«Sogno una città normale»

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Alessia Candito

INTERVISTA. Elisabetta Tripodi è la giovane sindaco di Rosarno. Da pochi giorni, ogni suo passo è seguito dalle forze dell’ordine. Da quando il boss Rocco Pesce le ha scritto dal carcere di Opera.

Da qualche giorno, Elisabetta Tripodi, giovane sindaco di Rosarno, non si muove più da sola. A vigilare sui suoi passi, la gente che incontra e la posta che riceve, ci sono le forze dell’ordine. Le autorità giudiziarie hanno preso sul serio le minacce del boss Rocco Pesce, già condannato all’ergastolo per vari reati tra cui associazione di stampo mafioso e omicidio.

Immigrazione, in 15 province si rischia una “nuova Rosarno”

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Dina Galano

IL RAPPORTO. Da una ricerca Ires-Cgil, condotta sugli indici di conflittualità economica e sociale, le aree in cui potrebbero scoppiare rivolte sono tutte al Sud. Un esito anche della “guerra tra poveri”.

Le rivolte di Rosarno, la strage di Castel Volturno, non sono nate dal nulla. Fattori economici e sociali hanno portato all’esasperazione, alle violenze e al disfacimento dei già precari rapporti tra popolazione italiana e immigrata. Quegli «equilibri distorti» oggetto dell’indagine condotta dall’Ires (Istituto ricerche economiche e sociali), su commissione della Cgil e presentata ieri a Roma, sono ben presenti lungo la Penisola e interessano almeno quindici province.

Sigilli al tesoro del clan appassionato di calcio

Betta Salandra

'NDRANGHETA. Maxi-sequestro contro i Pesce di Rosarno. Tra i beni decine di società, terreni, appartamenti, auto e due squadre di serie D. Un impero economico da 190 milioni di euro.

Ci sono anche due squadre di calcio, iscritte in serie D, Ii Sapri Calcio in provincia di Salerno e l’Interpiana di Cittanova, nella Piana di Gioia Tauro, nel maxi-sequestro operato ieri dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri di Reggio Calabria contro il clan Pesce. In tutto, sono stati messi i sigilli a beni per un valore di 190 milioni di euro, distribuiti in Calabria, Lombardia, Campania ed a Roma.
 

La giornata dei migranti pensando al Nord Africa

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Diego Carmignani

MANIFESTAZIONI. Si ripete oggi in tutta Italia lo sciopero dei lavoratori stranieri, per chiedere diritti, denunciare il razzismo e l’inadeguatezza della legislazione. Iniziative in molte città.

L'anno scorso piazza Italia venne a conoscere la moltitudine di realtà che compongono il suo tessuto sociale. La prima Giornata del migrante arrivava sull’onda dei fatti di Rosarno, portando per le strade di tutto il Paese 300.000 persone per dire no al razzismo e sì a una società multiculturale e più giusta. Un’occasione connotata da un ideale profondo, ma anche da una dimostrazione squisitamente pratica: cosa accadrebbe se tutti gli stranieri che lavorano in Italia incrociassero le braccia, anche solo per un giorno?

Lavoro nero e caporalato. I lati oscuri del made in Italy

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Rossella Anitori

MANIFESTAZIONE. A un anno da Rosarno, domani si terrà davanti al ministero delle Politiche Agricole un sit-in per denunciare un sistema di sfruttamento che miete ancora troppe vittime.

Rosarno è solo la punta dell’icerberg. La filiera agricola italiana continua a produrre lavoro nero e caporalato. Basti pensare che più della metà dei braccianti africani che lavoravano nella Piana di Gioia Tauro pur essendo in possesso di un regolare permesso di soggiorno, era stata ingaggiata in maniera illegale.

Rosarno, dopo un anno non è cambiato nulla

Rossella Anitori

IMMIGRAZIONE. A 12 mesi di distanza dalla rivolta dei lavoratori africani, la situazione nella piana di Gioia Tauro rimane drammatica. Venerdi 7 un corteo per reclamare diritti e garanzie.

A un anno dalla rivolta di Rosarno, quando i lavoratori africani sfruttati nei campi di Gioia Tauro si ribellarono contro il sistema mafioso che li teneva in pugno, la situazione in provincia di Reggio Calabria resta drammatica. Anche se la presenza straniera è diminuita per effetto della crisi del settore agrumicolo, le condizioni abitative rimangono preoccupanti: i braccianti continuano a vivere in vecchi casolari abbandonati, senza luce né elettricità.  Lo scorso novembre uno di loro è morto per una polmonite.
 

Le braccia dell’Italia

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Federico Raponi

DOC. Verrà presentato oggi nell’ambito delle Giornate degli autori a Venezia "Il sangue verde" di Andrea Segre sui fatti di Rosarno, tra politica, immigrazione e sfruttamento.

Alle radici dei fatti di Rosarno. La sua ricerca, il regista Andrea Segre l’ha composta nel documentario Il Sangue verde che oggi verrà presentato a Venezia (alle Giornate degli Autori), per essere poi trasmesso il 15 sulla RAI (a Doc3, che ha partecipato alla produzione) e iniziare quindi un piccolo tour.

L’asse Milano-Reggio

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Giorgio Mottola

CRIMINALITA' La procura di Milano con una vasta operazione ha arrestato 300 presunti affiliati alle ‘ndrine. I boss calabresi avevano creato in Lombardia un mandamento che dipendeva dalle cosche del reggino

 

Una sentenza anti espulsione

Dina Galano

IMMIGRAZIONE. A quattro mesi dalle violenze di Rosarno, oltre venti persone vittime del caporalato sono ancora trattenute nel Cie di Bari. Per uno di loro, il giudice di pace ha però respinto la richiesta di rimpatrio.

Il giudice di pace di Bari ferma l’espulsione dello straniero. Perché, si legge nell’ordinanza depositata lo scorso 24 maggio, il cittadino d’origine ghanese merita la protezione umanitaria. Non è un caso qualunque, quello deciso dal tribunale pugliese, perché l’extracomunitario cui si intimava di lasciare il territorio nazionale apparteneva al gruppo di immigrati irregolari sfruttati nelle campagne di Rosarno.
 

Primo maggio amaro

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Alessandro De Pascale

RAPPORTO. Allarme disoccupazione e suicidi collegati a motivi economici. La fotografia dell’Istat nel giorno in cui i sindacati sono in piazza a Rosarno, nel 120esimo anniversario della nostra festa dei lavoratori

Oggi è la Festa dei lavoratori. Dedicata a tutti quelli che un impiego, per fortuna, ancora ce l’hanno. Perché i dati diffusi ieri dall’Istat non sono rassicuranti. Come del resto quelli che provengono dagli altri Paesi industrializzati. In Italia negli ultimi dodici mesi, tra il marzo 2009 e quello del 2010, gli occupati sono calati di 367mila unità. Mentre cresce inesorabilmente quello delle persone che cercano lavoro: due milioni e 194mila.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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