Se rondine e rondone non fanno primavera

Alessio Nannini

ANIMALI. Sei cieli italiani diminuisce il numero di uccelli migratori e specie tipiche delle campagne. Un fenomeno causato dalle attività dell'uomo, di cui beneficiano invece storni, piccioni e cornacchie.

Di questi tempi i cieli italiani, specie al tramonto, erano soliti riempirsi di rondini, che dai nidi scavati negli interstizi di tegole e grondaie volavano a cercare il cibo. Invece questa primavera, proverbialmente la stagione di questi uccelli migratori, ne appare più povera.

Una rondine fa primavera

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Diego Carmignani

AMBIENTE Domani in 14 oasi e riserve, l’iniziativa “Spring alive”, con cui la Lipu dà il benvenuto alle specie migratorie in arrivo in Europa

La primavera alle porte, l’Unità d’Italia appena celebrata, la migrazione delle rondini. Una serie di motivi che la Lipu ha voluto mettere insieme per inaugurare le proprie preziose iniziative. Ideale start della stagione “Eventi natura” è stato il 150° anniversario, festeggiato con un marchio appositamente realizzato, presente nelle proprie oasi e riserve, “unite” dal Piemonte alla Sicilia, per una serie di occasioni che si protrarranno lungo i mesi prossimi.

Il Libano in guerra visto dai bambini

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Diego Carmignani

CREATIVITA' - FUMETTI
— La giovane e premiata artista di Beirut Zeina Abirached racconta nel suo ultimo graphic novel cosa significa vivere un’infanzia sotto le bombe. Come una lunga notte di attesa e paura può diventare la quotidiana normalità. —

Morire, partire, tornare. è il destino delle rondini, sempre in movimento, in cerca della giusta località dove migrare. Dove condurre una migliore esistenza, anche se è più appropriato chiamarla sopravvivenza. Stessa sorte è quella del popolo libanese, in perenne balia dei conflitti che hanno punteggiato la sua storia. è nel suo Dna sentire addosso la tensione della guerra ed essere pronto a una nuova dipartita, dolorosa, routiniera, drammatica o fiduciosa che sia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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