Incendi e ozono, i nemici del patrimonio boschivo

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Valentina Perugini

AMBIENTE. Un nuovo centro di ricerca per monitorare i roghi nell’Ue: in Italia è allarme rosso. E la Forestale denuncia: l’inquinamento della nostra vegetazione 10 volte sopra gli standard europei.

La Commissione europea ha istituito il centro di ricerca Effis (European forest fire information system), con previsioni di rischio nell’arco di sei giorni in base al meteo. Il sito web permette il monitoraggio minuto per minuto degli incendi boschivi in tutta l’area europea. L’Italia da giugno a settembre appare costantemente di colore rosso, cioè ad alto rischio incendi. La stagione estiva infatti non è soltanto sinonimo di vacanze. Boschi e foreste con le alte temperature sono sotto il pericolo di siccità, inquinamento ed incendi.

Campania, ancora roghi

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Giulio Finotti

RIFIUTI. In provincia di Napoli continuano a scoppiare gli incendi nei depositi illegali di residui di lavorazioni industriali. La popolazione, esausta, lancia il grido d’allarme: «Basta veleni». Nuovi casi ieri a Giugliano.

Brucia la statua di Padre Pio. Si sfigura l’immagine del santo di Pietrelcina, in mezzo ad un ammasso di rifiuti in fiamme. Attorno ragazzini, mamme, gente in canotta. E un fumo immenso che sembra di essere a Bagdad, Saigon, o Sarajevo, dopo un bombardamento o un attentato kamikaze. L’orrore è però di scena a Casacelle, frazione di Giugliano, periferia nord-occidentale di Napoli. Un fumo nero si staglia in cielo, visibile da decine di chilometri di distanza.

Cassonetti in fiamme

Giorgio Mottola

EMERGENZA RIFIUTI. Palermo sprofonda di nuovo nella crisi, dalla periferia al centro. L’Amia: mancano i mezzi. Ma gli autocompattatori rimangono nei depositi. Roghi anche in diversi comuni della provincia..

Come una luce intermittente, l’emergenza rifiuti a Palermo si accende e si spegne, a periodi alternati. Da qualche giorno, la città sembra essere ripiombata in una crisi profonda. L’Amia, la società di raccolta rifiuti del comune di Palermo gravata da un buco di bilancio di oltre 80 milioni di euro, da quasi due settimane non è più in grado di svolgere il servizio di svuotamento dei cassonetti.

Benzina buttata sul fuoco

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Diego Carmignani

EMERGENZA In Italia si alza l’allarme. Mentre i roghi devastano ettari di territorio, i Vigili del fuoco oggi scioperano contro i tagli della manovra e denunciano: «Il governo cancella i fondi per la prevenzione»

 

Ancora roghi in Sicilia

Alessandro De Pascale

RIFIUTI. Nell’isola continua l’emergenza. L’azienda municipalizzata di Palermo non ha più soldi in cassa. Così alcune zone si trasformano in discariche. E continuano le indagini sulle probabili infiltrazioni mafiose.

Sull’isola è crisi nera. Sacchetti per strada, cittadini infuriati, politica lenta, magistrati sul piede di guerra. Intanto continuano i roghi dei cassonetti e le indagini degli inquirenti. Ormai in alcune zone periferiche sono nate delle vere e proprie mini discariche, a causa della mancata raccolta dei rifiuti. L’Amia, l’azienda di proprietà del Comune di Palermo che si occupa dello spazzamento delle strade, non ha più nemmeno un euro. Le casse sono vuote, i dipendenti senza stipendio da mesi e a rischio licenziamento.
 

Fuochi di speculazione

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Paolo Odello

LIGURIA I roghi colpiscono duramente la periferia di Genova. Distrutti mille ettari di terreno, di cui 40 all’interno del Parco delle Cinque terre. Molti incendi sarebbero dolosi: i sospettati avrebbero bruciato anche i resti di vecchie bare.

La Liguria stretta in una morsa di fuoco. Quasi mille gli ettari di terreno divorati dalle fiamme da Nervi alla Val Bisagno. Altri quaranta nel cuore del Parco delle Cinque Terre. I danni all’ecosistema assumono contorni drammatici. Dal Parco, istituito nel 1999 proprio per preservare gli equilibri ecologici dell’area, spariscono, inghiottiti dalle fiamme, soprattutto alberi di alto fusto, lecci e querce. Una prima valutazione parla di danni per almeno 2 milioni di euro.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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