«Domenica e lunedì andiamo tutti a votare»

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Alessandro De Pascale

INTERVISTA. A colloquio con l’ex premier Romano Prodi: «Su questo appuntamento registro un grande entusiasmo. Adesso spero ci sia un’adeguata campagna informativa, finora assente».

Romano Prodi è stato il premier italiano che nel 2007 diede vita all’accordo tra l’Enel ed Edf, che allora riguardava però esclusivamente la costruzione di un nuovo reattore in Francia. Riguardo all’Italia, l’ex presidente del Consiglio ritiene che «il treno nucleare ormai lo abbiamo perso e quando si è perso un treno è molto difficile corrergli dietro. Quanto costa? Quali sono le incertezze nel futuro? Ne abbiamo bisogno avendo capacità produttive in eccesso?

Che bella Unione

Luca Bonaccorsi

IN FONDO. La piazza di Roma era gremita all’inverosimile. Non una piazza monocolore, con tutto il rispetto per gli amici viola, ai quali a più riprese dal palco è stato riconosciuto di aver dato una scossa all’opposizione tutta. La piazza era coperta letteralmente di bandiere di ogni colore e forma.

Ci sono vari modi di raccontarlo questo sabato romano di lotta. Uno potrebbe essere: qui giace il Pd di Veltroni, quello maggioritario, dell’autosufficienza. Ieri, infatti, in piazza c’erano i Verdi, i Socialisti, i comunisti federati, Sinistra ecologia e libertà, l’Idv e il Pd (quello di Bersani). 

Aspettando Romano

Gianpaolo Silvestri

BOLOGNA. Bersani è giunto nella città delle due Torri, con in mano le agenzie che rilanciavano l’ennesimo rifiuto di Romano Prodi ad accettare la candidatura a sindaco della città. I margini per un ripensamento parrebbero esigui.

Arduo il compito del segretario del Pd in quel di Bologna. Bersani è giunto nella città delle due Torri, con in mano le agenzie che rilanciavano l’ennesimo rifiuto di Romano Prodi ad accettare la candidatura a sindaco della città. I margini per un ripensamento parrebbero esigui: «Non sto cambiando idea. Segnali d’amore per la città se ne possono dare in tanti modi. Bisogna vedere quale ha più effetto».
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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