afisholypse, crasi tra fish, pesce, e apocalypse, apocalisse. Un termine che, seppure scientificamente non proprio corretto, rende bene le inquietanti dimensioni della strana moria di mammiferi acquatici e pesci che sta interessando le zone costiere di diversi Stati della federazione Usa. Sono oltre 80, di cui 42 cuccioli, i delfini morti rinvenuti lungo le coste della Louisiana, Missisipi, Alabama e Florida a partire dal primo gennaio.

Gli scontri a Il Cairo oscurano la rivoluzione

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Annalena Di Giovanni

Egitto. Ieri nella piazza della rivoluzione l’esercito si è schierato contro i ribelli che aveva protetto da Mubarak. Il movimento di massa rischia di disgregarsi per conflitti interni

Tahrir è perduta. Soltanto un mese fa, mentre per strada si ballava per la caduta di Mubarak, la gente dava per scontato che la rivoluzione era solo agli inizi, ma che sarebbe andata avanti. «Due sole cose», i giornalisti si sentivano dire, «possono fermarci adesso: le milizie, e il settarianesimo». Ed è successo ieri.

Libia, rivoluzione e internet

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Susanna Marietti (L'inkontro.info)

INTERVISTA. Il giornalista Rosario Simone, esperto di Paesi arabi: «Rete e tv hanno un ruolo fondamentale».

Sulla rivoluzione in corso in Libia contro il regime di Gheddafi, inizia finalmente a muoversi la comunità internazionale. La situazione è tuttavia ancora incerta. Per capire in quale quadro si muovono le forze in campo, abbiamo intervistato Rosario Simone, giornalista, esperto di Medio Oriente e Paesi arabi.

Come si è evoluta la Libia negli ultimi anni?

«Non posso dimettermi: non governo la Libia, sono la Libia»

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Annalena Di Giovanni

RIVOLTE. Gheddafi non molla. Bombarda la raffineria di Brega ma i suoi miliziani vengono respinti dalla “Coalizione 17 febbraio”. Solo Tripoli e 12 mila soldati restano ancora fedeli al rais.

La democrazia è una beffa. Come altro si può definire un sistema per cui qualcuno eletto dal 40% dei cittadini governa a nome di tutti?». Era il 2007 e Muammar Gheddafi discuteva di sistemi politici col sociologo Anthony Giddens. Ieri il Colonnello, comparso per l’ennesima volta in televisione da Tripoli per festeggiare il 34esimo compleanno dello “Stato delle Masse”, la Jamahiriyya, ha affinato l’analisi: non può dimettersi perché non è il presidente della Libia – lui «è» la Libia.

«La rivoluzione è una farsa organizzata da al Qaeda»

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Annalena Di Giovanni

RIVOLTA. Infuria la battaglia in Libia. Gheddafi asserragliato a Tripoli resiste e lancia l’ennesimo delirante messaggio. Le sue truppe entrano negli ospedali per uccidere i manifestanti feriti. L’Europa non interviene e ignora l’allarme profughi.

Bengasi invasa dai manifestanti, e Tripoli deserta. È questa la Libia, sempre più a pezzi, nel suo undicesimo giorno di rivolta. Se la capitale della Cirenaica è ormai sfuggita di mano al colonnello Muammar Gheddafi, al potere da quasi 42 anni, a Tripoli a svuotare le strade ci hanno pensato le forse della polizia, i mercenari importati anche da Chad e Niger, e tutti quei cittadini che in Gheddafi vedono ancora un leader al quale essere fedeli e prestare servizio. Ad armarli avrebbe contribuito anche l’Italia.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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