Anche minori trattenuti sulle navi della vergogna

navisbarchi.jpg
Dina Galano

DIRITTI. Da ormai cinque giorni nel porto di Palermo i traghetti di linea ospitano gli stranieri trasferiti da Lampedusa. Terre des hommes: «I ragazzi sono stati identificati frettolosamente».

Sulle due navi ancorate al molo palermitano ci sarebbero anche dei minori. Non si perde in particolarismi il regime di trattenimento dei tunisini che il governo italiano ha predisposto in seguito all’incendio del centro di Contrada Imbriacola di Lampedusa. Sulle tre imbarcazioni si trovavano fino a domenica circa 560 persone. Da ieri sono in 340 perché la nave Moby Fantasy ha lasciato il porto per la volta di Cagliari dove i suoi 220 “ospiti” saranno trasferiti al centro di prima accoglienza di Elmas, vicino all’aeroporto del capoluogo.

Condono ad personam per il senatore di Fondi

polverini - fazzone.jpg
Andrea Palladino

IL CASO. Inserita nel piano casa una norma che “salva” l’abitazione abusiva del parlamentare del Pdl Claudio Fazzone nel comune pontino che Maroni voleva sciogliere per mafia.

Passerà alla storia come il comma Fondi quel codicillo inserito alla chetichella nel maxi emendamento al collegato della legge di assestamento di bilancio della Regione Lazio. Un nome complesso, con una decina di righe contorte, difficili da comprendere, racchiuse nel comma 153 di un unico articolo, che salva la casa del senatore fondano Claudio Fazzone e di almeno altri due personaggi chiave della città del sud pontino, il duo Garruzzo e La Rosa.

Tav, un Fondo speciale per sorvegliare il cantiere

no tav.jpg
Rossella Anitori

VAL DI SUSA. Il Pdl chiede a Maroni l’istituzione di un apposito capitolo di spesa per pagare gli straordinari alle forze dell’ordine. Secondo i No-Tav serviranno oltre 186 milioni di euro l’anno.

I lavori per la linea ferroviaria Torino-Lione non sono ancora partiti ma i costi a carico dei cittadini continuano ad aumentare. Il vice coordinatore regionale del Pdl Agostino Ghiglia ha presentato un interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Roberto Maroni per chiedere l’istituzione di un apposito capitolo di spesa per pagare gli straordinari al contingente militare impegnato in Val Susa.

Il Castello e la laureata, una storia tutta italiana

Dublino,Trinity College.jpg
Giorgio Frasca Polara (Inserto domenicale)

MONDO. Come nel racconto di Kafka sulla burocrazia, una dottoressa made in Italy avvia uno studio sul sistema elettorale regionale italiano utile a conseguire un dottorato presso il Trinity College di Dublino ma si scontra con il formalismo amministrativo del suo (e nostro) Paese. La vicenda finisce perfino in Parlamento.

Questa è l’avventura comica che sta vivendo una laureata italiana. Avventura comica, se non fosse allucinante: specchio emblematico dei casini della nostra maledetta burocrazia e della assurda moltiplicazione dei centri  di decisioni anche elementari.

Bufera su Cie e rimpatri. La Nato nega il blocco

large_110407-115218_mi070411cro_0007.jpg
Dina Galano

MIGRANTI. Cresce la contestazione sulla scelta di allungare a 18 mesi la permanenza nei Cie e di allontanare coattivamente gli irregolari. L’Alleanza replica a Maroni: «Nessun embargo in uscita».

Nel disperato tentativo di fermare i flussi di profughi dalla Libia, la strategia del ministro Maroni non concede mezze misure. Sono almeno tre i fronti aperti dal governo in questi giorni, pazienza per i compromessi da stringere. Si tratta con i ribelli libiciper il rispetto di un trattato bilaterale d’amicizia con Gheddafi; si dà attuazione a una direttiva che mancava dal 2008, recependone esclusivamente gli elementi di massimo rigore; si chiede alle forze Nato di approntare «il blocco navale anche per le uscite dalla Libia».

Maroni: «Basta soldi per i bombardamenti»

MNB_SRequestManager2.exe_.jpg
Susan Dabbous

LIBIA. Il ministro avverte: «Con la guerra arriveranno sempre più migranti». Poi l’affondo sulla tenuta del governo: «Non ho la palla di cristallo». Nella notte nuovi attacchi della Nato su Tripoli.

Da Pontida a Tripoli la strada per una potenziale crisi di governo sembra percorrere ormai la via libica. «Non dovremmo spendere più soldi per i bombardamenti - ha detto ieri il ministro dell’Interno Roberto Maroni - ma piuttosto per sviluppare la democrazia». La Lega Nord tenta di smarcarsi dalle scelte militari del governo costate finora 700 milioni di euro: 7,8 milioni di euro al giorno. Lo fa però in modo tardivo, nei tempi di recupero.

L’odissea dei trasferimenti. Lampedusa e le nuove galere

migranti.
Dina Galano

MIGRANTI. Dopo gli sbarchi di sabato Maroni avvisa: «Finché in Libia non si avrà la pace, si può respingere con le navi Nato». E chi arriva trova la reclusione. Viaggio tra i Cie inaugurati dal governo.

«Se non si arriva alla pace si può sempre respingere i barconi con le navi da guerra». La frase, inserita in una copiosa intervista sulle pagine del Corsera, proviene dal ministro Roberto Maroni e riassume esaustivamente il piano del governo per impedire gli arrivi e sostenere la tesi della ritorsione incoraggiata dal Colonnello. Soprattutto dopo che è stato provato che dalla Libia si parte ormai senza pagare il viaggio e che, secondo altre fonti, vi sarebbero tracce di un interessamento delle mafie italiane nel traffico mediterraneo.

«Espulsioni dirette». La ricetta di Maroni

06.jpg
Dina Galano

MIGRANTI. Si riattiva la macchina dei trasferimenti da Lampedusa, dopo gli arrivi numerosi di questi giorni. E in risposta alla Corte di Lussemburgo, il ministro rilancia con un nuovo decreto legge.

Il Viminale sta pensando a un nuovo decreto legge in materia d’immigrazione, da presentare al più presto, già al prossimo Consiglio dei ministri. Perché, ha spiegato ieri il suo rappresentante Roberto Maroni, «c’è stato un intervento della Corte di giustizia europea che ha creato un po’ di confusione, rendendo di fatto impossibile l’espulsione diretta dei clandestini».

Le tende trasformate in Centri di espulsione

Dina Galano

MIGRANTI. Da giovedì scorso, 3 tra tendopoli ed ex caserme sono diventate dei Cie. Allungheranno i tempi di reclusione dei tunisini, prima del rimpatrio. Ma provvisoriamente, fino a dicembre 2011.

«Un Cie in ogni regione», ripete da inizio mandato il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Ora, senza che si sia provveduto a erigere nuove strutture, di centri per l’identificazione ed espulsione ne sono sorti tre: uno nella contrada trapanese di Kinisia, un secondo a Palazzo San Gervasio in provincia di Potenza, l’ultimo a Santa Maria Capua Vetere (Ce).

I Servizi segreti: in arrivo l’ondata di detenuti libici

pagina 2.jpg
Dina Galano

MIGRANTI. Per Maroni «la fase acuta dell’emergenza è finita». Ma il direttore dell’Aisi rivela:in 15mila, liberati da Gheddafi, partiranno per l’Italia. Rosato, Pd: «Dal ministro solo contraddizioni».

Non fa in tempo il ministro Maroni a celebrare il trionfo per il funzionamento del trattato con la Tunisia che fonti del Copasir riferiscono della preoccupazione dei Servizi segreti per «l’ondata in arrivo dalla Libia». «Non ci saranno nuove tendopoli perché la fase acuta dell’emergenza è finita», ha sostenuto ieri il ministro dell’Interno, ribadendo l’ordine di immediato rimpatrio di tutti i tunisini arrivati dopo il 5 aprile.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31